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Matteo Renzi è così, prendere o lasciare. Alterna tour nella rossa Emilia Romagna a pranzi con Alfonso Signorini, feste del Pd e ospitate da Maria De Filippi, parole come “cool” e “diritti dei lavoratori”. Accostamenti da montagne russe che fanno storcere il naso a molti nel suo partito ma che lui giudica assolutamente normali in virtù di quel partito “a vocazione maggioritaria” che ha in mente.

Così, anche se è stato il suo stesso sparring partner nel Pd Walter Veltroni, promotore con lui di un “partito fluido” (GUARDA LA PHOTOGALLERY DI RENZI E VELTRONI FIRMATA PIZZI), a esprimere dei dubbi dopo il suo pranzo con Flavio Briatore, “i valori della sinistra cadono di fronte al dialogo con certi grandi finanzieri”, lui persevera. E sceglie un nuovo personaggio che farà discutere come commensale: il direttore di Chi, Alfonso Signorini. È lo stesso giornalista vicino di Silvio Berlusconi a spiegare il perché del pranzo insieme: “Siamo amici, Renzi è un grandissimo comunicatore, uno che sa parlare alla gente, come Berlusconi e pochi altri, e questo mi ha sempre incuriosito”.

Un endorsement che stride con il Renzi di sinistra su cui sembra aver puntato nell’ultimo periodo il sindaco. E a cui risponde indirettamente un post di Piero Pelù su Facebook. Il celebre cantante dei Litfiba non la pensa certo come il suo collega Jovanotti che ha recentemente elogiato lo spirito renziano in un’intervista alla Stampa. Pelù ci va giù pesante sul social network, bollando Renzi come “berluschino” e “sindaco più latitante della storia della mia amata città”. “Prima di asfaltare il Pdl, asfalti le buche di Firenze”, tuona il rocker. Uno schiaffo che fa male al primo cittadino toscano che tra i suoi biglietti da visita per la conquista di Largo del Nazareno ha sempre puntato sulle cose fatte nella sua città. “Detto, fatto”. O no?

Tra Signorini e Pelù, chi sale e chi no sul carro di Renzi

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