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Angela Merkel è preoccupata. Preoccupata come mai fino ad ora. Dall’inizio della pandemia ogni suo intervento pubblico ha visto un crescendo nell’emotività riversata in ogni parola, gesto, espressione del volto. E l’ultimo discorso pronunciato di fronte al Bundestag ne è stato l’acme; la Cancelliera ha usato una gestualità che esprimeva dolore e preoccupazione, un colore nell’intonazione delle parole che mostrava vicinanza e rammarico, espressioni del volto contrite e angosciate.

Angela Merkel è uno dei pochi leader che riesce a trasmettere empatia mentre dà notizie scientifiche, vicinanza mentre consiglia di non stare vicini, senso di unità mentre impone di rispettare regole che allontanano.

Il suo modo di fare algido degli scorsi anni ha ceduto il passo a una comunicazione sempre calma ma più viva e senza personalismi; più coinvolgente ma senza cadere in discorsi troppo di colore; puntuale ma senza voler spiccare. Di fronte ai parlamentari di maggioranza e opposizione ha giunto le mani e inchinato leggermente il busto come per trasmettere il reale dispiacere che prova “dal profondo del cuore” per chi ha messo “amore” nel “preparare gli stand per il vin brûlé e per i waffle”.

Cuore, amore, waffle: parole morbide in un momento di austerità pronunciate con la voce quasi rotta. E quell’inchino ha fatto capire che l’attività ludica di girare per i mercatini di Natale, avvolti dal freddo e dagli odori invernali, è in realtà una cosa seria, di cui si preoccupa davvero. Ha chiuso gli occhi e parlato un po’ più velocemente del solito, come per rendere quel discorso più un dialogo con il suo popolo. Ha accolto gli applausi dei parlamentari di maggioranza senza sorrisi, ma battendo più volte le ciglia e riprendendo a parlare poco dopo.

E da questo discorso abbiamo capito due cose. La prima: i problemi in stile “andare a sciare sì o no” ci sono anche in Germania. Girare per i mercatini, bere gluhwein e mangiare waffle sono rituali che accomunano tutti i tedeschi. Ma c’è chi pensa siano un’abitudine indispensabile – anche per l’economia – e chi crede siano incompatibili a fronte dei 590 morti di ieri. La seconda è che l’opposizione tedesca, anche di fronte a questa emotività conciliante di Merkel, si sta continuando a comportare come tale: l’AfD, il partito di estrema destra nazionalista, ha definito “grottesca e improvvisata” la linea del governo Merkel contro la pandemia. Alice Weidel, capogruppo di AfD al Bundestag, rivolgendosi alla Cancelliera ha detto: “Lei rinchiude le persone e distrugge interi settori dell’economia”. Ma anche i partiti meno estremisti non si sono risparmiati. Il leader liberale Christian Lindner ha accusato la Große Koalition di “annunci contraddittori” e di “continui cambi di direzione” nelle regole che i cittadini devono seguire. Lindner ha parlato anche del tema degli incontri privati, argomento delicato anche tra maggioranza e opposizione in Italia. I divieti, per il leader liberale, sono “puramente simbolici, privi di conseguenza e limitativi delle libertà personali”.

E l’opposizione si sta comportando come tale nonostante la Germania sia il Paese europeo che ha elargito più aiuti di Stato: 285 miliardi, vale a dire “194 miliardi di erogazioni pubbliche in più rispetto all’Italia”. Critica la Cancelliera anche se i cittadini tedeschi – tutti – hanno ricevuto i sussidi senza intoppi: sin dalle prime transazioni di aprile gli aiuti sono arrivati in pochi giorni sui conti correnti.

La prima pagina del principale giornale tedesco Bild il giorno dopo il discorso del 9 dicembre 2020: “Merkel avverte che potrebbe essere l’ultimo Natale con nonna e nonno”

Ma la terza cosa che possiamo capire da questo discorso è che la Cancelliera nei quasi 16 anni di governo ha modulato la propria comunicazione con intelligenza e arguzia, adattandosi agli scenari, senza sottovalutarli e neppure esaltarli. Angela Merkel non è mai stata più preoccupata di così perché ha capito da subito di trovarsi di fronte alla “più grande sfida dalla Seconda guerra mondiale”, come lei stessa ha detto.

Cuore, amore e waffle. La nuova dialettica di Angela Merkel

La cancelliera è preoccupata. Preoccupata come mai fino ad ora in vista del Natale. Dall’inizio della pandemia ogni suo intervento pubblico ha visto un crescendo nell’emotività riversata in ogni parola, gesto, espressione del volto. E l’ultimo discorso pronunciato di fronte al Bundestag ne è stato l’acme

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