“Anche dai rifiuti si può creare valore”. Ma fondamentale è l’opera di formazione e educazione. L’intervento di Simona Grossi, amministratore delegato Greenthesis S.p.A.
I report di sostenibilità sono ormai un parametro fondamentale per misurare le performance di un’azienda, come sostengono autorevoli economisti e come ormai è riconosciuto dalle più importanti agenzie di valutazione. Greenthesis Spa ha recentemente ottenuto da Cerved Rating Agency Spa – Agenzia indipendente italiana specializzata nel giudizio del merito creditizio delle imprese non finanziarie e nella valutazione del loro grado di sostenibilità – l’attribuzione di un ESG Rating di classe “A”, sinonimo di un’elevata capacità di gestione degli aspetti ambientali, sociali e di governance societaria. Motivazione: “Greenthesis mostra un’elevata capacità di gestione dei fattori di rischio e opportunità ESG, collocandosi alcuni punti sopra la mediana rispetto al campione di società del settore ‘Waste Management’”.
Non è un caso, quindi, che il rating di sostenibilità costituisca un rilevante elemento attraverso cui il Gruppo Greenthesis dà conto del proprio modello di business. Tutto ciò viene confermato anche da tre iniziative a cui il Gruppo sta lavorando nell’ambito dei programmi di attuazione del Pnrr, con riferimento ai progetti denominati “Faro”, perché caratterizzati da contenuti altamente innovativi per l’ambiente.
La prima iniziativa vede Greenthesis quale partner di un titolato consorzio composto da altri importanti player che ha come obiettivo il trattamento delle pale eoliche dismesse per recuperare la vetroresina da cui sono composte, andando a produrre una materia prima-seconda (end of waste) da reimmettere nel ciclo produttivo.
La seconda porta al recupero e alla valorizzazione delle plastiche a fine vita non riciclabili, con l’ottenimento di un olio minerale riutilizzabile nella filiera della produzione di nuovi materiali.
La terza è rivolta al comparto moda-tessile ed è destinata al recupero di materiali pre e post consumo dai quali derivare una materia prima seconda sotto forma di fibra rigenerata.
“Il fatto che tre nostre iniziative di sviluppo, a spiccata matrice circular, siano state positivamente segnalate dal Ministero per l’Ambiente nell’ambito del Pnrr ci pone come uno tra gli operatori più qualificati e intraprendenti a livello nazionale”, ha sostenuto il Direttore Generale di Greenthesis Vincenzo Cimini.
L’approccio alla sostenibilità richiede che l’attività d’impresa tenga conto anche del capitale umano e dal rapporto con le comunità dei territori in cui si opera. È stato quindi deciso di promuovere due programmi di formazione, uno per le scuole primarie e l’altro rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie per trasmettere il concetto di rifiuti come valore.
Il progetto “A scuola di economia circolare” è realizzato per le scuole dell’infanzia: chiaro e coinvolgente, pensato per stimolare e conquistare i bambini con strumenti progettati per incuriosirli e appassionarli alle tematiche ambientali.
Per i giovani delle secondarie è stato invece proposto “A scuola di economia circolare: i rifiuti da scarto a risorsa”, una full immersion nella cultura della sostenibilità economica e ambientale.
Greenthesis crede fortemente nel valore della formazione, per questo noi promuoviamo programmi di formazione continua anche per i nostri dipendenti e siamo impegnati in attività di scambio e collaborazione con numerose Università e Centri di Ricerca per offrire soluzioni innovative in ambito ambientale.
Con questi due percorsi ci rivolgiamo alle nuove generazioni, a chi, un domani, potrà anche far parte della nuova classe dirigente e, in quanto tale, avrà l’onere e l’onore di prendere decisioni sempre più green per il futuro delle nostre comunità.
“Anche dai rifiuti si può creare valore”. Ma fondamentale è l’opera di formazione e educazione. L’intervento di Simona Grossi, amministratore delegato Greenthesis S.p.A.
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