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Che fossero i temi di politica estera il principale ostacolo per un’alleanza strutturata tra il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle era chiaro da tempo. In particolare sull’Ucraina, a cui il Partito democratico ha sempre ribadito il sostegno dopo l’aggressione da parte della Russia, un sostegno non così certo per i 5 Stelle che anzi, negli scorsi giorni avevano addirittura parlato della possibilità di tornare al gas russo nonostante il conflitto ancora in corso.

Eppure sembra che la distanza si vada accorciando, almeno ascoltando le parole del presidente di M5S Giuseppe Conte ospitato oggi alla convention per gli Stati Uniti d’Europa organizzata da +Europa dal titolo “Tutta l’Europa che manca”. “Non mi sottraggo mai al confronto, abbiamo sensibilità diverse verso questa platea, ma ci sono passaggi che ci devono unificare”, ha premesso Conte. “Io sono stato promotore, nell’ultimo passaggio della Meloni in Parlamento, di una risoluzione comune, riconoscendo che l’aggressione russa va sanzionata come fatto dall’inizio, con sanzioni economiche e finanziarie. È la ragione per cui dico oggi di fronte all’allettante e conveniente prezzo del gas russo che non lo dobbiamo acquistare fino a che non ci sarà un trattato di pace”.

Parole, quelle di Conte, che mettono un freno alle ultime dichiarazioni di esponenti del suo partito che proprio sull’Ucraina avevano generato uno scontro nel campo largo. Alle parole di Stefano Patuanelli, “Credo che con noi al governo ci fermeremo con gli aiuti militari all’Ucraina”, aveva risposto il senatore dem Filippo Sensi: “Leggo che Patuanelli crede che ‘con noi al governo ci fermeremo con gli aiuti militari all’Ucraina’. Con loro di certo, sapendo bene da che parte stanno. Con noi, invece, gli aiuti ci sono stati, ci sono e ci saranno. Fatevene una ragione”, aveva scritto su X.

Il senatore democratico già a Formiche.net aveva ribadito il punto: “Su temi di politica estera siamo molto divisi e ci sono delle linee rosse che per noi sono invalicabili, penso ad esempio alla questione dell’Ucraina. Quindi il mio auspicio è che ci possa essere un confronto serio”, aveva spiegato, chiarendo però un punto. “I nodi vanno affrontati e tagliati e sull’Ucraina nessuno può neanche lontanamente immaginare che possa prevalere una linea di appeasement, una linea filorussa o una linea di finta pacificazione rispetto alla eroica resistenza che sta facendo l’Ucraina per i nostri valori”.

E sempre da Sensi arriva il commento alle parole odierne di Conte: “Mi pare positivo che oggi il leader dei Cinque Stelle abbia fatto retromarcia e sconfessato i suoi esponenti che minacciavano la fine del sostegno alla Ucraina e l’apertura al gas russo. La sua risoluzione era irricevibile. Ma almeno oggi ha fatto un passo indietro. Vedremo”. Vedremo.

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Il presidente del Movimento 5 Stelle cambia idea sulla Russia (e accorcia le distanze col Pd sull’Ucraina). L’aggressione russa va sanzionata, ha detto Conte, ed “è la ragione per cui dico oggi di fronte all’allettante e conveniente prezzo del gas russo che non lo dobbiamo acquistare fino a che non ci sarà un trattato di pace”

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