Skip to main content

La manifestazione di ieri a Torino contro lo sgombero della sede di Askatasuna, avvenuta il 18 dicembre scorso, è degenerata in serata con scontri tra forze dell’ordine e le frange violente presenti durante il corteo.

Più di cento gli agenti feriti, decine i manifestanti che hanno avuto bisogno di cure. Un video, fatto circolare da Stefano Esposito, ex senatore Pd, per 7 anni sotto scorta per le minacce No Tav, dell’aggressione subita dal poliziotto Alessandro Calista da un gruppo di dimostranti, ha scosso particolarmente le voci politiche e delle istituzioni.

Già ieri sera, subito dopo le prime diffusioni di immagini e video, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato il ministro dell’Interno Piantedosi per trasmettere la sua solidarietà all’agente aggredito, e anche a tutte le Forze dell’ordine a lavoro durante il corteo.

“Le immagini del vigliacco e infame pestaggio di un poliziotto da parte di questi squadristi rossi confermano l’urgenza di ricorrere a nuovi e più forti strumenti per sconfiggere i violenti e i delinquenti che si nascondono dietro i movimenti ed il diritto di manifestare”, ha poi detto Piantedosi. “La settimana prossima sarà quella in cui discuteremo e lavoreremo per proporre nuove norme anche per questo. La Repubblica italiana ha già sconfitto il terrorismo e sconfiggerà anche questo movimento antagonista ormai chiaramente eversivo”, ha concluso.

Questa mattina Giorgia Meloni si è recata alle Molinette per andare a trovare il poliziotto ricoverato, e ha affermato che quello a cui si è assistito è stato un “tentato omicidio” non una protesta.

Ieri sera a caldo la sua reazione è stata affidata ai suoi social: “Quanto accaduto oggi a Torino, durante il corteo degli antagonisti contro lo sgombero dello stabile Askatasuna, è grave e inaccettabile. Uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della Polizia. Le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato. A farne le spese sono state le Forze dell’ordine, costrette a fronteggiare una vera guerriglia urbana, e alcuni giornalisti, aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro. A loro va la mia piena solidarietà, insieme a quella ai cittadini danneggiati, che hanno pagato il prezzo di una violenza cieca e deliberata. Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni. Il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende. Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere. Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all’impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile”.

“Delinquenti quelli di Askatasuna: peggio di loro c’è solo chi li difende, coccola, giustifica o protegge. Solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine, avanti tutta con arresti, sgomberi e nuovo pacchetto sicurezza”, è stato il pensiero del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.

“Torna la violenza degli anarchici di Askatasuna contro le forze dell’ordine. A Torino devastano il centro della città come hanno sempre fatto. Ecco perché servono le nuove norme sulla sicurezza che il governo sta preparando. Sono solidale con poliziotti, carabinieri e finanzieri che garantiscono l’ordine pubblico nel nostro Paese”, ha scritto invece su X Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri.

Anche il sindaco del capoluogo piemontese, Stefano Lo Russo, ha condannato i “gravi disordini, causati da frange violente organizzate e a volto coperto infiltrate nella manifestazione, che si sono staccate dal corteo dando luogo ad azioni di violenza e devastazione. Si tratta di comportamenti criminali che hanno messo a rischio la sicurezza delle persone e provocato gravissimi danni alla città. Esprimo piena e totale solidarietà alle forze dell’ordine, che hanno dimostrato grande professionalità e senso di responsabilità. Esprimo inoltre sincera solidarietà e vicinanza agli operatori dell’informazione e agli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti nello svolgimento del loro lavoro”.

Inoltre il primo cittadino ha ragionato sulla portata dei fatti di ieri sera: “Quanto accaduto dimostra in modo inequivocabile che il tema della violenza organizzata e dell’antagonismo non può essere ridotto all’occupazione di uno specifico immobile. Le scene raccapriccianti viste confermano che si tratta di una scelta deliberata e criminale di scontro e devastazione, che prescinde da qualsiasi decisione amministrativa e che va contrastata con determinazione sul piano dell’ordine pubblico e della legalità. Confidiamo che i responsabili vengano rapidamente identificati e assicurati alla giustizia, affinché rispondano pienamente delle loro azioni criminali. La Città di Torino si costituirà parte civile in tutti i procedimenti giudiziari a tutela della comunità, del patrimonio pubblico e dell’interesse collettivo”.

“Gli esponenti di Askatasuna sono i nuovi fascisti che dobbiamo combattere”, ha detto il governatore del Piemonte, Alberto Cirio.

“Mi rammarica che al corteo ci fossero dei parlamentari. E che il corteo partisse con la scritta ‘Torino è partigiana’. Io vengo da Alba, città partigiana, e i partigiani erano per la libertà: gli esponenti di Askatasuna invece sono i nuovi fascisti. Askatusuna in basco vuole dire libertà, ma a Torino vuole dire solo violenza. È intollerabile, la prefettura mi ha confermato che il video in cui si vede l’aggressione a un poliziotto è vero. Questa è una prova chiara della violenza avvenuta oggi a Torino. Ed è stata una violenza premeditata, perché si sapeva benissimo che sarebbe andata a finire così. Quella che poteva secondo qualcuno essere una manifestazione pacifica, è stata invece una manifestazione violenta”, ha concluso.

“Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile”, ha affermato la segretaria del Pd Elly Schlein. “La solidarietà mia e di tutto il Partito democratico va agli agenti delle Forze dell’Ordine e ai giornalisti colpiti e alla città di Torino, che hanno subito un’aggressione delinquenziale da parte di frange violente organizzate e a volto coperto. La nostra condanna della violenza è, come sempre, la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto”.

“Le immagini che arrivano da Torino sono inqualificabili. Il Movimento 5 Stelle condanna con la massima fermezza le violenze e le aggressioni perpetrate ai danni delle Forze dell’ordine e della troupe Rai”. Anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha condannato la violenza andata in scena ieri sera. “Atti che nulla hanno a che vedere con il dissenso democratico e che vanno respinti senza nessuna ambiguità. Agli agenti feriti e a tutti i professionisti coinvolti va la nostra piena solidarietà”.

“Alessandro non ha ancora 30 anni. Fa il poliziotto, ha un figlio, serve il suo Paese. È stato picchiato ieri sera da persone violente, cattive, ideologiche. Chi ha picchiato Alessandro deve essere assicurato alle patrie galere per anni. E chi difende i violenti non merita alcuna comprensione. Solidarietà ad Alessandro e alla Polizia di Stato senza se e senza ma”, ha scritto su X il leader di Italia Viva, Matteo Renzi.

Il leader di Azione, Carlo Calenda, rimarca sostenendo che “si conferma il fatto che Askatasuna altro non è che un gruppo di violenti pericolosi. Totale solidarietà di Azione alle forze dell’ordine”.

Scontri di Torino, la condanna trasversale di politica e istituzioni

Più di cento gli agenti feriti, decine i manifestanti che hanno avuto bisogno di cure. La manifestazione di ieri a Torino contro lo sgombero della sede di Askatasuna, avvenuta il 18 dicembre scorso, è degenerata in serata con scontri tra forze dell’ordine e le frange violente presenti durante il corteo. Queste azioni “non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta”, ha detto la premier Giorgia Meloni

Tra infowar e situazione di stallo, le prospettive della guerra in Ucraina secondo il gen. Jean

Ad oggi si può dire che anche alla Russia manca un piano “B”, cioè come continuare la guerra senza un forte appoggio cinese. Il piano “B” però manca anche all’Europa per continuare lo sforzo militare a sostegno dell’Ucraina, senza l’appoggio degli Stati Uniti, o senza attingere ai miliardi russi depositati soprattutto in Belgio. L’analisi del generale Carlo Jean

Allarme infrastrutture critiche. Cargo russo fermo sui cavi transatlantici britannici

Una nave cargo proveniente da Arkhangelsk resta ferma per ore sopra le infrastrutture critiche digitali transatlantiche lungo le coste britanniche. Scatta la sorveglianza della Royal Navy

Riapre Rafah, anche grazie al lavoro di EuBam e dell’Italia

Israele ha avviato una riapertura limitata e sperimentale del valico di Rafah, dopo oltre un anno di chiusura quasi totale, nel quadro del fragile cessate il fuoco su Gaza. Dietro questo equilibrio securitario c’è anche un contributo italiano: il ruolo dei Carabinieri nella missione Eubam ha favorito stabilizzazione, dialogo operativo e coordinamento tra le parti

Trump e il Venezuela: petrolio, India e transizione guidata per superare Maduro

Tra aperture politiche e leve energetiche, Trump difende una strategia composita sul Venezuela: ricomporre gli equilibri interni e reinserire Caracas nei flussi globali per accompagnare l’uscita dall’era Maduro. L’accordo sul petrolio con l’India diventa il perno di un riallineamento che isola l’Iran e ridisegna le priorità di Washington in America Latina

IA e sicurezza nazionale, il caso Ding cambia le regole del gioco. Ecco perché

La giuria federale di San Francisco riconosce Linwei Ding colpevole di spionaggio economico e di furto di segreti industriali relativi all’intelligenza artificiale. È il primo verdetto negli Stati Uniti su capi d’accusa di questo tipo legati all’AI

PurpleBravo, così la Corea del Nord colpisce la filiera IT con falsi colloqui di lavoro

Un gruppo cyber legato allo Stato nordcoreano, noto come PurpleBravo, prende di mira sviluppatori e aziende IT attraverso falsi processi di selezione e test di programmazione malevoli. L’operazione sfrutta identità fittizie e repository GitHub compromessi con rischi per la filiera del software, soprattutto nei servizi IT e nell’outsourcing. Il report di Record Future

Ora Trump negozia con l’Iran. Colpo di scena (o forse no)

Dopo settimane di escalation verbale e militare, Washington e Teheran confermano l’esistenza di canali di comunicazione attivi per evitare uno scontro diretto. L’apertura negoziale arriva però in un contesto ambiguo: mentre gli Stati Uniti mantengono una postura coercitiva nel Golfo, l’Iran segnala disponibilità al dialogo con Washington, ma irrigidisce il confronto politico con l’Unione Europea. Più che un colpo di scena, il quadro restituisce una dinamica già vista: pressione militare, diplomazia indiretta e messaggi differenziati a interlocutori diversi

Risk Initiative, per una rete di sicurezza dei cavi sottomarini resiliente. Scrive il ministro Lin Chia-lung

Di Lin Chia-lung

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Lin Chia-lung, ministro degli Affari esteri di Taiwan, dedicato alla sicurezza dei cavi sottomarini come tema emergente di sicurezza nazionale, resilienza strategica e competizione geopolitica. Il contributo analizza le minacce ibride che colpiscono le infrastrutture critiche, il contesto dello Stretto di Taiwan e l’iniziativa Risk, proponendo un approccio cooperativo e multilivello per rafforzare la protezione delle reti sottomarine come bene pubblico globale

Brandmen e cultura, il modello industriale dei creator al di là della fama. Il commento di Monti

Se oggi ogni soggetto può divenire un brand, e se ogni brand può rendere di più quando inserito all’interno di un valore economico d’impresa, allora più che immaginare una talent agency, nel futuro prossimo sarà forse possibile identificare ciascun creator come una società, e le varie agencies come delle vere e proprie holding. Il commento di Stefano Monti

×

Iscriviti alla newsletter