Skip to main content

È sempre più stucchevole, per non dire singolare ed anacronistica, la polemica all’interno del Pd sul progetto politico, culturale e programmatico di Elly Schlein.

Una polemica sterile per il semplice motivo che Schlein è coerente con il suo profilo politico. Detto in altre parole, dice ciò che pensa e fa quel che dice. Come si suol dire, è intellettualmente onesta. Detto questo, è pur vero che il profilo, la mission e la stessa prospettiva politica del Pd sono oggi, radicalmente diversi rispetto a quelli delle origini. Nulla a che vedere, quindi, con un partito che faceva della convergenza fra gli ex comunisti con la ex sinistra democristiana la sua ragion d’essere. O meglio, lo zoccolo duro della sua presenza politica. E, inoltre, un partito che archivia definitivamente, di fatto e al di là della propaganda, l’antica alleanza di centro sinistra perchè l’obiettivo, adesso, è quello di costruire – come dice, appunto, la segretaria nazionale del partito – una grande coalizione di sinistra con tutti i soggetti che si riconoscono in quel progetto.

E quindi, e di conseguenza, saldatura stretta con il populismo anti politico e qualunquista dei 5 Stelle, l’estrema sinistra di Fratoianni e Bonelli e tutti i gruppi e i movimenti che sono riconducibili a quell’universo politico e valoriale. E, in ultimo, ma non per ordine di importanza, basta con il Pd come un eterno “partito di potere” e, soprattutto, come “partito al potere”. Infine, e proprio grazie al nuovo progetto della Schlein, decolla un partito che a livello culturale ha una chiara impronta radicale e libertaria e a livello politico un profilo squisitamente estremista e massimalista.

Un Pd, quindi, dichiaratamente e legittimamente di sinistra che chiude una lunga fase iniziata con Veltroni e conclusasi miseramente con Letta e che apre, altrettanto legittimamente, una nuova stagione nella politica italiana. Nello specifico, nel campo della sinistra. Ecco perché, e di conseguenza, sono francamente strumentali le lamentele e i piagnistei dei cosiddetti ex popolari e di coloro che continuano a militare in quel partito e che denunciano, ossessivamente, la debolezza o gli errori della nuova gestione del Pd.

Schlein, invece, si muove in perfetta coerenza con il suo progetto politico, peraltro ripetutamente richiamato e sottolineato. Dopodiché, si tratta di una impostazione culturale e di una piattaforma politica quasi incompatibili con la cosiddetta vocazione riformista del partito. E questo, credo, è un fatto positivo e anche di rara chiarezza che contribuisce da un lato a favorire l’unità dei riformisti al di fuori del Pd e, dall’altro, a rafforzare un polo centrista, democratico e appunto riformista e di governo lontano dal campo della sinistra estremista e massimalista.

Un elemento, lo ripeto, necessario per restituire credibilità e coerenza alla stessa politica italiana da troppi anni immersa in una confusione che non ha fatto altro che rafforzare l’opportunismo parlamentare e il trasformismo politico. Probabilmente, d’ora in poi, cambia lo spartito politico. Perchè accanto alla vittoria elettorale di una destra democratica e di governo e dopo il ritorno di una sinistra radicale e massimalista, con la conferma di un populismo anti politico e qualunquista dei 5 Stelle, finalmente c’è spazio anche per un Centro dinamico, plurale, riformista e di governo. Al di fuori del Pd, come ovvio e persin scontato. Per questo Schlein, grazie anche e soprattutto alla sua impostazione politica, per fermarsi al campo della sinistra, ha contribuito finalmente a fare chiarezza.

Ottimo Schlein, adesso i riformisti sono più liberi. Il commento di Merlo

La leader del Pd si muove in perfetta coerenza con il suo progetto politico. Dopodiché, si tratta di una impostazione culturale e di una piattaforma politica quasi incompatibili con la cosiddetta vocazione riformista del partito. E questo è un fatto positivo… Ecco perché secondo Giorgio Merlo

Come riformare l'abuso d'ufficio (tutelando i cittadini). Scrive l'avv. Gentiloni Silveri

Di Alessandro Gentiloni Silveri

Guardando al cuore del problema, non si può negare che l’abuso d’ufficio sia stato spesso oggetto di disinvolte applicazioni pratiche, a dispetto di un’evoluzione normativa che si è più volte proposta di ridimensionarne la portata. Non sarà facile, per il Parlamento, trovare un momento di sintesi di contrapposte argomentazioni che, prese da sole, colgono ciascuna un aspetto della realtà. Il commento dell’avvocato Alessandro Gentiloni Silveri

Così l'Europa vuole pagare la ricostruzione ucraina coi beni sequestrati ai russi

A tre mesi dal primo flop, ora la Commissione torna a spingere per una monetizzazione degli asset sequestrati a Mosca, per finanziare la ricostruzione dell’Ucraina. Due le opzioni: tassare gli stessi beni o investirli e incassare i margini da essi prodotti. Ma attenzione alla legge

La riforma del Codice dei contratti pubblici sta per entrare in vigore. Funzionerà?

Di Marco Giustiniani

La domanda che molti si sono posti in questi mesi di vigenza inefficace del nuovo codice è se fosse davvero necessaria una nuova e imponente riforma del sistema della contrattualistica pubblica. Risponde Marco Giustiniani, partner dello studio legale Pavia e Ansaldo, consigliere giuridico presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, consigliere giuridico del Commissario per la ricostruzione post sisma 2016

Modi a Washington, il dialogo tra democrazie imperfette secondo Curtis

Per Curtis (Cnas), “Biden dovrebbe fare appello alle aspirazioni di leadership globale dell’India”, osservando come il mondo è interessato alla crescita di Nuova Delhi

Pnrr, fisco e tassi. Tre questioni (nazionali) secondo Assonime

Dall’assemblea annuale dell’associazione delle spa, che ha sancito la rielezione di Patrizia Grieco al vertice, emerge un messaggio forte e chiaro. I fondi europei vanno incassati, c’è in gioco il futuro del Paese. Il governo è pronto a trasformare il sistema fiscale in un alleato della crescita. Ma se i tassi continuano a salire sarà un problema

Cosa prevede l’Agenda di ricerca e innovazione per la cybersicurezza

L’Italia ha deciso per la prima volta di varare un programma strategico dedicato alla ricerca sulla difesa del quinto dominio. L’iniziativa, promossa dal ministro Bernini e dal sottosegretario Mantovano, si compone di sei aree per governare gli investimenti in ricerca e innovazione nel settore

La ricerca di un nuovo ordine economico mondiale. Spazio alle forze emergenti

La crisi del debito Stati Uniti d’America-Europa invita la comunità internazionale a promuovere ulteriormente la riforma del sistema economico internazionale e sviluppare l’ordine economico internazionale in una direzione più giusta e ragionevole

Contrasto alla radicalizzazione. La proposta di Borghi

Il senatore e membro del Copasir ha depositato un disegno di legge che prevede un Centro nazionale sulla radicalizzazione al Viminale e un Comitato di monitoraggio simile al Copasir. Fino a sei anni per i lupi solitari

Niente ChatGpt per il Pentagono. Come la difesa americana immagina l'IA

I modelli di Intelligenza Artificiale attualmente disponibili non soddisfano i requisiti dell’apparato della difesa statunitense, che preferisce invece svilupparne uno in proprio. L’utilizzo di archivi e metodi militari potrebbe garantire una maggiore efficienza, oltre ad evitare il verificarsi di pericolosi incidenti

×

Iscriviti alla newsletter