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L’istrioneria li accomuna, tanto quanto alcuni temi. Le latenti sintonie su alcune questioni sono state da tempo messe in evidenza da Formiche.net in tempi non sospetti. Ma le convergenze parallele fra Beppe Grillo e Silvio Berlusconi sono evidenti in queste ore, anche se sono di poco o di nessun valore strategico.

Le tattiche berlusconiane

E’ pura tattica, infatti, quella che ispira il leader del Pdl che, in una conversazione con il direttore del Foglio, Giuliano Ferrara, incalza Enrico Letta sull’Europa auspicando un forcing anti Angela Merkel con una sorta di aut-aut in caso di una mancata inversione di rotta rispetto alla mortifera austerità che sta facendo stramazzare l’Europa. Infatti non si comprende come, da sola, l’Italia possa imprimere una svolta sviluppista e anti rigorista all’Unione europea se neppure il governo Berlusconi ci è riuscito.

Come sviare l’attenzione mediatica

Per questo le parole di Berlusconi ben congegnate da Ferrara servono anche, o soprattutto, a cercare di sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dai veri, potenziali, intoppi cui andrà incontro il governo di larghe intese: non le riforme istituzionali, nonostante il nodo fra presidenzialismo e Cancellierato si stia stagliando nel dibattito fra saggi ed esperti che collaboreranno con il governo, bensì le scadenze giudiziarie che riguardano Berlusconi. Con lo stesso metodo, e con diverse finalità, Grillo avventandosi sui giornali, tv e giornalisti che denigrano il movimento 5 stelle cerca di allentare la tensione sui pessimi risultati alle elezioni amministrative fatti registrare dai grillini.

Le convergenze anti Merkel e anti euro

Per questo le offensive parolaia anti Merkel sono effimere, anche se delineano alcune convergenze parallele con l’antimerkelismo che traspare sempre più nitidamente da Beppe Grillo: uno dei fattori per cui il comico diventato leader politico è guardato non con astio, anzi, dagli ambienti americani, come evidenziato anche in alcuni saggi della rivista Limes, in primi quello firmato da Germano Dottori.

Un Cavallo li unisce

Un’altra sotterranea intesa di fatto fra berlusconiani e grillini è la Rai, come nota oggi maliziosamente il quotidiano la Repubblica all’indomani dell’elezione del pentastellato Roberto Fico alla presidenza della Commissione vigilanza sulla Rai: l’enfasi contro conduttori costosi e spese più o meno pazze a Viale Mazzini accomuna sovente Pdl e M5s in una inedita alleanza che, chiosa il quotidiano di Ezio Mauro, può solo nuocere alla televisione pubblica favorendo quella privata di Mediaset.

Sintonie recondite? Chissà, la dietrologia spesso prevale sui fatti. Però negli ultimi comizi Beppe Grillo ha preconizzato che presto potrebbero rimanere due leader politici: lui e Berlusconi.

"Beppe" Berlusconi a 5 stelle su Merkel

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