Skip to main content

Nell’ultima presentazione del Comitato Interministeriale per la Transizione Digitale di luglio 2022 la tabella di marcia per la Missione 6 del Pnrr, quella relativa alla “Salute”, indicava una significativa accelerazione. Il potenziamento del Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse) sta procedendo nella giusta direzione. Mentre per la Piattaforma Nazionale di Telemedicina è stata avviata la manifestazione di interessi da Agenas. La gara definitiva o l’assegnazione diretta del progetto di partenariato pubblico-privato dovrebbe invece proseguire il suo cammino entro fine anno.

Una volta gettati questi due pilastri della nuova strategia di digitalizzazione sanitaria, è possibile fare un breve quadro di quello che ancora rimane in sospeso e quello che invece potrebbe essere preso in considerazione per migliorare il servizio ai cittadini e il lavoro di tutti gli operatori sanitari.

I PUNTI IN SOSPESO…

In primis, sembrano mancare ancora i modelli di sanità digitale da implementare sui territori. Molte realtà hanno avviato sperimentazioni, anche in autonomia rispetto alle linee guida ministeriali, con diversi gradi di successo e di avanzamento. Non esiste tuttavia un percorso definito per l’integrazione delle tecnologie e dei servizi digitalizzati (soprattutto quelli aggiuntivi alla Televisita, al Teleconsulto e al Telemonitoraggio) nei presidi territoriali previsti dai vari decreti (DM 71, poi 77).

I modelli risultano maggiormente chiari nella parte organizzativa (ad es. una Casa della Comunità ogni 40.000-50.000 abitanti), ma non sull’utilizzo degli strumenti tecnologici per raggiungere gli obiettivi sanitari previsti.

… GLI OPERATORI SANITARI?

Inoltre, non è ancora ben dettagliato il ruolo degli operatori sanitari in relazione all’utilizzo delle varie soluzioni tecnologiche. Quali strumenti verranno considerati prioritari e chi ne può fare utilizzo? Sono previsti percorsi di formazione e di coinvolgimento dei professionisti che operano all’interno delle strutture territoriali? Quale ruolo per progetti ad hoc che includano anche partnership pubblico-private o best practice ispirate dai nuovi modelli e dalle nuove soluzioni sul mercato? Si penserà alla facilità di utilizzo per i pazienti che devono accedere ai servizi e orientarsi nel nuovo SSN, semplificando e migliorando la loro esperienza?

… E I MICRO-SERVIZI AL CITTADINO

Infine, non si è affrontato un dettaglio importante. I micro-servizi al cittadino. Il focus è ancora molto forte sull’alimentazione del Fse e sui quattro pilastri della Telemedicina. Tuttavia è possibile considerare dei servizi accessori e digitalizzati che possono dare supporto a queste colonne portanti. Ad esempio, strumenti di comunicazione efficace sia mirata sia massiva con il paziente (che è sempre più connesso), soprattutto per le fasi di prevenzione e per la gestione delle cronicità. Oppure soluzioni che permettano al paziente di valutare il suo percorso e la sua esperienza con il servizio sanitario, contribuendo al suo miglioramento. Questa parte è ancora molto marginale nella roadmap disegnata fino al momento e non è ancora certo se farà parte o no delle piattaforme di telemedicina, nazionale e regionali.

NON SI TORNI INDIETRO

Oltre a chiarire questi punti, è necessario evitare la discontinuità che comporta un avvicendamento istituzionale (come quello in corso) e non scostarsi da quanto realizzato fino a questo momento. Proseguendo e recuperando ciò che è previsto dalla tabella di marcia, e magari chiarendo i punti rimasti in sospeso o non del tutto chiariti. In primis, per evitare che i modelli di sanità territoriali impostati negli ultimi due anni subiscano ulteriori modifiche e quindi un rallentamento nella loro implementazione. Questo provocherebbe non solo incertezza per gli operatori stessi, ormai impegnati con i progetti del Pnrr e con un riassetto ormai ampiamente avviato, ma rallenterebbe anche l’incentivo a ulteriori investimenti sia pubblici sia privati. In secondo luogo, per continuare con il processo di consapevolezza del potenziale della sanità digitale e degli strumenti a disposizione da parte di tutti gli attori coinvolti nel processo, soprattutto i cittadini.

Articolo pubblicato su Competere

Sanità digitale, a che punto siamo. L'idea di Bandini (Competere)

Di Giacomo Bandini

Il settore della sanità digitale, come molti altri, ha ricevuto un forte impulso con l’emergenza Covid-19. Ora è chiamato alla prova delle maturità e ad un’estensione che va oltre l’immediata necessità di limitare spostamenti, contatto fisico e facilitare l’operato di medici e strutture sanitarie preposte all’erogazione delle prestazioni. L’intervento di Giacomo Bandini, Competere

Lula o Bolsonaro, il Brasile ha bisogno di riconciliazione

Non è dato sapere quale Brasile uscirà dal ballottaggio del 30 ottobre, ma una cosa è certa: chiunque sarà il vincitore, il Paese ha bisogno di intraprendere un difficile cammino di riconciliazione per poter affrontare le sfide del futuro. L’analisi di Giuseppe Fiorentino

L'Ucraina si riprenderà tutti i territori occupati. Gli scenari del gen. Ben Hodges

L’ex comandante generale delle forze statunitensi in Europa: “La Russia spera che l’Occidente prima o poi si stufi di sostenere l’Ucraina. Per questo è necessario continuare ad aiutare la resistenza di Kiev. Non so perché alcune persone a Roma, a Berlino, anche da noi a Washington, strizzino l’occhio a Putin parlando di salvare la faccia del leader e trovargli una via d’uscita. Se vuole una via d’uscita può andarsene quando vuole”

Archiviare Dall’Oglio? Una sconfitta per tutti. Il commento di Cristiano

La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’indagine nata per sequestro di persona per finalità di terrorismo contro ignoti. Il commento di Riccardo Cristiano

La crisi energetica e il dilemma del gas russo da sciogliere

Contenere i rincari di gas ed elettricità. La preoccupazione della Uiltec per i disagi di lavoratori e famiglie. Il ministro Cingolani chiede i rigassificatori e Terna gli investimenti per rinnovabili e infrastrutture elettriche. L’ex presidente Dini segnala che senza gas russo sarà dura

La sfida all’establishment europeo? Perché a Meloni non conviene (non ora)

Abbracciare Macron a Roma conviene più che partecipare alle convention di Vox o supportare Orban. Una tesi controcorrente. Ma realistica

Chi plaude e chi no all'accordo sulla zee tra Israele e Libano

I tifosi dell’intesa: migliora le relazioni tra i due soggetti e cementa la stabilità macroregionale. I detrattori: amplifica il ruolo di possibili destabilizzatori come Hezbollah e dà filo alle pulsioni iraniane

Xi volerà a Bruxelles. Sarà paciere o polarizzatore?

Fino a dove arriverà il potere di Xi Jinping

Cruciale e tutto proiettato sul prossimo decennio, il 20° Congresso del Partito Comunista Cinese rappresenta una preziosa radiografia di quel mondo a parte che la Cina ha sostanzialmente creato per la conquista quanto meno economica del pianeta. L’analisi di Gianfranco D’Anna

La logistica italiana punta alla crescita. Il nuovo accordo francese di Ala

Dopo la recente acquisizione del gruppo spagnolo Scp-Sintersa, la logistica italiana per l’aerospazio cresce anche in Francia con il rinnovo dell’accordo di Ala con Liebherr-Aerospace Toulouse per la fornitura di servizi

Quel Mes che fa meno paura e che Meloni dovrebbe accettare. Scrive Baretta

Con la pandemia e il Pnrr si è passati ad una condivisone sia degli aiuti che del debito. Linea destinata a perdurare, con uno scenario che va ben oltre il Mes e la sua superata filosofia. Per questo accettarlo è un’occasione per la futura premier. Il commento di Pier Paolo Baretta, già sottosegretario al Mef nei governi Letta, Renzi, Gentiloni e Conte

 

×

Iscriviti alla newsletter