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Per chi come Raffaele Fitto, attuale vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega alla Coesione e le riforme, ricorda bene i primi passi dei conservatori europei a Bruxelles non è difficile fare un’equazione politica tarata sull’oggi.

Quel piccolo gruppo di europarlamentari (Fidanza, Procaccini, Fitto) in una legislatura e mezzo ha visto lievitare consensi e peso specifico, relazioni progettuali con altri partner europei e numero di eletti, arrivando al risultato del 2025. “Questo gruppo si tiene a Roma, segnalando in modo particolare la rilevanza e il ruolo fondamentale che anche la delegazione italiana e l’esperienza di governo di Giorgia Meloni sta avendo come impatto politico all’interno del gruppo dei conservatori e nelle dinamiche europee”, ha spiegato Fitto. Di fatto il racconto degli ultimi sette anni, con il balzo in avanti definitivo segnato dalle scorse elezioni politiche europee.

Gli Ecr Study Days

Fitto è in questi giorni nella capitale in occasione degli Ecr Study Days in corso a Roma, quattro giorni per riflettere sul ruolo e sulle priorità delle forze di centro-destra e conservatrici nell’Unione europea, alla presenza di delegazioni provenienti da 18 Stati membri del Gruppo Ecr.

L’apertura dei lavori è stata affidata ai copresidenti Nicola Procaccini e Patryk Jaki, affiancati da Carlo Fidanza, in precedenza c’è stata anche un’udienza privata con Papa Leone XIV. I dibattiti stanno riunendo importanti rappresentanti politici europei e nazionali con esperti del settore, della ricerca, della magistratura e delle istituzioni religiose.

Due gli elementi maggiormente significativi dell’appuntamento romano. Primo, la visione che i conservatori hanno dell’Europa e dei grandi cambiamenti che la stanno attraversando. Secondo Fitto la direzione da imboccare deve essere duplice: da un lato rafforzare molto il mercato interno superando le barriere interne che possono rappresentare una grande opportunità di crescita, e dall’altro creare le condizioni per rafforzare la dimensione esterna del contesto europeo, dialogando con tutti i diversi interlocutori istituzionali, “ed evitando che un dibattito anche complesso qual è quello che viviamo in questa fase con gli Stati Uniti possa condizionare la valutazione che deve rimanere quella di un dialogo occidentale che possa rafforzare sempre questa dinamica e che possa portare avanti i valori che l’Unione europea porta avanti da sempre che sono quelli del rispetto, della democrazia e che soprattutto possa dare una dimensione e una prospettiva in questa direzione”.

Secondo, incidere sulle decisioni finali che l’Europa deve assumersi, sia da un punto di vista parlamentare sia dal punto di vista delle scelte in seno alla Commissione.

Spazio, immigrazione, IA, difesa sono i quattro punti maggiormente salienti, ma devono essere preceduti da un approccio valoriale. Lo ha sottolineato Elena Donazzan, quando ha messo l’accento sul fatto che “non possiamo prescindere dall’essere cristiani”, con riferimento alla questione sulla scuola laica e il presepe? Secondo Donazzan le radici cristiane sono un’affermazione “della nostra identità, poi si può avere il dono della fede o no, ma non si può prescindere dall’essere cristiani”.

L’eurodeputata vicentina ha inoltre preso posizione sull’importanza di “parlare di difesa e di un servizio militare volontario”, considerandoli temi chiave per la sicurezza e la coesione dell’Europa.

Carlo Fidanza, capodelegazione di FdI al Parlamento Europeo e vicepresidente di Ecr, non ha dubbi: le sfide dell’agenda europea sono date da temi nevralgici come agricoltura, difesa, industria, Green Deal, “tutti i temi che sono al centro del nostro impegno”.

In questo senso proprio il gruppo Ecr si è distinto per l’interesse sull’Edip. Nel 2024 la Commissione ha pubblicato una proposta di regolamento sul programma per l’industria europea della difesa e sul quadro di misure per garantire la disponibilità e l’approvvigionamento tempestivi di prodotti per la difesa (Edip). Il testo è stato approvato dalla plenaria di Strasburgo e la relatrice ombra era proprio l’europarlmentare di Ecr/FdI Elena Donazzan.

Così i conservatori di Ecr provano a cambiare l'Ue (con la spinta di Meloni)

A Roma le giornate di studio dei conservatori europei, tarate su temi come spazio, immigrazione, agricoltura, Ue e difesa, hanno messo a fuoco oltre a settori altamente strategici anche il ruolo dell’Italia all’interno dei cambiamenti di postura Ue su una serie di ambiti. L’impatto politico del governo Meloni è evidente, ha spiegato il vicepresidente della commissione europea Raffaele Fitto

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