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“Martedì mi arresteranno, protestate, riprendiamoci il Paese”. L’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha riacceso le tensioni lo scorso weekend pubblicando un messaggio sul suo social network Truth. Di fronte alla possibilità di incriminazione da parte della procura di New York, il magnate ha invitato i suoi sostenitori a manifestare in piazza contro “l’ufficio di un procuratore di Manhattan corrotto e altamente politicizzato”, che non sarebbe capace “di provare alcun crimine basandosi su una favola vecchia e pienamente smontata”.

L’accusa riguarda l’inchiesta condotta da Alvin Bragg sul presunto pagamento segreto (usando fondi elettorali) alla pornostar Stephanie Clifford, meglio conosciuta come Stormy Daniels, per convincerla a non rivelare la sua relazione. L’atto formale dell’accusa dovrebbe avvenire la prossima settimana e sarebbe la prima incriminazione ufficiale contro Trump. L’ex presidente dovrebbe farsi prendere le impronte digitali ma, secondo alcune fonti, non è ancora chiaro se sarà ammanettato o meno.

L’invito di Trump che potrebbe accendere le piazze ricorda l’attacco al Congresso degli Stati Uniti il 6 gennaio. In attesa di una eventuale incriminazione, l’ufficio del procuratore di Manhattan è già in contatto con le forze dell’ordine per delineare la logistica di quella che è prevista essere una giornata storica a livello di sicurezza.

Nancy Pelosi ha attaccato Trump per quello che considera un annuncio “avventato” sul possibile arresto. L’ex speaker della Camera democratica crede che l’ex presidente voglia soltanto “restare rilevante nelle news e a fomentare l’agitazione fra i suoi sostenitori”.

Per il quotidiano The New York Times, quella di Trump è un’operazione politica che cerca di utilizzare la notizia per rivoltare la base del Partito Repubblicano contro il suo rivale per la nomina presidenziale del 2024, il governatore della Florida Ron DeSantis: “Immediatamente dopo il post di Trump di sabato, i suoi agenti e i media amichevoli hanno iniziato a fare pressioni pubbliche su DeSantis affinché condannasse le forze dell’ordine a New York, descrivendo il suo silenzio come al limite del tradimento”.

E come mai Trump ha fissato proprio martedì come data di arresto? “Anche se la giuria dovesse votare per incriminare Trump oggi, una resa domani sarebbe improbabile, data la necessità di organizzare tempi, viaggi e altra logistica”, sottolinea il New York Times.

Fani Willis, procuratore del distretto Fulton, ha dichiarato a fine gennaio che le inchieste contro Trump sono imminenti. Di fronte al voto del 2024, Trump deve affrontare altre indagini, come ad esempio il suo impegno per ribaltare il risultato delle elezioni del 2020 in Georgia; il suo ruolo nell’attacco del 6 gennaio 2021 al Campidoglio e il suo potenziale ostacolo a un’indagine su documenti riservati.

Secondo un’analisi dell’emittente Cnn, se Trump è accusato, continuerà a godere delle protezioni costituzionali e presunzioni di innocenza: “Trump sta cercando di rigirare possibili procedimenti contro di lui da parte del Dipartimento di Giustizia come fossero armi politiche, una nuova sfida per il presidente Joe Biden”.

La situazione si presenta tesa anche perché Trump è candidato attivo per la corsa alle presidenziali nel 2024 e ha già messo a punto una campagna narrativa di persecuzione. E ha promesso di non dimenticare i suoi nemici qualora tornasse alla Casa Bianca.

Come mai Trump parla di un suo arresto

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