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L’era di Maurizio Landini alla guida della Cgil parte con un’apertura non scontata da parte delle imprese. Per la precisione Confindustria, che ieri per bocca del suo presidente, Vincenzo Boccia, ha invitato i sindacati italiani a sottoscrivere un patto imprese-lavoratori nel nome della crescita e della lotta al declino. “I tempi sono maturi per costruire un vero patto per il lavoro insieme a Cgil, Cisl e Uil”, è stato l’appello della Confindustria.

A Landini, l’ex capo della Fiom che ha preso il testimone di Susanna Camusso alla guida del principale sindacato italiano, Boccia ha teso la mano. “Lo incontreremo. Non entriamo nel merito delle scelte del sindacato. Con Cgil Cisl Uil c’è un tavolo aperto e dovremmo continuare a parlare di evoluzione del patto per la fabbrica”. Non che alla Cgil abbiano deciso di tirarsi indietro, anzi il sindacato punta a fare suo l’assist di Boccia. “Per la Cgil è importante rimettere al centro del dibattito nel nostro Paese il tema del lavoro, così come proponiamo da tempo. Insieme a Cisl e Uil abbiamo elaborato una piattaforma unitaria che abbiamo presentato al governo con le nostre proposte e che sarà al centro della manifestazione nazionale del 9 febbraio a Roma”, ha fatto sapere il sindacato di Landini.

Per la Confederazione lo spazio per Viale dell’Astronomia c’è, al massimo si trova. “Gli importanti accordi sulle relazioni industriali e sulle regole della rappresentanza raggiunti con Confindustria e con tutte le altre associazioni imprenditoriali pongono la questione di aprire la fase della loro piena applicazione. In particolare, è necessario che si giunga ad una legge capace di misurare la rappresentanza sindacale e datoriale e dare certezza alla validità erga omnes degli accordi sottoscritti”.

Formiche.net ha chiesto un commento a Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria, per capire se l’apertura degli industriali pone davvero le basi per una nuova stagione di relazioni. Panucci non ha dubbi. “Ieri il presidente Boccia ha ribadito che i tempi sono maturi per un vero e proprio patto per il lavoro con Cgil, Cisl e Uil come naturale estensione del patto per la fabbrica”. Secondo la numero due di Confindustria “le parti sociali concordano nel ritenere la creazione di lavoro, sano e produttivo, la mission principale da perseguire mettendo in campo tutte le iniziative utili a raggiungerlo a partire dall’apertura dei cantieri e dall’avvio di un grande piano per la manutenzione del territorio e la realizzazione d’infrastrutture strategiche”.

“In questo quadro”, conclude Panucci, tornano centrali le richieste per l’abbattimento del cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori e l’azzeramento del carico fiscale e contributivo per i premi di produttività e l’assunzione di giovani a tempo indeterminato. La sollecita risposta dei sindacati e la loro disponibilità a mettere l’argomento in cima all’agenda del confronto dimostra che gli attori della fabbrica, il popolo dei produttori, hanno maturato una sensibilità che li accomuna”. Insomma, è tempo di patti.

È tempo di un nuovo patto imprese-lavoratori. Il commento di Panucci

L'era di Maurizio Landini alla guida della Cgil parte con un'apertura non scontata da parte delle imprese. Per la precisione Confindustria, che ieri per bocca del suo presidente, Vincenzo Boccia, ha invitato i sindacati italiani a sottoscrivere un patto imprese-lavoratori nel nome della crescita e della lotta al declino. "I tempi sono maturi per costruire un vero patto per il…

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