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Il fondatore e presidente di Uniqlo, Tadashi Yanai, è l’uomo più ricco del Giappone. Ma vuole diventare uno degli uomini più ricchi del mondo e per questo si è imposto come obiettivo (entro il 2020) di superare il fatturato del marchio di abbigliamento Zara, che è proprietà di Inditex e di Amancio Ortega, il terzo uomo più ricco della Terra, secondo Forbes.

Alla conquista della moda

La rivista Times ha messo nella sua lista dei personaggi più influenti del 2013 il nome di Yanai. Questo imprenditore giapponese di 64 anni non smette di ripetere in ogni intervista che la sua compagnia, Fast Retailing (con un capitale di 40 miliardi di euro) ha come obiettivo quello di superare Zara e diventare il più grande gruppo nel settore della moda. La strategia, con data di scadenza, è pronta: entro il 2020 si espanderanno in Europa e America ma, soprattutto, rafforzeranno la conquista del mercato asiatico. Nel 2013 saranno aperti altri 144 negozi. Parallelamente, l’azienda ha acquistato altri marchi come J Brand e Comptoir des Cotonniers. Ci sono voci che dicono che comprerà anche Gap.

Uniqlo nel mondo

Ma cos’è Uniqlo? In Occidente sono pochi i negozi di questo marchio di moda low cost. La scommessa in Europa è iniziata a Londra e New York. In Asia ci sono 850 negozi di Uniqlo, che offre abbigliamento basico a basso costo: jersey, pantaloni, vestiti, magliette. Il tutto organizzato per colori. La formula è “comodo, economico e facile da abbinare”.

Anche se si insiste nel confrontare Zara con Uniqlo, i due concept hanno poco in comune a livello di stile. Zara cerca di somigliare a firme classiche con un team di stilisti propri, mentre Uniqlo opta per un modello più semplice e conta su disegnatori invitati. Dalla britannica Celia Birtwell all’irlandese Orla Kiely. E va sul sicuro con stampe di artisti famosi, come ad esempio Basquiat.

Uniqlo produce tessuti morbidi e leggeri in Cina, ma con il rigoroso controllo giapponese, mentre Zara lo fa in paesi del Sudamerica con appalti a terzi. Sono uomini immagine di Uniqlo il tennista Novak Djokovic e il giocatore di golf Adam Scott.

L’arrivo in Italia

Uniqlo ha appena acquistato un gigantesco negozio con specchi a Parigi vicino all’Opera. “Aprire in Italia? È il mio sogno, non vedo l’ora”, ha detto Yanai secondo Affari Italiani. Lo sbarco di Uniqlo in Italia partirà a Milano e Roma, ma la ricerca delle location (centrali e molto grandi) sta rallentando l’apertura visti i costi degli immobili italiani.

La sfida di Uniqlo non sarà un compito semplice: Zara è stata la prima azienda a inventarsi la formula della moda low cost e ha avuto una crescita di quasi due miliardi di euro all’anno nell’ultimo lustro.

Tadashi Yanai

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