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Il carico di armamenti intercettato da Panama a bordo di una nave nordcorena è “nostro”, fanno sapere da Cuba. Si tratta di sistemi obsoleti spediti a Nord del 38esimo parallelo per essere riparati e rispediti nuovamente sull’isola.

In totale, oltre a 10mila tonnellate di zucchero, spiega una nota del ministero degli Esteri, il mercantile Chong Chon Gang trasportava due batterie di missili antiaerei Volga e Pechora, nove razzi smontati, due Mig-21 Bis e 15 motori per questo genere di velivoli.

Tutto regolare ripetono dall’Havana. Gli accordi con Pyongyang sono giustificati dalla necessità di garantire la capacità di difesa del Paese  e di  tutela della sovranità nazionale, continua il comunicato in cui si sottolinea l’impegno cubano per il mantenimento della pace e il disarmo.

Nessun riferimento alle sanzioni Onu che vietano l’importazione e l’esportazione di armamenti da e verso il regime dei Kim. L’ultima serie delle quali imposta in risposta al test nucleare dello scorso febbraio, il terzo del regime dopo quelli del 2006 e del 2009.

A dare notizia del fermo della nave era stato ieri in radio il presidente panamense Ricardo Martinelli che aveva tuttavia parlato di “sofisticato equipaggiamento missilistico”, pubblicando anche una foto del carico e dando alcuni particolari sul fermo, come la resistenza fatta dall’equipaggio e la minaccia del capitano di togliersi la vita.

Secondo gli analisti di IHS Jane’s Intelligence, in base alla foto pubblicata da Panama la nave trasportava un sistema di controllo radar per missili terra-aria di epoca sovietica. L’immagini, spiega Neil Ashdown citato dalle agenzie, sembrerebbe essere l’antenna per i radar SNR-75 Fan Song, da installare sulla famiglia di missili terra-aria SA-2.

La nave, partita dalla costa pacifica russa lo scorso 12 aprile, è stata intercettata nell’Atlantico. La Chong Chong Gang, ricorda la Lloyd’s List Intelligence ha alle spalle una lunga storia di fermi con il sospetto di trasportare droga e armi ed è stata più volte segnalata nel rapporto degli esperti Onu che monitorano l’applicazione delle sanzioni.

Cuba intanto potrebbe perdere gli armamenti intercettati. Lo scrive il sito NK News citando una fonte anonima che segue da vicino la vicenda. Il materiale intercettato potrebbe essere distrutto una volta terminate le indagini. Quindici motori in meno, per fare un esempio, vogliono dire altrettanti Mig costretti a restare a terra.

Il fermo è arrivato quando sono trascorsi pochi giorni dalla visita sull’isola del generale Kim Kyok-sik per incontri con le sue controparti e che, secondo quanto scritto dal quotidiano Granma, ha avuto un colloquio con Raul Castro “sui legami che legano le due nazioni”.

Come nota KCNA Watch, servizio che analizza le notizie pubblicate dall’agenzia ufficiale nordcoreana, sulla stampa del regime la visita non ha tuttavia avuto la copertura che ci si sarebbe attesi. Colpa forse dell’editoriale con cui Fidel Castro esorto Kim Jong-un e i suoi generali a far calare i toni durante le tensioni dei mesi scorsi.

Intanto tra i commenti online spunta chi si chiede se la nave sarebbe stata bloccata se fosse transitata per il canale che i cinesi vogliono costruire in Nicaragua. Pechino è considerato il principale tra i Paesi su cui Pyongyang può ancora contare e che possono fare pressioni sul regime. Le ultime sanzioni portano però anche la firma cinese.

Panama, lo strano caso delle armi cubane su una nave nordcorena

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