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GLI SCREZI PRE-ELETTORALI

La narrazione di Giuseppe Conte indebolito all’indomani del voto europeo è stata certamente la più accreditata. Poi, però, i conti vanno fatti con la realtà. Non è un’invenzione della stampa che nelle settimane precedenti il 26 maggio, Salvini e i leghisti non hanno gradito alcune posizioni del presidente del Consiglio. Soprattutto sul caso Siri. Accusato di aver fatto sì che la bilancia pendesse dalla parte de Cinque Stelle, il premier veniva considerato indebolito.

Ripetiamo, è l’ipotesi più accreditata. Bisogna, però, anche guardare la realtà. Nessuno ha messo in discussione la poltrona di Giuseppe Conte. Ieri è stato lui a tenere le redini della giornata, a fare il punto con Salvini e Di Maio, e poi ovviamente a riferire al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In politica, si sa, quel che è vero oggi non vale più domani.

UOMO DI GARANZIA

Dalla galassia M5S sembra propendere una volontà di rimanere nell’esecutivo. Ci si è affidati alla piattaforma Rousseau. Se dal voto dovesse emergere la volontà di proseguire, comincerebbe una nuova attività politica con Conte alla guida. Probabilmente con pesi e contrappesi diversi, anzi certamente, visto il risultato delle urne. Conte, però, ha dimostrato di essere affidabile nelle vesti di uomo di garanzia del contratto tra gli alleati, e via via nel corso dei mesi è diventato una figura sempre più autorevole sia dal punto vista istituzionale che mediatico.

È lui che sta gestendo questi giorni intricati. Anche oggi ha ricevuto i capigruppo di Lega e M5S alla Camera e al Senato. Pur con un diverso peso tra i due partiti, e pur con qualche irritazione leghista in campagna elettorale, Conte ha mostrato in questi mesi di essere il trait d’union che serviva per garantire coesione a Palazzo Chigi. Se, come sembra, la squadra dovesse ripartire, il passato giorno dopo giorno scolorirebbe. Come sta dimostrando l’attività della prima settimana post-elettorale. In questo momento la casa ha bisogno di Conte e ancora una volta il presidente del Consiglio potrebbe sorprendere la solita platea di scettici.

Avviso ai naviganti. È Giuseppe Conte il tessitore del (prossimo) governo

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