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Le urne israeliane hanno parlato forte e chiaro. Sì a Benjamin Netanyahu. Sì al buon governo con il Likud. I cittadini hanno voluto premiare chi può e sa garantire stabilità al Paese, riconoscendogli – particolare di non poco conto – la soddisfazione di un riscatto anche sul piano personale all’indomani delle enormi pressioni per la vicenda giudiziaria che lo ha investito. Stabilità che resta la via maestra. E che proprio in Netanyahu trova un punto di riferimento saldo e autorevole. Una vittoria netta, quella di Bibi. Che la Lega ha accolto con gioia. Almeno in Israele, quando il governo cade, si va a votare: non si cincischia inutilmente con governicchi fondati su alleanze improbabili e costruiti ad arte solo per rimandare le elezioni per paura che le vinca il principale partito di opposizione.

In ogni caso, la Lega brinda a questo successo. E al trionfo della democrazia. Ribadiamo ancora una volta con forza tutto il nostro sostegno a Israele e la nostra vicinanza al suo popolo. Perché il processo di pace in Medio Oriente non può prescindere dal diritto di Israele di esistere, così come quello di difendersi e di garantire la sicurezza nel proprio territorio. È chiaro che se si vuole giungere ad una soluzione del conflitto in questa martoriata area del Medio Oriente occorrono innanzitutto realismo e senso di responsabilità. Doti che Benjamin Netanyahu ha.

In Parlamento lavoriamo ogni giorno per migliorare le relazioni tra Italia e Israele. In qualità di rappresentante del Protocollo di collaborazione tra Camera dei deputati e Knesset, ricordo in proposito che proprio la Lega ha presentato ben quattro mozioni – due al Senato a prima firma Matteo Salvini e altrettante alla Camera a prima firma Riccardo Molinari – per riconoscere la definizione di antisemitismo e per bloccare il boicottaggio di Israele. Mozioni sottoscritte da tutti i parlamentari della Lega. La mozione presentata al Senato sul riconoscimento della definizione di antisemitismo impegna il governo a promuovere tutte le iniziative per dare concretezza agli impegni previsti dalla risoluzione del Parlamento europeo n. 2017/2692 e adottare di conseguenza la definizione operativa contro l’antisemitismo formulata dalla International holocaust remembrance alliance.

Quella alla Camera prevede l’impegno del governo ad assumere ogni misura per prevenire e reprimere la circolazione e divulgazione di idee antisemite nel nostro Paese e a ribadire il rifiuto non soltanto dell’antisemitismo, ma anche dell’antisionismo, inteso come negazione del diritto di Israele a esistere come Stato indipendente e sovrano, espressione storica dell’aspirazione del popolo ebraico all’autodeterminazione e garanzia rispetto al rischio del ripetersi dell’Olocausto. Entrambe le mozioni contro il boicottaggio impegnano invece il governo a non finanziare e sovvenzionare in alcun modo organizzazioni che a vario titolo partecipino al boicottaggio dello Stato d’Israele e, in particolare, quelle che hanno formato l’appello di “Boycott, divestment and sanctions”. In altre parole, porte chiuse all’antisemitismo. La Lega continuerà sempre a contrastarlo con ogni mezzo.

Ecco perché plaudo alla vittoria di Netanyahu. Il commento di Formentini

Di Paolo Formentini

Le urne israeliane hanno parlato forte e chiaro. Sì a Benjamin Netanyahu. Sì al buon governo con il Likud. I cittadini hanno voluto premiare chi può e sa garantire stabilità al Paese, riconoscendogli - particolare di non poco conto - la soddisfazione di un riscatto anche sul piano personale all'indomani delle enormi pressioni per la vicenda giudiziaria che lo ha…

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