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Ci sono da limare soltanto gli ultimi dettagli e poi anche l’Italia, dopo Regno Unito, Francia e Germania, firmerà un accordo sulla sicurezza a lungo termine con l’Ucraina. Manca poco, dicono fonti diplomatiche senza sbottonarsi su possibili date. Chissà che l’annuncio non possa arrivare tra una settimana esatta, sabato 24 febbraio, secondo anniversario dell’inizio dell’aggressione russa dell’Ucraina. Per quel giorno Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, ha convocato una riunione dei leader del G7, forum presieduto quest’anno dall’Italia.

È datato 28 novembre il primo incontro tra i funzionari italiani e ucraini per l’accordo bilaterale. Come scritto allora su Formiche.net, il punto di partenza è la dichiarazione dei leader del G7 sottoscritta a Vilnius, in Lituania, a margine del summit Nato di luglio. Si tratta di un documento sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, che aiuterà a prevenire il ripetersi di un’invasione russa prima che il Paese aggredito entri nella Nato.

Il Regno Unito di Rishi Sunak ha fatto da apripista a gennaio. Ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato in visita a Berlino e a Parigi per siglare gli accordi con il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente francese Emmanuel Macron. Oggi, alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza, ha dichiarato: “Possiamo riprenderci la nostra terra. E [Vladimir] Putin può perdere. Questo è già successo più di una volta sul campo di battaglia”, ha voluto ricordare il presidente ucraino poche ore dopo la caduta di Avdiivka, nella regione di Donetsk, e davanti al forte rallentamento degli aiuti occidentali, a partire da quelli americani (dove i repubblicani alla Camera tengono in ostaggio il pacchetto chiedendo all’amministrazione Biden si concentrarsi sul confine con il Messico), a Kyiv.

Gli accordi sottoscritti con Parigi e Berlino, ha detto Zelensky all’Eliseo, non costituiscono “un’alternativa” al sostegno di Washington, anzi daranno “impulso agli Stati Uniti”.

Germania e Ucraina hanno concordato che, in caso di un futuro attacco russo, ciascuna delle due parti potrà richiedere consultazioni e che i passi successivi saranno decisi entro 24 ore. Se la Germania riterrà necessario intervenire, fornirà all’Ucraina “assistenza rapida e duratura in materia di sicurezza, equipaggiamento militare moderno in tutti i settori, se necessario, e assistenza economica”, secondo l’accordo, valido per dieci anni. Inoltre, Berlino e Kyiv hanno concordato di continuare a lavorare per garantire che i costi di questa aggressione per la Russia continuino ad aumentare, anche attraverso sanzioni e controlli sulle esportazioni.

L’accordo con la Francia, invece, delinea un quadro per gli aiuti umanitari e finanziari a lungo termine, il sostegno alla ricostruzione e l’assistenza militare. Tuttavia, non prevede impegni finanziari specifici sulle forniture di armi, per via della necessaria approvazione parlamentare. Parigi si è in ogni caso impegnata a fornire nel 2024 “fino a 3 miliardi di euro” in aiuti militari “supplementari” a Kyiv, dopo un aiuto stimato a 1,7 miliardi nel 2022 e 2,1 miliardi nel 2023.

L’accordo italiano dovrebbe essere più simile a quello francese che a quello tedesco. Intanto, oggi Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, ha ribadito il sostegno dell’Italia e del G7 all’Ucraina e ha annunciato che l’ottavo pacchetto di aiuti italiani “sarà in Ucraina in questi giorni”. Inoltre, ha firmato un accordo con l’omologo ucraino Dmytro Kuleba e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo per un prestito di 200 milioni di euro (di cui 100 provenienti dalle risorse del Fondo rotativo per la cooperazione allo sviluppo, gestito da Cassa depositi e prestiti) a favore di Ukrhydroenergo, la principale società idroelettrica ucraina.

Accordi con l’Ucraina. Dopo Uk, Germania e Francia, ora tocca all’Italia

A una settimana dal secondo anniversario dell’invasione russa, mancano pochi dettagli per l’intesa bilaterale tra Kyiv e Roma sulla sicurezza. Intanto, Tajani annuncia l’arrivo dell’ottavo pacchetto di aiuti e sigla un accordo per il sostegno al settore energetico

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