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Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, e il capo del Pentagono, Lloyd Austin, sono attesi a Kiev per quella che sarà la visita di più alto livello di una delegazione americana dall’inizio della guerra russa in Ucraina.

Per quanto noto grazie al racconto del consigliere per la Sicurezza nazionale, Jake Sullivan, per una fase l’amministrazione statunitense aveva pensato a un viaggio addirittura del presidente Joe Biden, ma poi ha  abbandonato l’idea per l’eccessivo impegno di sicurezza necessario.

La visita dei due alti funzionari del governo americano rientra in un aumento del coinvolgimento di Washington nella situazione, che passa anche dall’invio di armi – sempre più sofisticate, efficaci. Fonti della Difesa Usa hanno spiegato ai media americani che certe tipologie di armamenti prima avrebbero ricevuto settimane prima di essere spedite, tra controlli e procedure varie: ora vengono liquidate con una velocità mai vista e nel giro di 48/72 ore sono al fronte ucraino.

Prime del viaggio, che arriva nel giorno simbolo che segna i due mesi da quando la Russia ha iniziato l’invasione dell’Ucraina, il dipartimento di Stato ha lodato le forze ucraine per aver raggiunto “niente di meno che la vittoria sul campo di battaglia”.

Tuttavia, con l’intensificarsi dei combattimenti nelle parti meridionali e orientali del paese, i funzionari ucraini stanno spingendo per un maggiore aiuto. “Non dovrebbero venire qui a mani vuote”, ha detto sabato il presidente Volodymyr Zelensky durante una conferenza stampa in una stazione della metropolitana di Kiev in cui ha annunciato il viaggio di Blinken e Austin. “Ci aspettiamo cose specifiche e armi specifiche”.

Armi per la resistenza ucraina che in queste ore sono state preparate anche dall’Italia. Con un nuovo passaggio in Consiglio dei ministri — già la prossima settimana o al più tardi quella successiva — per decidere nuovi stanziamenti per ulteriori forniture militari . Probabilmente si tratterà di cingolati semoventi PzH2000, blindati M113 e altre forniture minori.

Del sostegno congiunto che i membri Nato stanno offrendo e continueranno a offrire all’Ucraina se ne discuterà martedì 26 aprile a Ramstein, base americana in Germania, dove Austin ha organizzato un vertice con 40 Paesi alleati (di cui 20 appartenenti alla Nato). All’incontro sarà presente il ministro Lorenzo Guerini, insieme ad una delegazione della tecnica della Difesa italiana.

Zelensky ha  criticato il segretario generale dell’Onu, António Guterres, per aver pianificato di visitare la Russia martedì prima di recarsi in Ucraina, accusando le Nazioni Unite di non prendere una posizione chiara contro Mosca.

Gli attacchi russi continuano: i funzionari ucraini hanno detto che gli attacchi missilistici hanno ucciso almeno otto persone nella città portuale meridionale di Odessa, mentre molti residenti si preparavano a celebrare la Pasqua ortodossa di domenica.

A Mariupol, le autorità ucraine hanno accusato le forze russe di aver colpito l’acciaieria Azovstal, dove molti dei difensori rimasti in città sono rintanati. Nei giorni scorsi Vladimir Putin era sembrato dare indicazioni di non affondare l’attacco per evitare un bagno di sangue. L’Onu ha chiesto una tregua immediata a Mariupol, ma la Russia non sembra interessata ad ascoltare questa richiesta.

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