Skip to main content

Le grandi manovre per l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica sono entrate nel vivo. L’appuntamento non segnerà solamente il punto più alto di questa legislatura ma contribuirà molto probabilmente a delineare gli equilibri futuri del sistema politico.

Galvanizzato dal risultato delle recenti amministrative, Enrico Letta ha iniziato movimenti più o meno sotterranei per non arrivare impreparato all’appuntamento. E anzi per essere sin da ora il king maker della partita. Così come a destra, anche a sinistra l’imperativo è quello di rinsaldare le truppe dalla propria parte prima di iniziare la ricerca al “centro” o fra eventuali “infedeli” dei voti mancanti per raggiungere la maggioranza (che dal quarto scrutinio sarà semplice e non assoluta) dei “grandi elettori”.

Impresa non facile, dall’una e dall’altra parte, ma che a sinistra fa i conti con le difficoltà di gestione di truppe sciolte quale quelle grilline, le quali trovano un accordo su un solo obiettivo, in verità molto prosaico (segno dei tempi!): qualsiasi soluzione deve far sì che la legislatura non termini prima di settembre 2022, in modo da far maturare la pensione a molti parlamentari che difficilmente saranno rieletti.

In questo orizzonte, il grosso delle truppe grilline converge naturalmente con Enrico Letta che ha detto più volte che intende far continuare la legislatura fino alla fine naturale: ufficialmente per permettere a Draghi di terminare il suo ottimo lavoro, più sostanzialmente per provare a piazzare un “amico” della sinistra sul Colle più alto. E pazienza se il capo politico del Movimento, Giuseppe Conte, insieme forse a qualche nostalgico dem del vecchio governo, debba fare buon viso a cattivo gioco perché alle elezioni tutto sommato gli converrebbe andare il prima possibile.

Letta, in verità, un nome ieri lo aveva portato a tavola, nell’incontro di pranzo con l’ex presidente del Consiglio: quello di Paolo Gentiloni, che avrebbe pure la (non da sottovalutare) “benedizione” di Bruxelles. Sembra però che i grillini, e lo stesso Conte, non gradiscano fino in fondo. Il problema, Gentiloni o non, è che l’ipotesi più logica per Letta al fine di trovare voti al “centro” è quella di puntare dritto su Forza Italia, per riproporre a Roma (oggi nel voto per il Quirinale domani per altro ancora) la “maggioranza Ursula” che regge l’Unione. E con tutta probabilità il Letta zio, cioè Gianni, lo sta aiutando nell’operazione.

L’ala più antisalviniana dei forzisti, che annovera i tre ministri, ha fra l’altro già mostrato disponibilità, facendo indispettire non poco il Cavaliere che invece ha chiuso le porte (almeno per il momento) ad ogni ipotesi di convergenza con la sinistra ben sapendo che un appoggio alla sua candidatura (che è quello a cui lui più tiene) sarebbe impossibile da quella parte: i grillini, soprattutto, ma non solo, non si spingerebbero fino a tanto!

Non è dato sapere con certezza se Draghi aspiri al Colle già a gennaio, ma è molto probabile. Sinistra e Berlusconi per i motivi suddetti lo vorrebbero invece ancora a Palazzo Chigi. Ferma restando la fedeltà di Salvini a Berlusconi (“se si candiderà lo appoggeremo” ha detto), paradossalmente è proprio il leader della Lega che, se il tentativo (in verità difficilissimo seppur non impossibile) del Cavaliere fallisse, sarebbe l’unico a cui una soluzione Draghi tutto sommato potrebbe non dispiacere. Un Salvini che si facesse allora artefice di questa operazione guadagnerebbe in credito (internazionale) e autorevolezza e soprattutto potrebbe contare su un Capo dello Stato non ostile per i prossimi sette anni.

Letta, Conte e gli altri alla partita del Colle. La bussola di Ocone

Pressing di Conte su elezioni e un nome portato avanti da Letta, cioè Paolo Gentiloni, che avrebbe pure la “benedizione” di Bruxelles. Ma il problema, Gentiloni o non, è che l’ipotesi più logica per il leader del Pd al fine di trovare voti al “centro” è quella di puntare dritto su Forza Italia, per riproporre a Roma (oggi nel voto per il Quirinale domani per altro ancora) la “maggioranza Ursula” che regge l’Unione. La bussola di Corrado Ocone

Digitale

Gli scenari del decennio digitale europeo e italiano. Report I-Com

Nel 2026 sarà il Friuli Venezia Giulia la prima regione italiana per copertura ad almeno 1 gigabit per secondo, con una percentuale vicina all’84% dei numeri civici. Lo rivela un’elaborazione curata dal team di ricerca dell’Istituto per la Competitività (I-Com). Il nostro Paese è ventesimo in Europa nella speciale classifica che misura da un lato lo sviluppo delle infrastrutture e dall’altro il grado di digitalizzazione dei cittadini

Odio online, una sentenza cambia le sorti dei social (e dei politici)

Il 2 settembre 2021 potrebbe rappresentare il D-day per le piattaforme social, Facebook in primis, uno spartiacque profondo per chi condivide odio online

Washington incolpa l’Iran dell’ultimo attacco subito in Siria

Gli Stati Uniti accusano direttamente l’Iran per un attacco con droni in una base siriana che ospita militari americani

Esg, tra approccio integrato alla sostenibilità e rivoluzione digitale

La rivoluzione digitale rappresenta la sintesi delle tre dimensioni della sostenibilità: economica, sociale, ambientale. Digitalizzare significa porre le basi per ridurre le disuguaglianze e garantire pari opportunità nell’utilizzo della rete e nello sviluppo di una cultura dell’innovazione, contrastando così nuove forme di analfabetismo e di discriminazione. L’intervento di Michelangelo Suigo, direttore Relazioni esterne, comunicazione e sostenibilità Inwit

Formiche presenta "Il Tesoriere" di Gianluca Calvosa

Mercoledì 27 ottobre, alle h. 18.30 LIVE sulla nostra pagina Facebook e su Formiche.net, Gianluca Calvosa presenta il suo romanzo di esordio insieme a Marco Follini e Antonio Misiani

Gas, ecco come il ricatto russo indebolisce l’Ue

Bollette russe. Se il gas di Putin divide l'Ue

La dipendenza europea dal metano russo è dolorosamente evidente. Mentre Putin continua a usare Gazprom come uno strumento di influenza geopolitica, è scontro in Ue tra chi non ci sta (Italia inclusa) e chi schiaccia sul freno (come la Germania). Ecco il terreno di gioco, in vista del consiglio energetico straordinario di martedì

Il rilancio della Difesa europea secondo Guerini

Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, si è recato oggi alla sede tedesca di Occar, l’organizzazione europea per la collaborazione in materia di armamenti. La visita si inserisce nel quadro delle iniziative europee di Difesa comune, tema al centro delle recenti ministeriali di Nato e Ue, tra autonomia e legame transatlantico

Manovre navali nell'Indo Pacifico. Così Cina e Russia provocano Tokyo

Russia e Cina approfondiscono la loro cooperazione con attività congiunte nell’Indo Pacifico. Obiettivo: il Giappone, simbolo dell’Occidente nel quadrante

Chi è Claudia Diaz, l’infermiera-tesoriere di Chavez che sarà estradata negli Usa

Le autorità spagnole hanno approvato l’estradizione della donna, molto vicina a Hugo Chavez. È accusata di corruzione, riciclaggio di denaro e associazione criminale, e ricercata anche dal regime venezuelano

×

Iscriviti alla newsletter