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Il primo ministro della Finlandia, Juha Sipila, è stato molto esplicito nel dichiarare che la Russia è colpevole di aver messo fuori uso parte del sistema Gps finlandese e le comunicazioni sul traffico aereo (tecnicamente: jamming), durante le grandi manovre militari Trident Juncture che la Nato ha tenuto tra Baltico e Scandinavia.

La denuncia di Sipila è arrivata domenica, durante un’intervista sulla rete Tv pubblica, Yle. È possibile che la Russia sia dietro al jamming, ha detto, “stiamo investigando e poi risponderemo”: “Non è uno scherzo — dice il premier finlandese — perché è una minaccia alla sicurezza aerea che coinvolge i semplici cittadini”. Si tratta, secondo Sipila, di una violazione grave della sovranità finlandese, con cui la Russia ha voluto dimostrare — in un momento in cui l’attenzione della Nato era concentrata in quell’area — di “essere in grado di compiere azioni del genere”. Una prova di forza contro l’avvicinamento di Helsinki all’Alleanza: revival nel campo 2.0 di un classico della geopolitica regionale.

L’attacco, che ha interessato la regione di Lapland e una porzione di Norvegia confinante con la Russia, è stato confermato dalla Widerøe, la principale compagnia regionale (con sede a a Bodø, in Norvegia), che ha fatto sapere che alcuni dei suoi piloti hanno segnalato il jamming Gps, che però è stato protetto dai sistemi di sicurezza degli aerei.

La Finlandia non è un membro Nato, ma i suoi militari hanno comunque preso parte in cooperazione alle manovre militari Trident Juncture: una decisione che si è portata dietro le critiche di Mosca. “Le attività militari della Nato vicine ai nostri confini hanno raggiunto il livello più alto dalla Guerra Fredda “, aveva detto il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, aggiungendo che l‘esercitazione stava simulando “un’azione militare offensiva”, e sottolineando che Mosca era colpita dall’inclusione di due paesi non membri della Nato, la Finlandia e la Svezia, membri del Partnariato per la pace dell’alleanza, a un’attività militare.

Questi due paesi sono “partner molto importanti per la Nato”, spiegava invece in quei giorni nel suo podcast James Foggo, comandante delle forze navali statunitensi in Europa che aveva l’incarico di supervisionare il wargame. Shoigu, all’inizio di quest’anno, aveva detto che un accordo tra Stoccolma, Helsinki e Washington per facilitare la cooperazione per la difesa avrebbe portato “alla distruzione dell’attuale sistema di sicurezza, aumentando la sfiducia e costringendo Mosca a prendere contromisure”.

La Russia ha già specificamente rimproverato la Finlandia, con la quale condivide un confine di 1300 chilometri e una storia di conflitto. A metà 2016, il presidente russo Vladimir Putin ha suggerito che potrebbe spostare truppe più vicine al confine se la Finlandia aderisse alla Nato. “Ne avete bisogno? Noi non lo faremo, sarete voi a deciderlo”, disse Putin all’epoca. La Russia è stata protagonista di svariate attività di interferenza, sia contro la Finlandia che contro la Svezia e la Norvegia: passaggi di sottomarini tra le acque controllate dai paesi scandinavi, sorvoli non autorizzati di bombardieri strategici, attività di spionaggio e sabotaggio fino a più sofisticate penetrazioni nel tessuto sociale attraverso campagne di infowar o cyber-attacchi.

È una guerra di nervi. La pressione russa si fa sentire anche nelle attività politiche tra l’opinione pubblica: in entrambi i paesi, la potenziale annessione alla Nato è vista come un elemento che può provocare disequilibrio con Mosca dalla maggioranza dei cittadini.

La scorsa settimana anche il sito Barents Observer — specializzato nel monitorare il mare omonimo sulle attività commerciali, militari, e di intelligence — aveva segnalato jamming Gps nella zona della Norvegia interessata dalle esercitazioni Nato. Anche Oslo, paese membro dell’Alleanza Atlantica dal 4 aprile 1949, subisce continuamente le attività di interferenza russe, note tecnicamente come “misure attive” (che non cessano sebbene Putin si mostrò cordiale in consessi come quello di ieri a Parigi). Martedì scorso, sia le torri di controllo del traffico aereo finlandesi che norvegesi avevano segnalato l’interruzione del trasferimento dati Gps in ampie zone a cavallo tra i due paesi.

(Foto: Government.ru, il primo ministro finalndese Sipila con il suo omologo russo Medvedev)

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