Skip to main content

Dmitri Medvedev è reduce da una lunga stagione di impopolarità, ricordato solo per uscite infelici e gaffe memorabili. All’ex premier è stata attribuita la discussa riforma pensionistica del 2018, in una suddivisione dei meriti e dei demeriti con Vladimir Putin a tutto vantaggio del presidente russo, mentre l’allora premier Medvedev si trovava a essere bersaglio di meme feroci, oltre che dell’inchiesta sulle sue proprietà (tra cui una tenuta in Toscana) del Fondo per la lotta alla corruzione di Alexey Navalny.

La fine del suo mandato da primo ministro, con la nomina a vicepresidente del Consiglio di sicurezza, sembrava mettesse un punto a una possibile, nuova, successione a Putin, anche se in realtà nei primi mesi del 2020 le dinamiche della transizione sembravano propendere per un nuovo ruolo del Consiglio, organismo non regolato chiaramente (all’epoca) dalla Costituzione.

La guerra ha rappresentato la possibilità di rimettere in movimento i giochi, seppur non apertamente: l’intervento in Ucraina ha aperto una fase totalmente nuova per la Russia e per gli equilibri internazionali, con effetti ancora tutti da vedere. Questo vuol dire che la questione della successione, di cui non si può discutere pubblicamente (e forse nemmeno con Putin), risulta di nuovo aperta, con alcuni concorrenti: abbiamo visto l’attivismo frenetico di Vyacheslav Volodin, presidente della Duma, il lavoro certosino di Sergei Kirienko nel Donbass e nelle regioni occupate dai russi e le dichiarazioni roboanti e aggressive di Medvedev. Tutti a favore della guerra, tutti che provano a trarne vantaggi e a guadagnare posizioni, muovendo quel che possono: Volodin può utilizzare l’organismo parlamentare per facilitare (non che sia difficile) l’adozione di leggi ancor più repressive; Kirienko può accelerare la ricostruzione e l’integrazione amministrativa dei territori occupati; Medvedev invece può twittare e scrivere su Telegram, ponendosi come il più guerrafondaio dei candidati alla successione.

Ecco perché Medvedev fa il guerrafondaio su Telegram. Scrive il prof. Savino

Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo attacca l’Occidente ponendosi come il più falco dei candidati alla successione a Putin, questione di cui non si parla pubblicamente ma che interessa a molti. Il commento di Giovanni Savino (Università di Parma)

Disinformazione, se la Cina fa l’eco alla Russia

Xi e Putin saranno entrambi in Indonesia. Cosa vuol dire per il G20 (e il mondo)

Il presidente indonesiano ha confermato la partecipazione dei due leader al vertice di Bali. I punti dell’agenda e le tensioni geopolitiche e militari

Fondazione Tatarella, memoria e futuro della destra e del centrodestra italiano

Nella storica sede dell’Msi e An di Bari oggi sono custoditi importanti documenti della storia della destra italiana conservati dalla Fondazione Tatarella, che con la sua Biblioteca contiene 20mila volumi e rappresenta uno dei rarissimi esempi di conservazione della memoria della destra e del centrodestra italiano. L’intervento di Fabrizio Tatarella, vice presidente Fondazione Tatarella

Buone notizie per l'inflazione Usa, ma non per l'Europa

Il miglioramento della situazione negli Stati Uniti sul fronte dell’inflazione è certamente una buona notizia, ma non contagia anche l’Europa. Perché? Lo spiega Giuseppe Pennisi

Riformare la Pa senza iniziare ogni volta da capo

L’attuale stagione non è la più idonea per avanzare proposte come quella qui brevemente illustrata dal momento che il governo attuale non può promuovere iniziative straordinarie, ma nulla impedisce di mettere l’iniziativa nell’agenda del prossimo esecutivo. Il commento di Luciano Hinna, presidente del Consiglio sociale per le scienze sociali

Tutto quello che può andare storto con il Dma

L’anno prossimo il pacchetto di regole che tenterà di ingabbiare le Big Tech entrerà in vigore, ma molti a Bruxelles sono preoccupati per una mancanza di personale, i ricorsi delle società, e i margini di movimento che gli Stati membri non vogliono abbandonare, in barba alla volontà accentratrice della Commissione. Chi punta a un dialogo pacifico avrà difficoltà a ottenerlo, da entrambe le parti…

Non esiste più la “questione cattolica” in Italia. Scrive Merlo

Di Giorgio Merlo

Una questione che non può essere banalmente riconducibile a regressioni confessionali o di natura integralistica ma che, semmai, interpella la necessità di continuare ad avere una politica di ispirazione cristiana nel nostro paese. Oggi questo patrimonio e questo universo valoriale appartengono a tutti coloro che, nelle varie formazioni politiche, sentono il bisogno politico ed etico di continuare ad “inverarlo” nelle concrete dinamiche italiane. Il punto di Giorgio Merlo, già deputato Pd, oggi sindaco di Pragelato

La vita e le idee di Rodney Stark, il sociologo che difendeva l'Occidente

Stark, in particolare nel magistrale saggio “La vittoria dell’Occidente”, ha offerto lunghe e dettagliate descrizioni di ciò che è stato l’Occidente nel corso dei secoli, senza celarne le cadute che spesso lo hanno prostrato. Ma ha sempre saputo rialzarsi. Sono pochi oggi a rivendicare orgogliosamente l’appartenenza a un mondo che, comunque lo si voglia considerare, ha “inventato” un sistema di diritti e un’armonizzazione delle diversità

Ucraina fra guerra e tregua, la possibile svolta di Erdogan

Ucraina: allo stallo dei combattimenti corrisponde un moltiplicarsi delle trattative internazionali con la mediazione della Turchia. Per la prima volta dall’inizio dell’invasione da Mosca arriverebbero dei segnali. L’analisi di Gianfranco D’Anna

In fuga da Verona? Il forum filorusso si trasferisce a Baku

La manifestazione organizzata dall’Associazione Conoscere Eurasia, presieduta da Antonio Fallico, quest’anno si terrà a ottobre nella capitale dell’Azerbaigian. Ci sarà un elefante nella stanza: l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin

×

Iscriviti alla newsletter