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Difesa, aerospazio, cybersicurezza, biotecnologie e infrastrutture critiche: sono questi i settori al centro della missione della Fondazione Praexidia, nuova realtà nata con l’obiettivo di tutelare e valorizzare le filiere industriali strategiche italiane. L’organismo costituirà, per l’appunto, un ulteriore presidio per la tutela delle capacità e delle eccellenze nazionali, con uno sguardo particolarmente attento alle piccole e medie imprese. Airpress ne ha parlato con il generale Luca Goretti, membro del Cda della Fondazione e già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare.

Generale, la Fondazione Praexidia nasce in un momento in cui la competizione globale per il controllo delle filiere strategiche è sempre più serrata. Qual è stato il campanello d’allarme che vi ha spinto a dare vita a questa realtà?

Innanzitutto ringrazio Formiche, che come sempre è attenta alle realtà geopolitiche internazionali in fieri e in particolare al settore strategico della difesa e sicurezza. La Fondazione nasce proprio per salvaguardare tutta una serie di piccole e medie imprese che possono (e sono state preda in passato) essere aggredite da investitori stranieri e perdere la propria competitività, valorizzazione o, peggio, essere eliminate per assicurare in un mercato globale una sorta di oligopolio industriale con trasferimento di know-how a favore di realtà non nazionali. Avere qualcuno in grado di aiutare queste imprese nella propria crescita industriale e soprattutto che ne valorizzi la competenza e rilevanza con finanziamenti che assicurino stabilità e soprattutto assicurino il mantenimento in campo nazionale della propria sovranità industriale riteniamo sia quanto mai necessario e improcrastinabile.

Tra gli obiettivi della Fondazione, il più importante è quello di rafforzare la sovranità industriale del Paese. In concreto, quali risultati misurabili vi aspettate di ottenere nei prossimi anni?

La salvaguardia della sovranità industriale oggi rappresenta per un’impresa la propria stessa esistenza e il proprio futuro. In concreto, come ha sottolineato recentemente anche uno dei promotori di questa Fondazione, il dottor Paracchi, ci si prefigge di creare un aggregatore industriale quotato in borsa che acquisisca aziende di piccolo e medio fatturato nei settori coperti dal Golden Power. Attraverso questo meccanismo si darà alle imprese la possibilità di competere in campo internazionale anche per esempio all’interno di programmi o iniziative di grandissima rilevanza dove le grandi industrie preferiscono attingere da capacità off the shelf pronte piuttosto che investire in ricerca e sviluppo.

Il vostro modello prevede il lancio di un aggregatore industriale e un’azione diretta sulle Pmi strategiche. Come si tradurrà questo nella pratica quotidiana e nell’azione operativa della Fondazione?

Quando si è iniziato a riflettere su come mettere in pratica questa idea la prima variabile alla base di tutto il costrutto è stata una parola: “credibilità”. Ci siamo detti “dobbiamo essere credibili” e per dimostrarlo sin dai primi passi la scelta delle persone a sostegno di questa sfida doveva essere puntuale: ciascun soggetto doveva essere/ rappresentare nel proprio settore di competenza un elemento di primo piano che abbia nel tempo dimostrato di mantenere o confermare gli obiettivi che si era prefissato. In sintesi se vogliamo che Praexidia “decolli” dobbiamo assicurare certezza e soprattutto volontà di riuscire. In tal modo pensiamo di potere nel tempo far entrare in campo asset strategici bancari, imprenditoriali e di spessore per consolidare la finalità della Fondazione. Debbo dire che già i nomi dei Promotori della iniziativa e poi di tutti gli altri colleghi che sono saliti “a bordo” rappresentano il chiaro segno di come si intenderà attuare il mandato.

L’azione della Fondazione si collega al tema del Golden Power, lo strumento con cui il governo può mettere in sicurezza gli asset nazionali più critici. Come interagiranno i due strumenti? E inoltre, secondo lei questo meccanismo è oggi sufficiente a proteggere le nostre filiere? o servono interventi più proattivi per anticipare le minacce?

Il Golden Power è uno strumento essenziale per garantire il “veto” per l’attuazione di certe acquisizioni da parte di operatori stranieri. È uno strumento e come tale va impiegato dalle istituzioni in maniera tempestiva quando necessario. La Fondazione si prefigge lo scopo di essere un ulteriore strumento “complementare” che attraverso la partecipazione all’interno delle imprese ritenute strategiche (un vero e proprio Presidio) ne rafforzi la governance e la competitività. In sintesi sono due strumenti, uno esterno ed uno interno, a tutela dei nostri interessi nazionali. 

Ritiene che siano necessari anche altri interventi per anticipare le possibili minacce al sistema-Paese?

Diciamo che fondamentale è il controllo e il monitoraggio di quanto avviene nei comparti strategici e più si “farà rete” prima si potranno percepire avvisaglie pericolose. Sta a tutti noi credere nelle potenzialità delle nostre imprese, grandi e piccole che siano. E le posso dire che mai come in questo periodo storico la nostra industria nazionale, sostenuta in maniera efficace dalle istituzioni, sta facendo valere in campo internazionale la propria forza e rilevanza competitiva. Alcuni Paesi ci guardano con ammirazione, altri invece sono preoccupati perché temono riduzioni della loro forza in campo internazionale. Vuol dire che in definitiva si sta percorrendo una strada che sta portando i propri frutti. E far parte di questo cammino almeno per me è motivo di grande soddisfazione e orgoglio.

Vi racconto la missione di Praexidia, la fondazione a tutela delle imprese. Parla il gen. Goretti

La Fondazione mira a rafforzare la competitività delle Pmi, spesso esposte al rischio di acquisizioni estere, e a consolidare la sovranità industriale con strumenti finanziari e di governance. Un percorso che si intreccia con il Golden Power, ma che punta a un approccio più proattivo e sistemico per supportare l’intero sistema-Paese. L’intervista di Airpress al generale Luca Goretti

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