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Nei giorni scorsi Ben Wallace ha annunciato la decisione di lasciare dopo oltre quattro anni, un record dall’epoca di Winston Churchill, l’incarico di segretario alla Difesa del Regno Unito. Il passo indietro, ha spiegato al Sunday Times, si consumerà in occasione di un prossimo rimpasto a cui il primo ministro Rishi Sunak, dovrebbe metter mano a settembre.

Nel colloquio, Wallace ha espresso il suo forte disappunto per il mancato sostegno del presidente statunitense Joe Biden alla sua candidatura come segretario generale della Nato. “Perché non sostieni il tuo più stretto alleato quando presenta un candidato? Penso che sia una domanda giusta”, ha dichiarato. Ma sulla vicenda rimangono diversi interrogativi. Due in particolare, che riguardano gli equilibri interni al Partito conservatore e le ambizioni del ministro uscente. Davvero Sunak appoggiava la candidatura di Wallace? Davvero Wallace credeva alla sua candidatura ben sapendo che ormai per quel ruolo gli alleati puntano ormai a un livello minimo di ex capi di governo?

Intanto, Wallace resterà deputato sino alla fine della legislatura, ma poi non si ricandiderà in Parlamento lasciando la politica attiva per dedicarsi di più “alla famiglia”. Sarà vero? Forse. Nel ambienti tory però c’è chi sospetta che voglia prendersi soltanto una pausa, lasciare in vista delle elezioni del 2024 che si preannunciano disastrose per il Partito conservatore e tornare per puntare alla leadership della destra britannica.

Per il successore è già partito il toto-scommesse, come da tradizione londinese. Il favorito è, secondo quanto riportato dal Telegraph, Tom Tugendhat, oggi viceministro per la Sicurezza al ministero dell’Interno. È ex militare di carriera esattamente come Wallace. Ha combattuto in Iraq e in Afghanistan. Come Wallace è un ferreo sostenitore dell’Ucraina. È stato presidente della commissione Esteri della Camera dei Comuni e in quel ruolo si è distinto per le sue posizioni fortemente critiche verso la Russia e la Cina.

Due le alternative a Tugendhat, riferisce ancora il Telegraph. La prima è la ministra Penny Mordaunt, attuale leader della Camera ai Comuni (responsabile cioè per i rapporti del governo con il parlamento) e prima e unica donna britannica alla guida della Difesa per un breve periodo nel governo guidata da Theresa May. Ma tra lei e Sunak il rapporto è pessimo. La seconda è il veterano Brandon Lewis, ex ministro fra l’altro della Giustizia, uscito temporaneamente dalle file del governo con l’ascesa di Sunak dopo averne fatto parte sotto May, Boris Johnson e Liz Truss.

Anne-Marie Trevelyan, viceministra all’Indo-Pacifico al ministero degli Esteri e già ministra per lo Sviluppo internazionale, si è autocandidata: “Sarebbe un privilegio”, ha scritto su Twitter. Ma lei potrebbe salire al livello più alto del Foreign Office nel caso in cui a guidare la Difesa dovrebbe essere James Cleverly, attuale ministro degli Esteri, un altro ex militare e convinto sostenitore dell’Ucraina. A fare il suo nome come favorito è stato il Times. Tra gli outsider ci sono James Heappey, oggi viceministro alle Forze armate, e John Glen, numero due del Tesoro.

Con la Global Britain che guarda all’Indo-Pacifico più che all’Europa risvegliata dall’invasione russa in Europa, con le elezioni alle porte, il lavoro per il successore di Wallace si preannuncia complicato. È stato lo stesso ministro uscente a indicare il tema più critico annunciando di essere pronto ad alzare la voce dai banchi della Camera dei Comuni se il primo ministro Sunak e il cancelliere Jeremy Hunt, due politici molto attenti al rigore dei conti, non manterranno la promessa di aumentare la spesa militare dall’attuale 2,16% al 2,5% del prodotto interno lordo al 2,5%.

C’è poi il tema Global combat air programme (Gcap), il progetto che vede i tre Regno Unito, Italia e Giappone collaborare per la realizzazione del velivolo da combattimento del futuro destinato a sostituire i circa 90 caccia F-2 giapponesi e gli oltre 200 Eurofighter britannici e italiani. Dopo i passi avanti dell’incontro a Roma di fine giugno, è previsto un nuovo incontro tra i ministri in autunno, probabilmente a Londra, con l’italiano Guido Crosetto e il viceministro giapponese Atsuo Suzuki (visto che Yasukazu Hamada viaggia all’estero). Potrebbe essere uno dei primi incontri del nuovo ministro della Difesa britannico.

I nomi per il dopo-Wallace alla Difesa britannica

Naufragata la sua candidatura alla Nato il ministro ha annunciato il passo indietro. Al suo posto si parla di Tugendhat (ora alla Sicurezza) e Cleverly (Esteri), due ex militari come lui. Tra i primi impegni del suo successore ci sarà un incontro a tre con gli omologhi di Italia e Giappone per il Gcap

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