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La crescita della spesa militare europea sta modificando il ruolo industriale della Germania. Berlino non si limita ad aumentare gli acquisti per le proprie forze armate, ma sta attirando sul territorio nazionale produzioni finora concentrate negli Stati Uniti e favorendo la nascita di gruppi capaci di operare lungo una parte sempre più ampia della filiera. L’accordo sui missili Atacms tra Rheinmetall e Lockheed Martin e l’acquisizione di Ffg da parte di Deutz appartengono a settori differenti, ma indicano la stessa traiettoria.

La prima fabbrica estera degli ATACMS

Lockheed Martin e Rheinmetall hanno firmato un memorandum per trasferire nel sito tedesco di Unterlüß parte della produzione degli Army Tactical Missile System. Se arriveranno le autorizzazioni di Washington, l’impianto diventerà il primo a costruire gli Atacms fuori dagli Stati Uniti. Il progetto prevede una joint venture e un centro europeo per la produzione, l’integrazione e la distribuzione dei missili destinati agli alleati.

Unterlüß impiega circa 4 mila persone ed è già interessato da nuovi investimenti nelle munizioni d’artiglieria e nei motori a razzo. Rheinmetall prevede di avviare la produzione completa dei missili nel 2027 e di aumentarla nei due anni successivi. Il programma accompagna la riduzione della linea americana degli Atacms, mentre Lockheed Martin concentra le risorse sul nuovo Precision Strike Missile. Per ora, tuttavia, rimane un progetto industriale subordinato al trasferimento della tecnologia e all’approvazione statunitense.

Deutz cresce con i mezzi militari

Deutz ha concordato l’acquisto di Ffg per 1,6 miliardi di euro. L’azienda di Flensburg produce veicoli militari cingolati e mezzi logistici e fornisce servizi di manutenzione e ammodernamento per la Bundeswehr e altri clienti Nato. Il completamento dell’operazione è previsto tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.

Ffg ha realizzato nel 2025 ricavi per 760 milioni di euro e impiega circa 1.100 persone. L’acquisizione amplia una presenza nella difesa che Deutz aveva già avviato attraverso investimenti nella propulsione per droni e nei sistemi senza pilota.

Il riarmo diventa politica industriale

Questa espansione industriale riflette uno spostamento più ampio del baricentro europeo della difesa verso la Germania. Nel 2025 Berlino ha portato la propria spesa militare a circa 95 miliardi di euro, il doppio rispetto al 2021, diventando il maggiore investitore del continente in valore assoluto. Da sola ha concentrato circa un quarto dei 381 miliardi spesi complessivamente dai ventisette Paesi dell’Unione europea. Nessun altro governo europeo dispone della stessa combinazione di risorse finanziarie, capacità manifatturiera e continuità degli ordinativi. Il riarmo tedesco non alimenta quindi soltanto la modernizzazione della Bundeswehr, ma tende a riorganizzare intorno alla Germania una parte crescente della produzione militare europea, attirando capitali, tecnologie e capacità industriali.

La Germania si prepara a diventare la fabbrica del riarmo europeo

L’aumento della spesa militare sta trasformando la Germania in uno dei principali poli industriali della difesa europea. Il possibile trasferimento a Unterlüß di parte della produzione degli Atacms e l’acquisizione di Ffg da parte di Deutz mostrano come Berlino stia attirando tecnologie, investimenti e capacità manifatturiere, andando oltre il semplice rafforzamento della Bundeswehr. Il riarmo tedesco assume così una funzione di politica industriale e tende a spostare verso la Germania una quota crescente della produzione militare continentale 

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