In audizione al Senato, il capo di Stato maggiore della Difesa ha illustrato il quadro strategico delle missioni militari internazionali italiane per il 2025. Confermato il tetto d’organico a 12mila unità e una disponibilità finanziaria che sfiora il miliardo e mezzo di euro. Mediterraneo allargato, Africa e fianco Est della Nato restano i perni geostrategici di una proiezione che punta su credibilità, continuità e capacità per garantire la sicurezza nazionale dentro e fuori i confini
Archivi
Cina, Russia e gli altri. Le minacce alla sicurezza Usa secondo l’intelligence
Nella relazione annuale dei servizi segreti americani la Russia viene descritta come un competitor formidabile. La Cina, invece, emerge come la minaccia più complessa. Il rapporto sottolinea, inoltre, che l’Iran non sta attivamente sviluppando armi nucleari, preferendo investire in capacità missilistiche e deterrenti convenzionali. Attori non statali (gruppi terroristici e cartelli della droga) continuano a costituire un pericolo interno
A che punto siamo in Medio Oriente. Intervista a Fiamma Nirenstein. La puntata di Radar su FormicheTv
https://www.youtube.com/watch?v=aCf9UB27C2s Dopo la fine della tregua tra Israele e Hamas a che punto siamo in Medio Oriente? Ne parliamo con Fiamma Nirenstein, giornalista e scrittrice. Conduce: Roberto Arditti.
Non solo i dazi generano l’autarchia dei mercati e degli stati. L’opinione di Guandalini
Il Presidente della Repubblica Mattarella ha detto che commerci e interdipendenza sono elementi di garanzia della pace, accusando la politica dei dazi, definendola una forma di chiusura dei mercati dal sapore incomprensibilmente autarchico. L’accelerazione dell’autarchia degli stati, è avvenuta anche in occasione di due avvenimenti globali drammatici. L’opinione di Maurizio Guandalini
Le chat dell’Atlantic e la nuova America che l’Europa non capisce. Scrive Arditti
Cosa dobbiamo capire dalle affermazioni pubblicate su The Atlantic? E, soprattutto, come dobbiamo valutare le reazioni europee? Sinceramente, considero sbagliato valutare queste dichiarazioni come sfuggite per errore. Il commento di Roberto Arditti
Nuova era per le relazioni tra Stato e aziende. La mossa di Londra
Il segretario Lammy ha annunciato un’iniziativa innovativa che vedrà diplomatici distaccati presso alcune delle più grandi aziende del Regno Unito. Questa collaborazione punta a creare sinergie tra settore pubblico e privato, rafforzando la comprensione reciproca e la capacità di affrontare le sfide globali. Il Foreign Office avrà anche una nuova Geopolitical Impact Unit dedicata alle imprese
Comodità e rapidità non fanno rima con sicurezza. Quando Signal era stato già aggirato
Nell’estate di due anni fa la piattaforma era stata soggetta a tentativi di phishing. Dimostrando che le app di messaggistica di comune utilizzo presentano crepe nella sicurezza
Niente guerra, meglio il blocco. Così la Cina potrebbe strangolare Taiwan
Invece di rischiare un’invasione anfibia complessa e pericolosa, Pechino potrebbe scegliere un blocco aeronavale per strangolare economicamente Taiwan. Questa strategia limiterebbe la reazione internazionale, pur mettendo l’isola sotto forte pressione. Le possibili dinamiche analizzate dal Wall Street Journal
Perché il taglio di UsAid è un’occasione per il Piano Mattei
“Il nuovo scenario che si sta delineando dopo UsAid non potrebbe essere più favorevole al Piano Mattei, soprattutto nella misura in cui quest’ultimo sostiene iniziative ispirate e guidate dagli africani, in settori come sanità, energia, istruzione, agricoltura e infrastrutture”, spiega a Formiche.net Ebenezer Obadare del Cfr
Garanzie, Nato e cereali. Quante partite dentro il cessate il fuoco per l'Ucraina
Giovedì i volenterosi discuteranno a Parigi del possibile invio di truppe, ma si fa largo l’ipotesi lanciata da Roma sulle garanzie di sicurezza (e ripresa da Witkoff). Nel mezzo le mire francesi, i tentennamenti dei militari su Starmer (che al contempo pensa al post-Brexit) e il blackout diplomatico di Gedda. Loperfido (Fdi): “Se si tratta di garanzie difensive allora non c’è nessun motivo per cui Mosca dovrebbe preoccuparsene”