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Questa mattina ci ha lasciato Giuseppe Pennisi. Firma e amico di Formiche sin dai primi numeri, i problemi di salute degli ultimi anni non sono mai riusciti a fermarlo, a impedirgli di scrivere per il sito e la rivista, giocare con il suo adorato nipotino, correre da un festival musicale all’altro con la sua Patrice. Noi della redazione lo abbiamo amato molto, ricambiati. I funerali saranno martedì 11 aprile nella chiesa di San Gioacchino a Roma (via Pompeo Magno 25), alle 11.

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Quest’anno aveva compiuto 81 anni. Come ci raccontava spesso, “ho avuto una vita bella e una famiglia meravigliosa”, e ha sempre messo la sua mente brillante e curiosa al servizio di istituzioni, università e testate giornalistiche. Dopo una prima carriera alla Banca mondiale (Washington) sino alla metà degli anni Ottanta, una volta rientrato in Italia è stato dirigente generale ai ministeri del Bilancio e del Lavoro e docente di economia al Bologna Center della Johns Hopkins University e della Scuola Nazionale d’Amministrazione, di cui ha coordinato il programma economico dal 1995 al 2009 quando è andato in pensione per limiti di età.

In seguito, ha insegnato per quattro anni alla Università Link e per cinque alla Università Europea di Roma, è stato consulente della Cassa Depositi e Prestiti per cinque anni e consigliere del Cnel per otto anni.

Frequente collaboratore di quotidiani e periodici, membro dell’ordine dei giornalisti dal 1966, ha scritto, in materia economica, per 17 anni per Il Sole-24 Ore, per Il Messaggero, Corriere della Sera, i quotidiani del Gruppo Finegil, Avvenire, Mondoperaio, IdeAzione, Ilsussidiario e ovviamente per Formiche, sia rivista che sito.

Ha pubblicato una ventina di libri di economia e finanza in Italia, Usa, Gran Bretagna e Germania; molti collettanei. Tra i suoi incarichi istituzionali, è stato consigliere d’amministrazione dell’Ipalmo, dello Iai, di Formautonomie e dell’Isfol, e componente dei consigli scientifici dell’Ice e dell’Università Europea di Roma, nonché del Consiglio Nazionale dei Beni Culturali e Paesaggistici e Presidente del Board scientifico del centro studi ImpresaLavoro.

Cultore di musica classica, pur non avendo alcuna formazione in materia se non la frequentazione dei concerti (e delle prove generali del Teatro dell’Opera) in quanto socio dell’Agimus (Associazione Giovanile Musicale) sin dal ginnasio, è stato vice presidente del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto e critico musicale del settimanale Liberal dal 1996 al 2001 e del settimanale Il Domenicale dal 2001 al 2011, nonché dei quotidiani e periodici del Gruppo Class dal 2000 al 2015, del mensile Musica, delle testate Opera Today dal 2007 al 2010 e Classical Music Daily dal 2010, nonché de IlSussidiario, Formiche, ArtTribune, del mensile Classica e del trimestrale Nuova Antologia.

Tra le varie onorificenze, ha ricevuto quella Grand’Ufficiale all’Ordine al Merito della Repubblica.

Giuseppe Pennisi

Addio Giuseppe Pennisi, amico brillante e curioso

Ci ha lasciato oggi Giuseppe Pennisi, storica firma di Formiche sin dai primi numeri. Noi della redazione lo abbiamo amato molto, ricambiati. Qui vogliamo ricordare il suo impegno da civil servant tra Banca Mondiale, ministeri, università e istituzioni, e anche la passione e la curiosità che lo hanno spinto a scrivere per molte testate e di molti temi. Tra tutti, l’economia e la musica

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