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Sono almeno 14, se non 17, gli Stati membri dell’Unione europea guidati dalla Germania a opporsi alla proposta della Commissione di imporre dazi sui pannelli solari importati dalla Cina. La notizia, riferita da diverse fonti al Financial Times, è emersa dall’incontro di ieri a Bruxelles tra il Commissario per il Commercio, Karel De Gucht, e il viceministro per il Commercio cinese, Zhong Shan.

“Il Commissario De Gucht ha detto con chiarezza al viceministro di essere consapevole delle pressioni esercitate dalla Cina su diversi Stati membri”, ha detto il portavoce di Gucht, aggiungendo che il Commissario “terrà in cosiderazione le posizioni consultive degli Stati membri”, anche se i dazi potrebbero comunque rivelarsi necessari. “Al momento, sono 25.000 i posti di lavoro a rischio in questo settore nell’Ue – ha ricordato il portavoce – la Commissione è obbligata a valutare lo scenario più ampio e a prendere decisioni solo in base ai fatti”.

Ma il Commissario è anche disponibile a un eventuale accordo con Pechino, ha proseguito: “Il Commissario De Gucht ha anche espresso la sua intenzione di valutare la possibilità di un accordo negoziato in partnership con gli Stati Uniti, se questo dovesse essere necessario”.

Entro il prossimo 5 giugno gli Stati membri dovranno pronunciarsi sulla proposta della Commissione di imporre una tassa del 47% sui pannelli solari importati dalla Cina. I dazi mirano a tutelare le aziende europee dalla concorrenza sleale dei prodotti cinesi che hanno invaso il mercato a prezzi non concorrenziali, determinati anche dai sussidi ricevuti dal governo di Pechino. Una concorrenza che ha visto decine di aziende europee chiudere o abbandonare il mercato del fotovoltaico, non potendo competere con il prezzo imposto dalle concorrenti cinesi.

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