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La salute della democrazia americana, volente o nolente, avrà un impatto diretto sul proseguimento o meno della tendenza globale verso l’autocrazia. Gli autocrati stanno scommettendo sulla frammentazione, l’indebolimento e la perdita da parte degli Stati Uniti del loro ruolo in quanto modello di democrazia e baluardo di libertà. Lo stato del sistema politico statunitense nel 2030 dipende in gran parte dalle seguenti domande: i leader politici possono dimostrare che si stanno impegnando effettivamente per i cittadini? Si può contrastare la disinformazione? I cittadini possono sentirsi più impegnati e rispettati dal governo e dai partiti politici? Queste domande non riguardano solo gli Stati Uniti, ma tutte le democrazie liberali.

Il primo obiettivo da seguire riguarda la capacità, da parte delle democrazie, di realizzare il bene pubblico. Il presidente Biden ha sottolineato la necessità di dimostrare che il governo può essere coraggioso, efficace ed efficiente. Nel suo primo discorso al Congresso ha dichiarato: “Dobbiamo dimostrare che la democrazia funziona ancora”. La legge sulle infrastrutture dell’amministrazione ne è un esempio: si tratta di una delle poche iniziative importanti che negli ultimi due decenni ha ricevuto un certo sostegno bipartisan. I 1200 miliardi di dollari di spesa del disegno di legge, infatti, avranno ripercussioni sulla vita di quasi tutti gli americani perché verranno investiti in strade, ponti, fornitura di acqua e banda larga.

Il secondo impegno delle democrazie liberali oggi è di assicurarsi che i cittadini capiscano che il governo lavora per loro. Un compito reso più difficile dall’insieme di voci contrastanti e spesso faziose nei media e altrove e dalla crescente quantità di mala informazione e disinformazione. Per esempio, pochi americani apprezzano davvero il ruolo essenziale del governo federale nello sviluppo senza precedenti, la produzione e la distribuzione dei vaccini anti-Covid realizzata in mesi e non in anni. Le campagne di disinformazione hanno contribuito ad alimentare il movimento anti-vaccino e hanno portato ampi segmenti di popolazione negli Stati Uniti a perdere fiducia nei confronti dei risultati elettorali. In un recente sondaggio realizzato dalla Cnn, il 51% dei 1800 americani intervistati ha ritenuto piuttosto probabile che, nei prossimi anni, i funzionari eletti rovescerebbero i risultati di un’elezione in cui il loro partito ha perso, mentre il 49% dice che è improbabile. Le conseguenze
di quello che i cittadini riterrebbero un inganno possono portare alla violenza.

Per quanto riguarda le elezioni, il governo federale degli Stati Uniti e il settore privato stanno dedicando risorse significative per rintracciare e scoraggiare i governi stranieri e i loro delegati che alimentano operazioni di influenza, propaganda e disinformazione. Bisogna però agire in modo più attivo per fronteggiare gli attori interni.

Il terzo compito riguarda la responsabilizzazione dei cittadini. Qui la tecnologia può essere parte della risposta. Negli Stati Uniti i leader politici e religiosi, i professori, i giornalisti, le imprese, i tribunali e i cittadini stessi stanno cercando di far funzionare la tecnologia per il bene di tutti, a livello locale, statale e federale. I giovani, che sono cresciuti nel mondo digitale, stanno usando gli stessi strumenti digitali per impegnarsi nell’organizzazione politica, per evidenziare e discutere le cause sociali e per far luce sulla corruzione e gli abusi di potere. La tecnologia offre la possibilità di ampliare le interazioni tra il governo e i cittadini. Gli Usa potrebbero imparare dalle piattaforme di e-government dell’E- stonia e di Taiwan, che hanno aumentato la fiducia dei cittadini nei loro governi.

Un altro modo per aumentare l’impegno dei cittadini è quello di impegnarsi a livello locale, la vivacità dei sistemi politici democratici subnazionali è motivo di ottimismo in tutti gli Stati. In un sondaggio del 2018 due terzi degli americani intervistati hanno detto di considerare favorevolmente il loro governo locale. In tutto il Paese le persone sono impegnate e lavorano ogni giorno
per migliorare le loro comunità attraverso l’educazione civica, i municipi, i raduni e le petizioni, le elezioni dei sindaci, dei giudici locali e dei consigli scolastici. A modo loro, stanno difendendo e rafforzando la nostra democrazia.

Le sfide da affrontare sono molte altre. Nel prossimo decennio spero che l’esperimento degli Stati Uniti di una Repubblica costituzionale autogestita, durato quasi 250 anni, emerga in modo ancora più forte e rappresenti una risposta decisa ai governi autocratici che diffondono una pericolosa disinformazione a livello nazionale e mondiale, monopolizzano il potere e soffocano le libertà del loro popolo.

Lo Stato di salute delle democrazie secondo Kathleen Doherty

Di Kathleen Doherty

Mentre è in corso il Summit delle democrazie, è giusto farsi alcune domande: i leader politici possono dimostrare che si stanno impegnando effettivamente per i cittadini? Si può contrastare la disinformazione? I cittadini possono sentirsi più impegnati e rispettati dal governo e dai partiti? L’analisi di Kathleen Doherty, già ambasciatrice degli Stati Uniti a Cipro e chief strategy and retreats officer della Annenberg Foundation trust at Sunnylands

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