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Mai come in questa fase politica di turbolenza e contrapposizione, con vari focolai di crisi che agitano la società italiana, c’è bisogno di una camera di compensazione che metta insieme le forze sociali, produttive e politiche e crei una connessione diretta tra loro, che vada oltre i vincoli di appartenenza, che intercetti i cosiddetti corpi intermedi. Se poi si riesce a creare un luogo di scambio e di dialogo che innervi nella discussione franca e aperta anche l’ispirazione cristiana di una società che produce nel rispetto dell’etica, ecco che il confronto può diventare costruzione, progetto, obiettivo di tutti.

Nasce così, anche quest’anno, l’evento dell’Ucid che mette insieme big della politica, dell’economia e del sindacato, ma anche manager ed esponenti del Vaticano. Un “cenacolo” dove le portate sono multiple e differenti: idee, proposte, consigli sul tavolo della serata, tra cibo e valori, tra chiacchiere e sguardi sul futuro. La cena sociale dell’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti, Gruppo Lazio, che mi onoro di presiedere, il prossimo 28 marzo sarà un’occasione per tutti, dai sei ministri ai vertici istituzionali, fino alla classe dirigente di questo Paese, tutti chiamati a discutere di energia e di sovranità, che in una parola può sintetizzarsi in “autonomia”.

Un Paese autonomo è anche un Paese libero, in tempi di ricatti bellici, economici e sociali: su quella parola, secondo noi dell’Ucid, la politica deve lavorare in questa fase di squilibrio dei rapporti geopolitici internazionali nella quale l’Italia rischia di restare schiacciata, se non si dota di autonomia decisionale, energetica, perfino demografica. Serve benzina nel motore, adesso, e la “comunità” di “willing”, i volenterosi, che si siederà al tavolo dell’Ucid, può aiutare a trovare le risorse materiali e intellettuali che servono per il rilancio.

L’evento romano del 28 è stato definito da qualcuno la “Cernobbio” del sud, ma forse in qualcosa è diverso: se quell’evento è un’occasione di confronto delle proprie posizioni, quello dell’Ucid è un momento – come sempre – di sintesi, di posizioni che vengono portate al centro di una mediazione con un filo di ispirazione cattolica sottile ma solidissima: la Dottrina sociale della Chiesa, cultura laica più che attuale, sopravvissuta a tutte le ideologie politiche del Novecento sepolte dai fallimenti della modernità.

La mia famiglia, la famiglia Pedrizzi, martedì sera, come ogni anno, si allargherà al mondo delle idee, dello scambio di esperienze, delle relazioni di sostanza e non di forma, come da 10 anni a questa parte. E come ogni anno, il tema viene scelto secondo la metodologia della Dottrina sociale cattolica: “Osservare, giudicare ed agire” (Pio XI). Lo scorso anno, dopo la pandemia, il tema della serata fu: “Istituzioni, imprese, banche ed assicurazioni, una santa alleanza per la ripresa”. Quest’anno si parla di energia e sovranità in un mondo che stava provando a riprendersi, prima della guerra, e che ora deve affrontare nuove sfide impreviste. E noi dobbiamo farlo insieme, da italiani che tifano per la stessa squadra.

Un cenacolo dell’Ucid al servizio dell’Italia. Scrive Pedrizzi

Senso, missione e obiettivi dell’evento in programma il prossimo 28 marzo a Roma, alla presenza di sei ministri. Il racconto del senatore Riccardo Pedrizzi

Perché dopo l’Ucraina l’Aiuto non sarà più lo stesso

La caratteristica politica degli aiuti in Ucraina emerge di riflesso dall’opposta reazione avuta dai medesimi donatori occidentali in Bosnia nel 1992, a lungo reticenti prima di intervenire e porre fine ad una mattanza durata anni. Igor Pellicciari, ordinario di Storia delle istituzioni e relazioni internazionali all’Università di Urbino, spiega come questa guerra ha cambiato l’intero settore. Anteprima di un libro in uscita per Routledge

Gang più snelle e giovani. Le cyber-minacce secondo Brusaferro (HWG)

“Sicuramente guardando al futuro, un aspetto da non sottovalutare è la diminuzione del tempo medio di permanenza del software nei sistemi da colpire”, spiega il manager

Le banche e quel mito da sfatare della stretta monetaria. L'analisi di Polillo

La stretta monetaria può risultare efficace solo fino al punto in cui non innesta processi di crisi collaterali ed imprevedibili. Che, alla fine, ne bloccano l’ulteriore sviluppo, rendendo indispensabile una rapida retromarcia. Da qui nasce una contraddizione su cui è necessario riflettere. L’analisi di Gianfranco Polillo

Anatomia della compagnia Wagner in Africa. Scrive Di Liddo (Cesi)

Nel continente africano il guadagno russo con l’impiego di Wagner non è indifferente: un accesso privilegiato al mercato delle materie prime e la sedimentazione di alleanze con Paesi del mondo in via di sviluppo, due fattori da contrapporre all’isolamento del blocco euro-atlantico seguito al conflitto ucraino. L’analisi di Marco Di Liddo, responsabile analisti Cesi, apparsa nell’ultimo numero della rivista Formiche

Russia e Cina si trovano (anche) nell’Artico

Russia e Cina hanno parlato di Artico durante l’incontro tra leader. Mosca sta inserendo Pechino all’interno dei progetti strategici nella regione, dove la Repubblica popolare ha interesse a essere presente. Dinamiche che sono importanti anche per il Mediterraneo, spiega Casini (Med-Or)

Cattolici e politica, coerenza senza steccati. La versione di Merlo

Dopo l’ascesa al potere nel principale partito della sinistra italiana, cioè il Pd, di Elly Schlein, è evidente a tutti che  ruolo e la funzione specifica dei cattolici popolari e sociali è destinato a cambiare profondamente. E le prime avvisaglie sono immediatamente arrivate. Il commento di Giorgio Merlo

Cyber influence e guerra psicologica. Il libro del prof. Teti

Di Antonio Teti

Pubblichiamo un estratto dell’introduzione del libro “Cyber Influence” (IlSole24Ore Publishing and Digital) di Antonio Teti, docente di Cyber Security, IT Governance e Big Data all’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara

La nuova centralità di baltici e orientali nell’Ue passa da Kallas

Di Teresa Coratella

Il ruolo che la premier sta giocando nel panorama intra-Ue è di primo piano, e con le elezioni europee in vista le richieste per ruoli apicali affidati a baltici e orientali potrebbero essere soddisfatte

La questione delle nomine. Una proposta per superare le contrapposizioni

Per le nomine negli enti pubblici che non sono in forma di Spa si potrebbero predisporre audizioni delle personalità indicate da parte delle commissioni parlamentari competenti e di settore che dovrebbero esprimere il loro parere. Per le spa, si potrebbe affidare la selezione dei nominandi a qualificate e competenti società di “cacciatori di teste”. Il contributo di Luigi Tivelli, presidente dell’Academy Spadolini

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