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La nave esplorativa turca Oruc Reis ha lasciato la piattaforma continentale greca e fatto ritorno sabato al porto di Antalya. Inoltre, Ankara ha ritirato l’allerta navale relativa alle esplorazioni sismiche in mare. Sembrano gli ingredienti perfetti per una de-escalation nel Mediterraneo orientale dopo settimane di tensione per la sovranità delle acque che hanno richiesto l’intervento dell’Unione europea attraverso un dialogo guidato dal presidente francese Emmanuel Macron e della diplomazia americano, con il segretario di Stato americano Mike Pompeo di passaggio in Cipro.

Il presidente greco Kyriakos Mitsotakis ha espresso soddisfazione per una svolta che sembra preludere al dialogo.: “Finché la Turchia mostra una seria volontà di de-escalation”, ha dichiarato, “sarò il primo a volermi sedere al tavolo dei negoziati. Prima a un livello di esplorazioni, poi su misure di reciproca fiducia, in modo che potremo lasciarci alle spalle questo periodo di tensioni, di cui penso nessuno possa beneficiare. Solo il dialogo, in assoluta buona fede e senza provocazioni, è la soluzione per l’unica questione di attrito con la Turchia, che è la definizione della nostra giurisdizione marittima”.

Dopo il viaggio di Pompeo, il ministro della Difesa, Hulusi Akar, che fino a due giorni fa consigliava ai greci il silenzio per non essere divorati, domenica ha cambiato del tutto registro annunciando il rientro della Oruc Reis, scortata da navi militari turche. “Tutti i movimenti della Oruc Reis vengono condotti come programmato. Non abbiamo abbandonato i nostri diritti legali”, ha detto il ministro Akar esprimendo inoltre preoccupazione per la visita del presidente greco Katerina Sakellaropoulou a Castelrosso (Kastellorizo) per festeggiare il 77esimo anniversario della liberazione dell’isola dell’Egeo orientale, che si trova a breve distanza dalla costa turca. “La Grecia ha armato 18 isole in violazione degli accordi internazionali. Atene sta cercando di acuire le tensioni nella regione, distruggendo così l’opportunità di dialogo”, ha detto Akar, invitando la Grecia a “astenersi da misure provocatorie che portano all’escalation”.

Come ricorda l’Agenzia Nova, recentemente, Francia e Italia hanno condotto esercitazioni congiunte con la Grecia e con Cipro, nell’ambito delle manovre navali Eunomia 2020 nell’ambito dell’iniziativa denominata “Cooperazione quadripartita Italia – Francia – Cipro – Grecia”. Va rilevato, tuttavia, come il cacciatorpediniere italiano Luigi Durand de La Penne abbia partecipato anche a una attività addestrativa di “passaggio” con la Marina turca durante il transito verso Cipro. In caso di passaggio ravvicinato tra attività Nato, infatti, è prassi consolidata approfittare dell’occasione per condurre delle attività di addestramento congiunto.

Intervistato da Formiche.net nei giorni scorsi, Lucio Caracciolo, direttore di Limes, si diceva convinto che “un Club Med, al di là delle sue modeste dimensioni, sia importante per l’interesse nazionale italiano che si decide tutto fra le sponde dell’Europa meridionale e del Nord Africa. Però oggi una rottura totale con la Turchia non possiamo permettercela”. Ciò in virtù del fatto che “la Turchia ha in mano Tripoli, cioè i flussi migratori dal Nord Africa alle coste siciliane. E perché, piaccia o no, è l’unico interlocutore esistente oggi in Libia. È davvero il caso di dire che Sarraj è una ‘testa di turco’. C’è un bicchiere mezzo pieno: ora se abbiamo un problema almeno abbiamo un numero di telefono da chiamare”.

Khashoggi, Turchia erdogan

Fra Grecia e Turchia diminuisce (un po') la tensione. Ecco perché

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