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Non conosce sosta la macchina complottistica di Beppe Grillo. La dietrologia del Capo comico del Movimento 5 Stelle è quasi pari a quella di Silvio Berlusconi, anche se ha una più versatile poliedricità.

Così, dopo aver criticato i media, stimmatizzato le istituzioni che hanno anticipato le elezioni politiche, biasimato le difficoltà di ogni tipo per raccogliere le firme, ecco che è venuto il tempo di prendere di mira i Consolati italiani all’estero, magari per celare lo scarso successo delle Parlamentarie.

Sì, i consoli sono i nuovi bersagli del leader dei Grillino.

Ecco come il comico aspirante leader politico si inoltra nella critica ai consoli. L’Italia è presente in 127 nazioni con rappresentanze diplomatiche e consolati. Tra i loro compiti vi è quello di permettere la partecipazione di partiti o movimenti alle elezioni politiche. E’ necessario per gli italiani all’estero iscritti all’AIRE recarsi presso il loro Consolato e firmare la lista elettorale depositata dal M5S, ricorda Grillo. Per la raccolta delle firme, l’estero è diviso in quattro ripartizioni per le liste dei candidati: Europa, America del Nord e Centro America, America del Sud e Asia/Oceania/Africa.

“Le liste firmate (1.000 firme per sicurezza per ogni ripartizione) e vidimate dal Consolato – scrive Grillo sul suo blog – devono essere ritirate da volontari del M5S nei diversi Consolati e inviate in originale al delegato M5S per il Lazio che le presenterà al tribunale di Roma”.

“Tutto chiaro? Sembra un sistema diabolico architettato per evitare il raggiungimento delle firme da parte delle nuove forze politiche”, scrive con sicumera Grillo, che aggiunge: “I partiti già presenti in Parlamento sono infatti esentati dalla raccolta. L’iter, tra il demenziale e il burocratico, è complesso, quasi impossibile da rispettare in poche settimane, ma, a buon peso, i Consolati stanno attuando un boicottaggio sistematico della raccolta firme”.

Perché? Qui le certezze di Grillo svaniscono o s’affievoliscono: “Forse in autonomia, forse su indicazione di qualcuno, per disorganizzazione, per incapacità, per dabbenaggine, per tracotanza”.

Ma non importa, “di fatto stanno ostacolando un processo democratico ed è imperativo un intervento del ministro degli Esteri”.

Ecco qualche esempio sulla base del quale il Grillino capo si basa per sostenere il boicottaggio. 

L’ultima di Grillo: i consolati ci boicottano

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