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Il freddo estremo, la fame, la tensione dell’accerchiamento da parte del nemico; il coraggio che sconfigge la paura, la costante fratellanza tra soldati.  Da battaglia di difesa che diventa d’attacco, Nikolajewka rappresenta il culmine operativo e simbolico di una manovra di sopravvivenza.

Ciò che su tutto emerge, ricordando Nikolajewka, è lo spirito di alpinità come visione della vita e del mondo. Valore metastorico e perenne degli Alpini che ha radici lontane. In oltre 150 anni di storia, le penne nere si sono distinte per coraggio, competenza, spirito di sacrificio per la Patria e senso del dovere.  

Lo ricorda l’eroismo delle lunghe battaglie della Prima Guerra Mondiale. Adamello, Ortles, Monte Nero, Monte Grappa e Ortigara non sono solo luoghi di cerimonie sacre, ma è lì dove la memoria e la storia riaffiorano tra le rocce. L’Ortigara – perenne meta dei pellegrinaggi organizzati dall’Associazione nazionale alpini (Ana) cui ho potuto partecipare – è anche mito fondativo di una narrazione eroica “per non dimenticare” chi ha offerto la vita alla patria onorando il tricolore, come recita il motto inciso sulla Colonna Mozza dell’Ortigara.

Ricordare è necessario per custodire una memoria non statica ma dinamica ed attualizzante, che è militanza di valori, servizio, solidarietà, ieri come oggi: slancio ed impegno nelle situazioni di emergenza e di aiuto quotidiano a chi ha bisogno. 

Questo è il significato della Giornata nazionale della Memoria e del Sacrificio degli Alpini, istituita nel 2022 da celebrarsi proprio il 26 gennaio, in ricordo della Battaglia di Nikolajewka, combattuta nel 1943 dagli Alpini sul Fronte russo.

È giusto ricordare e rievocare con lo sguardo focalizzato sull’attualità che ci circonda e che ci sfida. E gli Alpini fanno sempre la loro parte. Uniscono tradizione e modernità impiegando le nuove tecnologie, in linea con gli obiettivi strategici ed operativi richiesti dagli attuali scenari.  

Penso alle attività addestrative realistiche, su terreni impervi e innevati, in condizioni estreme, ad alta quota e basse temperature come l’esercitazione “Volpe Bianca”. In ambienti assimilabili all’Artico testare mezzi ed equipaggiamenti, nonché le reazioni psicofisiche e la resistenza alle condizioni di stress, rafforza le capacità operative e di proiezione in ambienti artici e subartici. Regioni di interesse strategico per la sicurezza euro-atlantica, frontiere in cui si gioca molto del futuro di tutti.  

L’Alpino da sempre, ieri come oggi, è coraggio, è sfida, è visione verticale della vita, è resistenza alla fatica dell’ascensione e resilienza; è lo sguardo fisso verso la cima, è il peso dello zaino, ma anche quello di una storia secolare di eroismo da onorare. 

Vale sempre il motto che è anche un patto con la vita: “Per gli Alpini non esiste l’impossibile”.

Ricordando Nikolajewka, lo spirito alpino in oltre un secolo di servizio. Scrive Rauti

Di Isabella Rauti

Nikolajewka rappresenta il culmine del coraggio e della fratellanza degli Alpini, richiamando una storia che attraversa oltre 150 anni. Dalle montagne della Prima Guerra Mondiale alle moderne esercitazioni in condizioni estreme, la tradizione si intreccia con la preparazione alle sfide del presente. La memoria non è solo commemorazione, ma strumento attuale di servizio e resilienza, testimoniato dal lavoro quotidiano degli Alpini. La riflessione di Isabella Rauti, sottosegretario di Stato alla Difesa, in occasione della commemorazione della battaglia di Nikolajewka

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