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La Nato ha messo in stato di allerta massima cento aerei da combattimento e oltre 120 unità navali. Nel frattempo migliaia di altri velivoli sono stati indirizzati dai vari Paesi dell’Alleanza verso il confine orientale. “Questo è il momento più pericoloso per la sicurezza europea da una generazione” ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, intervenuto a seguito della riunione straordinaria d’emergenza della Commissione Nato-Ucraina. “La Russia ha costruito una massiccia forza militare dentro e intorno all’Ucraina, incluso in Bielorussia” ha detto il segretario generale, invitando Kiev a “non rispondere alle provocazioni”.

La Russia è pronta a colpire

Secondo quanto appurato dalla Nato, Mosca ha a sua disposizione oltre 150mila militari, oltre a mezzi terrestri e aerei d’attacco. “Molte unità russe – ha dichiarato ancora Stoltenberg – sono schierate in formazioni di combattimento, fuori dai loro accampamenti e pronte a colpire”. Il segretario generale ha anche ribadito la determinazione transatlantica a proteggere e difendere tutti gli alleati. “La comunità internazionale aveva avvertito la Russia che avrebbe pagato un costo elevato se avesse condotto azioni aggressive contro l’Ucraina”, ha proseguito Stoltenberg.

La posizione della Nato

L’Alleanza Atlantica ribadisce, dunque, la sua posizione assolutamente contraria al riconoscimento delle cosiddette repubbliche separatiste in Ucraina orientale, descrivendola come “una flagrante violazione del diritto internazionale” e un serio danno agli sforzi di trovare una soluzione pacifica al conflitto. La Nato ha ribadito anche la sua vicinanza all’Ucraina e il pieno sostegno alla sovranità e integrità territoriale del Paese. Stoltenberg ha anche confermato l’impegno in termini di materiali e attrezzature inviate a Kiev per mettere l’Ucraina nelle condizioni di difendersi, oltre ad un sostegno finanziario.

Le manovre di Mosca

Dopo il riconoscimento da parte del presidente della Federazione russa, Vladimir Putin, delle repubbliche di Donetsk e Luhansk, le Forze armate di Mosca sono entrate nel territorio del Dombass come forma di “protezione” nei confronti dei due territori separatisti. Un’escalation repentina della tensione che ha fatto scattare le preoccupazioni di tutto l’Occidente. Intanto, secondo Agence France-Presse, la Duma avrebbe concesso al presidente Putin, in qualità di comandante in capo, il permesso ad utilizzare le Forze armate anche al di fuori del territorio nazionale. Secondo quanto dichiarato da Putin, la manovra servirebbe ad evitare “un genocidio nei territori delle Repubbliche del Dombass”.

Lo spiraglio diplomatico

Malgrado le azioni del Cremlino, tuttavia, l’Alleanza Atlantica non intende abbandonare la strada del dialogo. “Non è mai troppo tardi per non attaccare” ha ribadito il segretario generale Stoltenberg: “Fate un passo indietro, allentate la morsa e impegnatevi in buona fede in sforzi diplomatici per trovare una soluzione diplomatica” ha detto rivolgendosi direttamente ai russi.

La Nato risponde a Mosca. Centinaia di aerei e navi alleate in allerta

Dopo la decisione di Mosca di riconoscere le cosiddette repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk, la Nato ha innalzato il proprio livello di allerta mettendo in stato di prontezza centinaia di aerei e unità navali. A margine della riunione straordinaria della Commissione Nato-Ucraina, il segretario generale Stoltenberg ha fatto il punto sull’evoluzione della posizione atlantica

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