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La cancelliera tedesca Angela Merkel alza i toni sull’ingresso del Paese nell’Ue. La repressione in Turchia probabilmente bloccherà la ripresa a giugno dei negoziati di Ankara con l’Ue. L’apertura del capitolo su politiche regionali era prevista per il 26 giugno. Ma tra i 27 ”ancora non c’è accordo”, riferiscono fonti Ue, secondo cui Germania e Olanda esprimono ”riserve”, ufficialmente per motivi ”tecnici”.

Secondo quanto riferiscono le fonti comunitarie, la Germania sarebbe disponibile a riaprire i negoziati con la Turchia se riguardassero non un argomento neutrale come la politica regionale ma “il capitolo relativo ai diritti umani e alle libertà fondamentali”. L’ipotesi di toccare un tema così sensibile, però, a Bruxelles non è stata ancora affrontata a livello diplomatico dai 27 e l’unico lavoro tecnico di preparazione per la ripresa del processo di adesione di Ankara, che richiede tempo, è stato appunto quello relativo alle politiche regionali. ”Quello è l’unico capitolo che siamo in grado di aprire adesso”, ha spiegato la fonte Ue.

La ripresa a giugno dei negoziati di adesione di Ankara, chiesta a gran voce dai manifestanti, era stata annunciata il 27 maggio scorso, in occasione del 51/o Consiglio di associazione Ue-Turchia. Viste le riserve di Germania e Olanda però ”allo stato attuale è probabile che verrà cancellata”, riferiscono le fonti comunitarie.

Cauta la posizione della presidenza di turno irlandese, che riferisce che ”i contatti con le capitali continuano” e lascia ”la porta aperta” ad una possibile conferma della riunione, ancora ufficialmente in calendario. Una decisione degli Stati membri se confermare o meno la data del 26 giugno è attesa dopo una riunione dei rappresentanti permanenti in programma lunedì prossimo.

I recenti duri commenti della cancelliera tedesca Angela Merkel sulle proteste in Turchia sono una “mossa elettorale” in vista dell’imminente voto in Germania, ha affermato il vice premier turco Bekir Bozdag, dopo che la scorsa settimana la Merkel si è detta “scioccata” dalla reazione “troppo dura” della polizia turca alle proteste. “Quello che sta succedendo in Turchia in questo momento non corrisponde alla nostra idea di libertà di manifestazione e di espressione”, ha affermato la Merkel, dicendosi a favore di una Ue senza la Turchia. “La Merkel – ha commentato Bozdag, citato dall’agenzia Anadolu – si è detta scioccata dagli eventi in Turchia. Anche io sono rimasto scioccato quando ho saputo che ci sono i neonazisti dietro l’uccisione di otto turchi e altre due persone in Germania”.

La mossa della Merkel che fa infuriare la Turchia

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