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I chip sono il nuovo petrolio, e la crescita di quest’industria diventerà sempre più un benchmark dell’economia digitale e globale. A certificare il trend la Semiconductor Industry Association (SIA), che ha diffuso i nuovi dati relativi al mese di aprile: le vendite globali di semiconduttori hanno totalizzato $ 46,4 miliardi, con un aumento del 15,8% rispetto ai $40,1 miliardi dell’anno precedente.

Le vendite di chip ad aprile rappresentano un leggero aumento dell’1,1% rispetto ai 45,9 miliardi di dollari di marzo, mentre a livello regionale sono aumentate del 32,4% nelle Americhe (principalmente negli Stati Uniti), del 23,4% in Cina e dell’11,1% in Asia-Pacifico ma sono diminuite del 7% in Europa e del 7,8% in Giappone. Le vendite su base mensile sono cresciute del 4,2% nelle Americhe, del 2,4% in Giappone e dello 0,2% in Cina (0,2%), ma sono diminuite dello 0,5% in Asia Pacifico/Altri Paesi e dello 0,8% in Europa.

“L’industria globale dei semiconduttori ha registrato un aumento delle vendite a due cifre su base annua in ogni mese del 2024 e le vendite mondiali in aprile sono aumentate su base mensile per la prima volta quest’anno, indicando uno slancio positivo del mercato mentre ci avviciniamo alla metà dell’anno”, ha dichiarato John Neuffer, presidente e CEO della SIA.

Una nuova previsione del settore World Semiconductor Trade Statistics, approvata dalla SIA, prevede che le vendite annuali globali aumenteranno del 16% nel 2024 e di un altro 12,5% nel 2025. Secondo le proiezioni, il fatturato mondiale del settore sarà di $611,2 miliardi nel 2024, il massimo storico del settore, e raggiungerà i 687,4 miliardi di dollari nel 2025. Entro il 2030 l’industria dei chip globale sorpasserà il trilione di dollari di fatturato, trainata principalmente dai grandi colossi dei chip come Nvidia, Tsmc, Samsung, Intel e SK Hynix.

Tra i trend che segneranno questo percorso di crescita, sicuramente l’adozione massiccia dei sistemi d’intelligenza artificiale, sia nel supercalcolo (data center) sia nella cosiddetta edge AI, ovvero l’impiego in dispositivi elettronici come personal computer o smartphone. In entrambi i casi, la domanda di microprocessori avanzati – logici e di memoria – crescerà considerevolmente, beneficiano l’intero ecosistema ma soprattutto le aziende leader nel segmento. A partire da Tsmc.

L’azienda taiwanese ha annunciato ieri il fatturato netto per il mese di maggio. Su una base consolidata, Tsmc ha registrato 229,62 miliardi di dollari taiwanesi (circa $7.1 miliardi), con un calo del 2.7% rispetto ad aprile 2024 ma con un aumento considerevole del 30.1% rispetto a maggio del 2023. Le entrate da gennaio sono state pari a 1.058,29 miliardi di dollari taiwanesi, con un aumento del 27% su base annua. Una crescita giustificata dall’aumento degli ordinativi di chip IA e dalla ripresa dell’elettronica di consumo. TSMC, con sede a Hsinchu e nelle sue fonderie avanzate situate sulla costa occidentale dell’isola, è riuscita a mantenere margini elevati mentre il mondo si affretta a costruire data center e a diventare sempre più dipendente dai suoi microprocessori. Proprio per questo posizionamento strategico sul mercato, è il produttore esclusivo degli acceleratori AI più avanzati di Nvidia e produce anche semiconduttori per Apple e Advanced Micro Devices (AMD), principale rivale della società di Jensen Huang.

Il titolo dell’azienda di Taiwan è salito di oltre il 50% quest’anno, dopo un balzo del 32% nel 2023. All’inizio della settimana il presidente e amministratore delegato di Tsmc, C C Wei, ha indicato nello sviluppo dell’intelligenza artificiale un fattore chiave per la ripresa del settore quest’anno, ribadendo le sue stime di crescita del 10% per il mercato globale dei semiconduttori nel 2024. Per soddisfare le capacità a lungo termine basate sulle previsioni di mercato e sulle roadmap di sviluppo tecnologico, mercoledì Tsmc ha annunciato un programma di spese in conto capitale (Capex) di 17,36 miliardi di dollari. Una cifra che si aggira intorno al 25% del fatturato nel solo 2023 e che conferma una delle tante barriere all’ingresso in questo segmento strategico, quello della manifattura di chip. Oltre il 50% del fatturato nel primo quadrimestre di quest’anno è stato trainato dal segmento high performance computing, segmento che richiederà sempre di più l’impiego dei macchinari EUV avanzati (e di prossima generazione) di Asml per scalare ulteriormente i nanometri per microprocessori sempre più efficienti e performanti.

A beneficiare della corsa all’AI, il market cap di Nvidia, attualmente azienda che domina il design e la progettazione di chip IA con circa l’80% del mercato. L’azienda americana ha superato il gigante tecnologico Apple come seconda società di maggior valore al mondo dopo che ha visto il suo titolo salire per la prima volta sopra la soglia dei $ 3 trilioni. L’impennata del valore di mercato dell’azienda, che ha scavalcato Apple, segna un’altra pietra miliare nel settore tecnologico, che Apple aveva dominato fin dal lancio dell’iPhone nel 2007.

All’inizio di quest’anno, Apple ha perso la corona di società quotata in borsa di maggior valore al mondo a favore di Microsoft, a causa delle preoccupazioni per la domanda di iPhone e grazie all’investimento di Microsoft in OpenAI, azienda produttrice di ChatGPT, che ha assunto un ruolo di primo piano nel campo dell’intelligenza artificiale generativa. Ora Nvidia ha raggiunto Microsoft e Apple come unici titoli statunitensi ad aver superato i tre trilioni di dollari di valore totale.

Ed è proprio questa concentrazione di mercato nel settore IA ad aver attirato i regolatori, in un contesto geopolitico di per sé teso con le tensioni tra Washington e Pechino che montano specialmente per l’offensiva americana sui chip e le restrizioni imposte all’industria dei semiconduttori cinese. Le autorità di regolamentazione statunitensi sarebbero pronte, infatti, ad avviare un’indagine sulla concorrenza nei confronti di Microsoft, Open AI e Nvidia, in un giro di vite contro i giganti tecnologici che dominano l’intelligenza artificiale. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DoJ) e la Federal Trade Commission (FTC) sono vicini a un accordo che consentirà loro di indagare sulle società. Il DOJ valuterà se Nvidia ha violato le leggi sulla concorrenza, mentre la FTC esaminerà se Microsoft e il suo partner Open AI hanno vantaggi sleali con la tecnologia in rapida evoluzione. Il trio è stato in prima linea nello sviluppo dell’IA, che è esplosa sulla scena alla fine del 2022 dopo il rilascio di ChatGPT. Da allora le aziende hanno investito milioni di dollari per costruirsi una posizione di vantaggio. Ma si teme che alcune delle più grandi abbiano, a questo punto, un controllo eccessivo sul mercato, rendendo difficile il coinvolgimento di altri attori e start-up.

Nvidia rimarrà con tutta probabilità la società leader, con le sue GPUs che svolgono, al momento, un ruolo fondamentale nei chip AI. Le applicazioni di IA si avvicinano ad un fatturato di $10 miliardi solo quest’anno, soprattutto grazie alla diffusione dell’ultimo acceleratore “Blackwell” di Nvidia nel quarto trimestre. Il management non si aspetta che la transizione ai B100/B200/GB200 (ovvero i microprocessori di prossima generazione, tutti fabbricati da Tsmc sui nodi compresi tra i 5 e i 3 nanometri) blocchi la domanda di H100/H200 (attualmente sotto “embargo” e proibiti alle vendite in Cina dal Dipartimento del Commercio), che probabilmente potrà superare la capacità di produzione almeno fino al 2025. Con $1 speso per i chip IA di Nvidia, il management ritiene che il ritorno sugli investimenti possa aggirarsi intorno ai $5 in quattro anni. Un elemento che conferma il rally azionario di Nvidia, oltre al fatto che rimarrà robusta e strutturale la domanda dei suoi prodotti nei prossimi anni.

È dunque possibile che l’indagine antitrust americana possa diventare un fronte interno non di poco conto per gli Usa e nel contesto della corsa ai chip per l’IA che li vede opposti – e con un vantaggio tecnologico – alla Repubblica Popolare Cinese specialmente nel segmento della progettazione.

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