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Quasi quattro milioni di interazioni a novembre, ma il tema non appassiona i giovani

Il 3 febbraio 2022 scadrà il mandato del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il capo dello Stato in carica è stato eletto il 31 gennaio del 2015, al quarto scrutinio con 665 voti. Dunque, dai primi giorni di febbraio partirà la procedura per arrivare all’elezione del successore di Mattarella. Le votazioni si terranno nell’aula di Palazzo Montecitorio e a presiedere è chiamato il presidente della Camera, Roberto Fico, con accanto la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Socialcom, con l’ausilio della piattaforma Blogmeter, ha analizzato per Askanwes le conversazioni in rete nel mese di novembre per capire il sentiment degli italiani sull’elezione del capo dello Stato. Per rendere quanto più completa la ricerca sono state utilizzate due parole chiave: «Quirinale» e «Presidente della Repubblica». Nel periodo oggetto dell’analisi, il tema ha prodotto quasi quattro milioni di interazioni. Dall’analisi delle parole chiave emerge come ci sia una sorta di «testa a testa» tra Mario Draghi e Silvio Berlusconi, le due personalità sulle quali si discute maggiormente nelle conversazioni riguardanti il Quirinale.

Mentions ed Engagement. L’andamento delle conversazioni in rete

Considerando il periodo di rilevazione, le mentions (original post) riferite al tema sono state 61,22K, che hanno generato un engagement (Somma di tutte le interazioni degli utenti sui singoli post) di 3,84M.

Si può evincere come l’interesse sul tema sia influenzato dall’andamento del dibattito politico e dai retroscena pubblicati dai quotidiani circa i possibili candidati al Quirinale.

Si registra un picco particolarmente rilevante il 27 novembre in corrispondenza con la firma del trattato Italia-Francia al Quirinale. Nelle conversazioni social gli utenti si interrogano sulla necessità dell’accordo e sulle opportunità per il Paese di questo nuovo asse privilegiato tra Roma e Parigi.

Evoluzione mentions ed engagement Come si sono evolute le interazioni negli ultimi tre mesi. Nelle mentions e l’engagement registrate sul tema negli ultimi tre mesi (settembre, ottobre, novembre), si osserva un deciso incremento delle conversazioni e delle interazioni via via che ci avviciniamo all’appuntamento.

Top Terms. Parole più utilizzate in rete in riferimento all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica

Tra i termini più utilizzati troviamo indicazioni molto chiare:

• C’è un vero e proprio «testa a testa» tra Mario Draghi e Silvio Berlusconi. I due risultano i più citati nelle conversazioni riguardanti il prossimo presidente della Repubblica. Di Mario Draghi si parla quasi come fosse il candidato «naturale» a rivestire il ruolo, mentre Berlusconi viene inquadrato come l’unica vera alternativa, pur se molto divisiva e polarizzante.

• Numerosi sono i timori riguardo il futuro del governo. La figura di Draghi risulta la più autorevole, ma al tempo stessa quella che metterebbe maggiormente in pericolo il fragile equilibrio politico raggiunto con il governo di unità nazionale nato nello scorso febbraio.

• Tra le keywords più utilizzate ci sono anche «votare» ed «eleggere». Due termini che riflettono una crescente voglia degli italiani di elezioni diretta del presidente della Repubblica. Non a caso, il sentiment della rete sul Quirinale è al momento negativo (si veda slide successiva), segno di una insofferenza verso l’impossibilità di scegliere direttamente l’inquilino del Colle.

• Il Pd è percepito come il partito con la maggiore influenza rispetto all’appuntamento che il Paesi si appresta ad affrontare. Nonostante non sia la componente maggioritaria in Parlamento, il partito di Enrico Letta è visto come quello in grado di essere decisivo anche nell’orientamento degli alleati del M5S.

Sources e sentiment. I canali dove si sono sviluppate le conversazioni e il sentiment della rete

I canali social dove si sviluppano le maggiori conversazioni sono indicativi del fatto che l’argomento non risulta interessante per i giovani. Sono infatti Facebook e Twitter le piattaforme dove si parla maggiormente dell’argomento, mentre su Instagram si registrano meno dell’1% delle conversazioni totali. Negativo per oltre il 50% il sentiment sul Quirinale. Come già rilevato nella slide precedente si tratta di un segno di «insofferenza» verso l’impossibilità di una scelta diretta del presidente della Repubblica.

I parlamentari vogliono Draghi a Palazzo Chigi. Il sentiment dei politici sull’elezione del presidente della Repubblica

Nello stesso periodo oggetto dell’analisi, Socialcom ha analizzato anche le conversazioni sui canali ufficiali dei Parlamentari italiani.

Sono stati presi in esame i canali Facebook, Twitter, Instagram dei 945 parlamentari italiani. Per rendere omogenea e completa la ricerca sono stati utilizzate le stesse parole chiave relative alla prima parte dell’analisi: «Quirinale» e «Presidente della Repubblica».

Tra il 1° e il 30 novembre, sono stati rilevati 653 post, provenienti da 302 parlamentari, la gran parte dei quali è intervenuta sul tema con un solo post. Sono solamente sedici i Parlamentari che possono contare su più di cinque post.

In generale, il Parlamento non sembra essere in linea con il sentiment del Paese riguardo la figura di Draghi. I Parlamentari chiedono al Presidente del Consiglio di rimanere a Palazzo Chigi per garantire la continuità di governo e l’attuazione del Pnrr. Sono i parlamentari del M5S quelli maggiormente attivi sul tema, ma rilevante è il numero dei post pubblicati dai parlamentari del gruppo Misto.

Mentions ed Engagement. L’andamento delle conversazioni in rete
I canali social dei Parlamentari analizzati sono Facebook, Twitter e Instagram.

Considerando il periodo di rilevazione, le mentions (original post) riferite al tema sono state 653 che hanno generato un engagement (Somma di tutte le interazioni degli utenti sui singoli post) di 622,46K.

Si registra un picco di pubblicazioni particolarmente rilevante il 15 novembre in corrispondenza con la pubblicazione di alcuni retroscena sui quotidiani circa l’attivismo di alcuni esponenti di Forza Italia nella ricerca di voti per Silvio Berlusconi.

Particolarmente discusse le parole di Gianfranco Micciché su un presunto accordo tra Berlusconi e Renzi in vista delle elezioni per il nuovo presidente della Repubblica.

I partiti più attivi. I Parlamentari del gruppo Misto consapevoli del proprio ruolo decisivo

Il M5S è il partito maggiormente attivo sul tema. I parlamentari pentastellati seguono la linea dettata dal leader Giuseppe Conte e intervengono spesso per allontanare le ipotesi riguardanti un loro appoggio a Silvio Berlusconi.

Particolarmente rilevante è l’attivismo dei parlamentari del Gruppo Misto. Sono 138 in totale i post pubblicati iscritti al Misto (su un totale di 653). Tra le parole maggiormente utilizzate ci sono: «governare», «continuare», «continuità», a dimostrazione di come ci sia una diffusa preoccupazione per la fine anticipata della legislatura (che potrebbe arrivare in caso di elezione di Draghi).

Mentre Lega e Fdi al momento sembrano defilati, Forza Italia e Pd si mostrano tra le componenti parlamentari più attive. Un aspetto dovuto ai numerosi interventi pubblici di Enrico Letta e Silvio Berlusconi sul tema.

Top Terms&Hashtags. Parole più utilizzate dai parlamentari in riferimento al Quirinale

Tra i termini e gli hashtags più utilizzati troviamo alcuni spunti di riflessione:

– Sono sempre Mario Draghi, Silvio Berlusconi e Sergio Mattarella i nomi dei politici più associati al tema. L’ex presidente della Bce è considerato indispensabile dai Parlamentari per la prosecuzione dell’esperienza di governo di unità nazionale e l’attuazione del Pnrr.

– Pd e M5S sono invece i due partiti più menzionati nei post dei Parlamentari, a riprova di come, in particolar modo i 5Stelle, siano decisivi per l’elezione del nuovo capo dello Stato. Il M5S è ancora infatti il partito di maggioranza relativi in entrambi i rami del Parlamento.

–  Le conversazioni dei Parlamentari sottolineano in particolar modo la centralità del Parlamento rispetto all’elezione del presidente della Repubblica. Rispetto al resto del Paese, non emergono discussioni riguardanti l’elezione diretta del capo dello Stato.

– Ad ogni modo, tutte le forze politiche sembrano concordi nell’individuare una figura largamente condivisa e che possiamo in qualche modo rispecchiare il sentimento di unità nazionale.

Quirinale, in rete è testa a testa Draghi-Berlusconi. L'indagine Socialcom

Una ricerca condotta da Socialcom, con l’ausilio della piattaforma Blogmeter, ha analizzato per Askanews le conversazioni in rete nel mese di novembre per capire il sentiment degli italiani sull’elezione del capo dello Stato. Ecco tutti i risultati

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