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Energia, AI, guerre, economia. Domani Giorgia Meloni riceverà a Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio europeo, António Costa, un’occasione significativa per riflettere sui principali temi sui tavoli internazionali, oltre che individuare l’agenda Ue di qui alla fine dell’anno.

In primis l’umanesimo tecnologico richiamato dal premer italiano a proposito del dibattito avviato sull’intelligenza artificiale, dopo il richiamo di Anthropic: troppo forte il combinato disposto fra guerre ibride e bolla finanziaria per non interrogarsi seriamente sullo status quo. Come è noto, a Bruxelles da tempo si riflette su come gestire al meglio lo strumento tecnologico, anche in considerazione del fatto che i jailbreaker basati sull’IA mettono alla prova le norme di sicurezza europee, in quanto i chatbot reclamizzati come privi di misure di sicurezza sono facilmente reperibili online e quindi utilizzabili da chiunque, terroristi e players esterni inclusi.

Inoltre il nodo del problema è come far rispettare le regole dell’Ue dalle migliaia di servizi online anonimi, che promettono un accesso apparentemente non filtrato e potenzialmente pericoloso all’intelligenza artificiale. Lo scorso 1 agosto sono entrate in vigore le nuove norme europee sulla trasparenza dei sistemi di intelligenza artificiale, al fine di contrastare i rischi di disinformazione e manipolazione su larga scala. I nuovi obblighi di trasparenza aiuteranno i cittadini a riconoscere quando interagiscono con l’intelligenza artificiale, così da poter assumere le proprie decisioni con maggiore consapevolezza e, di conseguenza, proteggersi meglio dalla disinformazione.

Un tema questo che è strettamente legato alla vulnerabilità dei mercati, su cui impattano sempre più spesso prezzi basati sull’intelligenza artificiale. Ad esempio in Cina la Corte Suprema ha deciso delle nuove linee guida giudiziarie che vietano agli algoritmi di sottoporre i consumatori a “trattamenti differenziali irragionevoli” in materia di prezzi. Ancora un passaggio ultrainvasivo tra uomo e macchina. Sulla crisi di Hormuz, Meloni e Costa si soffermeranno non poco, dal momento che il caro benzina impatta su cittadini e imprese: oggi il prezzo del Brent sfonda i 107 dollari al barile, mentre le interruzioni alla centrale di Hormuz e la chiusura dell’oleodotto saudita sono due spade di Damocle sull’approvvigionamento globale di petrolio.

Capitolo Ucraina, l’attacco russo al treno sul confine polacco sta scuotendo non poco gli stati membri, consci che la via diplomatica deve essere al primo posto, sopratutto dopo gli sforzi “agostani” (anche del Vaticano). Per questa ragione Bruxelles ha chiesto ai i paesi europei che possiedono ancora missili intercettori Patriot di donarli all’Ucraina. Nel frattempo dall’Ue ecco il via libera a più di sei miliardi di euro in aiuti aggiuntivi sia per dotarsi di nuovi equipaggiamento militare (in particolare i missili intercettori Patriot), sia per la sopravvivenza quotidiana. Passaggio sul quale Meloni, nella recente intervista al Foglio, aveva messo l’accento sul conflitto tra Kyiv e Mosca come occasione per ritrovare il “patriottismo europeo” a causa della resistenza del popolo ucraino, oltre che sulla reazione determinata avuta dall’Europa (“più di quanto la Russia si aspettasse”).

L’economia è l’euroconvitato di pietra, non solo per la crisi del gas. In Francia si moltiplicano le preoccupazioni sulle finanze dell’Eliseo. Infatti i tassi di interesse decennali francesi hanno superato la soglia del 4,5%, il livello più alto degli ultimi 18 anni. Ciò fa crescere i timori riguardo al debito francese. L’atteso acceso dibattito sul bilancio sta spingendo al rialzo i tassi di interesse richiesti dagli investitori. Nel Regno Unito il neo premier Andy Burnham è alle prese con le richieste di taglio dell’Iva, decisione che avrebbe delle conseguenze precise sui conti britannici non in ordine.

Guerre, energia e mercati. Cosa c’è sul tavolo dell’incontro Meloni-Costa

La mappa delle criticità in atto si allarga e oltre alla crisi energetica e alle guerre ci sono anche i nodi economici a Parigi e Londra, che hanno un impatto nell’agenda europea. Sullo sfondo le nuove norme per gestire l’intelligenza artificiale e i cyber attacchi. Il vertice di Palazzo Chigi per analizzare priorità e criticità

La Cina teme l'AI, ma vuole venderla a tutti. Report Bruegel

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AI, l’avvertimento di Meloni. Difesa della persona con regole globali

Nell’intervento su La Stampa, Giorgia Meloni lega la necessità di regole globali sull’intelligenza artificiale a un rischio strategico: che le tutele proprie delle democrazie diventino un vincolo competitivo rispetto ai regimi autoritari. Una questione che riguarda non solo dati e modelli, ma il controllo dello stack tecnologico e la capacità di trasformare il vantaggio industriale in potere sugli standard globali

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