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Pier Ferdinando Casini è tornato. In un’intervista al Corriere della Sera, il leader dell’Udc traccia un’analisi approfondita dei risultati elettorali e delle prossime sfide che attendono la politica.

Una scelta sbagliata

“Non sono deluso da Monti, ma da una scelta cui anche io ho concorso e che si è rivelata sbagliata. Abbiamo cambiato noi stessi i connotati di Monti: da servitore dello Stato, da Cincinnato che era, abbiamo pensato potesse essere l’uomo della Provvidenza per l’affermazione del centro. Ora comincia una nuova stagione. E’ evidente – spiega Casini – che la prossima volta dovremo schierarci. Misureremo le alleanze sul grado di affinità che avremo nel processo costituente”.

Serve un patto tra Bersani e Berlusconi

Per ripartire Casini è dell’idea che serve un’intesa tra Pd e Pdl. Il leader centrista auspica “un patto leale tra Bersani e Berlusconi per rimettere in moto la politica”, che “davanti all’Italia vera è in un ritardo inammissibile. Il bipolarismo che io ho sempre combattuto è stato messo in crisi non dall’irruzione dal centro, ma dall’esplosione di Grillo. Un fenomeno che unisce tante cose: antipolitica, invidia sociale, giusto bisogno di partecipazione, il senso dei giovani di una mancanza di futuro”, osserva Casini, secondo cui “alla prima scelta che il movimento fa, si spacca. Noi politici dobbiamo liberarci dal complesso di colpa: l’esperienza e la tecnica sono necessarie”, sottolinea Casini.

Casini ribadisce che “oggi la sfida non è più tra destra, centro e sinistra, ma tra un’idea della democrazia rappresentativa che si vuole conservare e un’idea della democrazia diretta via Web, che porta alle drammatiche contraddizioni di parlamentari scelti on line con 50 voti, che arrivano a Roma convinti che la perestrojka l’abbia fatta Stalin. Oggi noi dobbiamo essere i collanti di chi ritiene che la partita sia tra populismo e difesa della democrazia rappresentativa. In questo senso si deve affrontare la sfida del Quirinale e del governo”, prosegue il leader centrista.

La ricetta anti-Grillo

La politica non deve “inseguire Grillo. L’unico modo di batterlo è riformare le istituzioni” e “oggi c’è l’occasione per farlo davvero. Capisco che per i militanti di sinistra pensare di sostenere un governo con il Pdl sia un pugno nello stomaco; lo stesso vale per gli aficionados che vanno in piazza con Berlusconi. Ma se noi vogliamo vincere questa sfida – è l’opinione del leader dell’Udc – dobbiamo fare un percorso limitato nel tempo, di uno o due anni, affidato a un governo che prenda i provvedimenti più urgenti per l’economia e faccia le riforme indispensabili: superamento del bicameralismo, abolizione del Senato, legge elettorale che consenta agli italiani di scegliersi i parlamentari”. Su quest’ultimo punto, conclude Casini , “dobbiamo riflettere seriamente se tornare o meno ai collegi uninominali”.

Casini torna, chiede scusa e lascia Monti

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