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Ve l’avevo detto. È questa la sintesi del messaggio della deputato del Partito democratico Alexandria Ocasio-Cortez. In queste ore incerte, in attesa dell’esito delle elezioni presidenziali statunitensi, la giovane politica ha pubblicato un duro tweet:  “Non commenterò molto i risultati di stasera poiché sono in evoluzione e in corso, ma dirò che abbiamo lanciato l’allarme sulle vulnerabilità dei democratici con i latinos per molto, molto tempo”. E ha aggiunto: “C’è una strategia e un percorso, ma lo sforzo necessario semplicemente non è stato messo in pratica”.

Uno dei pochi dati certi del voto americano è la scarsa performance del candidato dem Joe Biden tra gli elettori ispanici nello Stato della Florida. Anche questa volta, il presidente uscente, il repubblicao Donald Trump, è riuscito a fare leva sui latini. Ma questa volta, anche alla luce di un’affluenza record, ha ricevuto molti più voti, specialmente nella contea Miami-Dade. Una delle chiavi del successo è stata la leva su venezuelani e cubani.

LA STRATEGIA VINCENTE DI TRUMP

Sono anni che Trump è impegnato nel corteggiamento, anche molto diretto e aggressivo, della comunità cubana, venezuelana e colombiana a Miami. Uno dei messaggi più forti del candidato repubblicano in questa campagna elettorale è che Biden è stato rapito dai radicali e socialisti, ed è stato ben accolto dalla comunità ispanica. A questo bisogna aggiungere che in generale gli elettori ispanici hanno dimostrato per molto tempo avere meno lealtà di partito che gli elettori bianchi e afroamericani, per cui sono più disposti a cambiare scelta in un’elezione.

Lo sforzo di Biden per recuperare consenso tra questi elettori è stato scarso e tardivo, come ha sottolineato Ocasio-Cortez. E questo può risultare fatale nella corsa verso la Casa Bianca. Come ricorda il New York Times, molti degli Stati decisivi, tra cui Florida, Texas, Arizona e anche Pennsylvania, hanno una grande densità di popolazione latina.“Biden ha fatto pochi sforzi – tardivi, anche – per attrarre il voto latino? Ha fatto un errore strategico che potrebbe essere la versione 2020 di Hillary Clinton, che diede per scontato il Wisconsin nel 2016?”, si chiede il quotidiano della Grande Mela.

Lorella Praeli, presidente della Community Change Action, un gruppo progressista con sede a Washington che ha cercato di mobilitare gli elettori latini, ha spiegato al New York Times che si era potuto fare molto di più: “Come partito arriviamo sempre in ritardo al gioco. Sprechiamo opportunità di convincere alle persone, per prendere il potere”.

IL COVID E LA DISTANZA SOCIALE

La pandemia Covid-19 è stato un altro problema per la campagna elettorale di Biden. Per Julian Castro, ex sindaco di San Antonio ed ex segretario della Casa e dello Sviluppo urbano durante l’amministrazione di Barack Obama, agli elettori latini piace il contatto con la persona.

“Il problema centrale ha origine non solo nell’inconsistenza degli sforzi del partito (democratico, ndr) per arrivare agli elettori latini – si legge sul New York Times –, ma anche nei dettagli della campagna di Biden nelle primarie. Quella è stata un’operazione con poca liquidità che si è centrata sugli elettori di colore, un gruppo corteggiato per molto tempo dall’ex vicepresidente”. Biden cominciò a pensare ai latinos solo durante l’estate, forse era troppo tardi.

IL DEBITO DI OBAMA

Il giornalista Jorge Ramos crede che per molti latini, i democratici sono buoni ma solo con le promesse. Ma ora è arrivato di dimostrare che possono onorarle. La grande promessa mancata del Partito democratico riguarda la riforma migratoria, che avrebbe regolarizzato circa 11 milioni di immigranti senza documenti negli Stati Uniti.

“La promessa originale la fece Barack Obama quando era candidato alla presidenza nel 2008”, ha scritto Ramos in un op-ed sul New York Times. “Vinte le elezioni, non rispettò la promessa durante il primo anno di governo, come aveva detto […] I latini non hanno dimenticato la promessa di Obama. Per questo il Partito democratico ha un latino problem”.

Molte sono le promesse di Biden per gli elettori latini nella campagna elettorale: riforma migratoria per regolarizzare 11 milioni di persona senza documenti; legalizzazione dei giovani interessati dal Deferred Action for Childhood Arrivals (Daca), i cosiddetti dreamers; e infine lo Status di protezione temporanea per i venezuelani, una promessa fatta anche da Trump, che però sembra avere avuto più credibilità.

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