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Il rapporto tra Italia ed Emirati Arabi Uniti sta entrando in una fase di sviluppo strategico senza precedenti. Non si tratta più soltanto di scambi commerciali, ma di un’integrazione strutturale tra industria, innovazione e diplomazia. Dinamiche affrontate anche il 27 ottobre, quando la giornata si è aperta con i saluti istituzionali di rappresentanti del mondo diplomatico e istituzionale italiano ed emiratin, con gli interventi di Dario Scannapieco, amministratore delegato di Cdp, e Badr Al-Olama, direttore generale di Adio, Abu Dhabi Investment Office.

L’appuntamento ha segnato l’avvio della collaborazione sancita dal Protocollo d’Intesa siglato nella cornice del Forum di febbraio tra i due enti e mira a favorire investimenti diretti nei rispettivi Paesi, valorizzando le competenze delle due istituzioni per accompagnare le imprese italiane verso nuove opportunità di investimento negli Emirati Arabi Uniti e sostenere l’ingresso delle aziende emiratine supportate da ADIO nel mercato italiano. “Nel corso dell’incontro – spiega Cdp – rappresentanti del mondo imprenditoriale dei due Paesi si sono confrontati in tavole rotonde dedicate alle prospettive di collaborazione in settori strategici per le due economie quali energia rinnovabile, digitale e infrastrutture”. L’evento ha rappresentato anche l’occasione per la firma di nuovi accordi che rafforzano il quadro di cooperazione bilaterale. Tra questi, un’intesa tra Cdp e la Direzione Generale della Camera di Commercio di Abu Dhabi (Adcci), finalizzata alla promozione della piattaforma di Business Matching di Cdp tra le imprese di entrambi i Paesi.

D’altronde, i dati del primo semestre 2025 confermano una tendenza chiara: le esportazioni italiane di macchinari per l’imballaggio e la trasformazione alimentare hanno raggiunto 161 milioni di euro, con una crescita del 58,3% per l’imballaggio e dell’87,5% per la trasformazione alimentare. L’Italia detiene oggi quote di mercato rispettivamente del 34,7% e del 35,4%, consolidando la propria posizione di partner industriale di riferimento. Nel 2024, lo scambio commerciale non-oil ha raggiunto 51,8 miliardi di AED, con un aumento del 21% rispetto all’anno precedente, e nel primo semestre del 2025 ha già toccato i 25,6 miliardi di AED, confermando un trend di ulteriore crescita.

Gli Emirati stanno investendo in modo massiccio nello sviluppo del settore manifatturiero alimentare, che vale oggi circa 23 miliardi di dollari e che, secondo le previsioni, più che raddoppierà nei prossimi anni. In questo contesto, la tecnologia e il know-how italiani si impongono come partner ideali per sostenere la diversificazione economica e la sicurezza alimentare del Paese. La presenza italiana sarà particolarmente significativa a Gulfood Manufacturing 2025, in programma a Dubai dal 4 al 6 novembre, dove 252 aziende italiane parteciperanno con un padiglione nazionale coordinato dall’Agenzia Ice (Italian Trade Agency) e da Ucima (Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il confezionamento e l’imballaggio). Come ha sottolineato l’ambasciatore Lorenzo Fanara, “non è solo commercio: è una partnership industriale profonda che integra l’innovazione italiana nella visione emiratina di efficienza e sostenibilità”.

Parallelamente, la cooperazione bilaterale si sta rafforzando anche sul piano istituzionale e finanziario. A Roma è stato firmato un Memorandum of Understanding tra la Camera di Commercio di Abu Dhabi e Cassa Depositi e Prestiti, con l’obiettivo di promuovere investimenti congiunti nei settori delle industrie avanzate, delle energie rinnovabili, delle biotecnologie e della logistica. Nello stesso contesto si è svolto un incontro tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il suo omologo emiratino Abdullah Al Nuaimi, incentrato su temi di grande rilevanza come l’estradizione, la cooperazione giudiziaria, la lotta al riciclaggio e il tracciamento degli asset virtuali. Si tratta di un segnale concreto della volontà comune di rafforzare la collaborazione anche sul fronte della sicurezza e della legalità.

L’Italia non è più soltanto esportatrice di tecnologie, ma sempre più partner nello sviluppo industriale e tecnologico del Paese del Golfo. Le piccole e medie imprese italiane trovano negli Emirati Arabi Uniti un hub strategico per espandersi nei mercati asiatici e africani, mentre Abu Dhabi offre capitali, infrastrutture e una visione di lungo periodo per la realizzazione di joint venture nel campo della digitalizzazione e della produzione sostenibile.

Il 2025 segna dunque un passaggio decisivo: da una relazione commerciale eccellente a una partnership integrata e strutturale. L’Italia porta in dote competenze, design e sostenibilità; gli Emirati offrono risorse finanziarie, mercati e ambizione globale. In un Medio Oriente in rapida trasformazione, l’asse Roma–Abu Dhabi si propone come modello di cooperazione euro-araba basato su innovazione, legalità e visione condivisa. La prossima tappa sarà Gulfood Manufacturing 2025 e i progetti che nasceranno dal Memorandum tra CDP e la Camera di Commercio di Abu Dhabi, che rappresentano il banco di prova per misurare la capacità di trasformare questa alleanza in investimenti concreti e duraturi.

Così (con Cdp) cresce l'intesa Roma-Abu Dhabi

Cassa depositi e prestiti e l’ente emiratino responsabile del sostegno agli investimenti del settore privato hanno avviato una nuova cooperazione volta a promuovere iniziative bilaterali. Nel corso di un incontro tenutosi a Roma lunedì, è stato siglato un accordo per estendere la piattaforma di Business Matching di Cdp alle imprese di entrambi i Paesi

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