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Il Segretario di Stato americano Antony Blinken e quello alla Difesa Lloyd Austin incontreranno le loro controparti indiane in questi due giorni a Nuova Delhi nel corso del dialogo ministeriale 2+2, uno scambio annuale che consente a India e Stati Uniti di fare il punto sulle loro relazioni e di discutere le priorità future. I due Paesi stanno vivendo una fase di cooperazione formidabile, che incrocia interessi comuni e priorità specifiche, con l’India che ritiene gli Usa il principale partner internazionale e gli americani che vedono nel Subcontinente un punto di equilibrio cruciale nelle relazioni globali.

La collaborazione per contrastare la Cina — attraverso strumenti militari e non — è un punto focale degli incontri, sebbene non dichiarato esplicitamente. Sul tavolo delle discussioni innanzitutto i piani per potenziare la capacità tecnologica dell’India al fine di ridurre la dipendenza globale dai semiconduttori di origine cinese. Poi i progressi in corso sul potenziamento delle forze armate indiane, che è un tema sentito perché significa permettere all’India di continuare il complesso sganciamento dalle connessioni militari con la Russia — oltre che fornire al Paese capacità di deterrenza davanti all’ascesa cinese. Commercio e transizione energetica, scambi universitari e cooperazione bilaterale in generale sono tra i vari altri argomenti.

Ciò che conta di più per entrambi i Paesi è che la cooperazione sia multiforme, non limitata a considerazioni legate alla Cina, ma una partnership strategica totale di lunga gittata. Il dialogo 2+2 di quest’anno arriva con i legami usciti stabili e non scalfiti dopo i recenti shock globali che hanno interessato il partenariato — per esempio la guerra in Ucraina, la crisi mediorientale, le tensioni diplomatiche tra India e Canada. Ci sono state distanze e differenze, che però sia Washington che Nuova Delhi hanno scelto di rispettare. E la visita di stato del primo ministro Narendra Modi a Washington ha marcato simbolicamente il momento.

L’India è interessata ad avere un ruolo autonomo e ben riconoscibile nelle dinamiche internazionali. E la posizione costruita sulla crisi mediorientale è paradigmatica. Nuova Delhi ha storicamente bilanciato le sue relazioni con gli israeliani e i palestinesi. Ma dopo il terribile attacco di Hamas del 7 ottobre, ha espresso solidarietà a Israele, pur ribadendo il suo sostegno alla soluzione a due Stati. Per l’India, la lotta a Hamas va letta attraverso la lente dell’antiterrorismo e della sicurezza nazionale, aspetto su cui da tempo collabora anche con Israele e che sente maggiormente in queste settimane a causa delle decisioni pakistane di espellere migliaia di cittadini afghani.

Il conflitto mediorientale ha messo in pausa alcune nuove iniziative comuni, come il previsto corridoio di trasporto Imec e la cooperazione tra il gruppo I2U2, (composto da India, Israele, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti). Ma la volontà strategica è di farle restare in piedi e di implementare questi progetti non appena il contesto lo renderà fattibile.

Nel frattempo, dopo che a settembre, il Canada, un alleato cruciale degli Stati Uniti, ha accusato l’India di essere coinvolta in un omicidio sponsorizzato dallo Stato sul proprio territorio — a cui è seguito l’innesco di una crisi diplomatica tra Nuova Delhi e Ottawa — Washington continua a tenere una linea controllata. I funzionari statunitensi stanno incoraggiando indiani e canadesi a chiarirsi, insistendo sulla necessità strategica reciproca di mantenere una comunicazione pubblica moderata.

Anche sul fronte delicato della guerra russa in Ucraina, e mentre l’India continua ad acquistare petrolio da Mosca e a non prendere una posizione forte contro Mosca, gli Usa sembrano concedere a Nuova Delhi i propri spazi. Piano piano le importazioni indiane di petrolio russo potrebbero diminuire (questo indicano i dati ottobre) anche a causa dell’aumento dei prezzi — che finora i russi hanno ultra scontati per alleviare gli effetti dell’isolamento occidentale. La contrattazione sul petrolio riguarda anche 20 miliardi di dollari in rupie bloccati in conti russi di banche indiane, e Mosca è frustata perché non riesce a smobilitarli e insistono per cercare di liquidarli.

Ci sono ancora questioni da risolvere tra India e Stati Uniti, che vanno dai disaccordi sui controlli delle esportazioni che complicano i trasferimenti di tecnologia alle elezioni in Bangladesh (dove l’India è preoccupata per la vittoria dei partiti a vocazione islamista e anti-indiani) a distanze più profonde. Tra queste, le preoccupazioni di Washington per la stabilità democratica a Nuova Delhi, il rifiuto dell’India di aderire in pieno al sistema di alleanze guidato da Washington e le concezioni contrastanti dell’ordine mondiale. L’India enfatizza un maggiore multilateralismo, con l’obiettivo di diventare in futuro uno dei poli di un nuovo mondo multipolare. È chiaramente una visione strategica che rischia di diluire il potere degli Stati Uniti — magari potenziando realtà dominate dalla Cina (come il gruppo Brics o la Shanghai Cooperation Organizzation), di cui l’India è parte.

Anche in questo caso, sebbene ci siano distanze ben individuabili, sembra però che la volontà di mantenere attiva la partnership prevalga. Anche con la consapevolezza che in questo momento i due Paesi si trovano ad affrontare la delicata fase elettorale, che come già successo in precedenza sarà oggetto di interessi esterni e a rischio di penetrazioni tossiche da parte dei rivali (esempio la Cina) interessati a diffondere narrazioni che possano alterare le scelte dell’opinione pubblica — alterazioni che potrebbero passare anche dal costruire misure attive per disarticolare le relazioni Usa-India.

Un ulteriore impulso alla partnership potrebbe esserci tra qualche mese, quando il presidente statunitense Joe Biden potrebbe partecipare come ospite principale alla parata per la Festa della Repubblica, il 26 gennaio, forse in concomitanza con un vertice dei leader del Quad (il sistema a quattro con Giappone e Australia attorno a cui ruota parte della postura americana nell’Indo Pacifico, e che Washington lavora da tempo per implementare). Biden potrebbe accettare l’invito di Nuova Delhi anche per consolidare ulteriormente le relazioni in vista  delle stagioni elettorali di Washington e Nuova Delhi.

(Foto: Twitter- Rajnath Singh- @rajnathsingh रक्षा मंत्री, Defence Minister of India)

Usa e India rafforzano la partnership anche in vista delle elezioni

Il dialogo 2+2 tra Stati Uniti e India arriva quest’anno in una fase di ottima salute dei legami, che hanno superato gli shock delle crisi geopolitiche internazionali, e che si consolideranno in vista delle stagioni elettorali nei due Paesi (dove attori rivali potrebbero lavorare per spingere narrazioni pensate al fine di disarticolare le relazioni)

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