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La decisione americana di sospendere la condivisone di intelligence con l’Ucraina ha portato nuovi elementi al già acceso dibattito sull’autonomia strategica dell’Europa e sulla sua capacità di difendersi.

Dalla Germania è arrivata una proposta relativa all’intelligence. Il verde Konstantin von Notz, presidente della commissione parlamentare di controllo dell’intelligence tedesca, ha suggerito che la creazione di una rete europea di condivisione di intelligence. Una sorta di “Euro Eyes” per “garantire che gli Stati forti possano scambiarsi informazioni in modo rapido e sicuro, su basi giuridiche chiare”, ha dichiarato a Politico. “Non c’è altra via se non quella di potenziare le nostre capacità di intelligence in futuro”, ha aggiunto sottolineando l’importanza di approfondire anche i legami con la cosiddetta alleanza dei Five Eyes (che unisce Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti).

La mossa americana sull’Ucraina – che comprende anche il divieto agli alleati di condivisione di informazioni americane a Kyiv – ha alimentato i timori che restrizioni simili possano estendersi anche alla Germania, mettendo ulteriormente in pericolo la sicurezza europea, osserva il giornale. “Si tratta di un cambiamento di paradigma che ci colpirà duramente”, ha dichiarato il cristiano-democratico Roderich Kiesewetter, vicepresidente della commissione parlamentare di controllo dell’intelligence del Bundestag, che si sofferma su quella che definisce l’“imprevedibilità” del presidente statunitense Donald Trump. “Per decenni ci siamo affidati alle capacità di intelligence degli Stati Uniti. Se questo ci verrà tolto, dovremo sviluppare rapidamente strutture alternative”. Uno dei casi più recenti è l’avvertimento delle agenzia americane alle autorità tedesche riguarda a due sospetti legati all’Iran nella città occidentale di Castrop-Rauxel che presumibilmente stavano preparando un attacco chimico.

L’idea di un’alleanza Euro Eyes richiama alcuni elementi del rapporto firmato dall’ex presidente finlandese Sauli Niinistö, commissionato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Nel documento, pubblicato alla fine di ottobre dello scorso anno, si suggerisce la creazione di un “servizio di cooperazione in materia di intelligence a pieno titolo” a livello di Unione europea per contrastare spionaggio e interferenze straniere. L’Europa ha bisogno di una propria rete di condivisione dell’intelligence per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, scrive l’ex presidente finlandese. Non si tratterebbe, nella sua visione, di un’agenzia di spionaggio, bensì di un punto di coordinamento. “La proposta di Niinistö, che ricalca l’esperienza dell’antiterrorismo, riguarda principalmente la difesa delle istituzioni europee e la protezione del sistema interno”, aveva spiegato Niccolò Petrelli, ricercatore in Studi strategici al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi Roma Tre. “Difficile ipotizzare un ruolo nella proiezione esterna considerate le difficoltà storiche della politica estera europea”, aveva aggiunto.

Intanto, l’amministrazione Trump preoccupa anche Londra. Secondo quanto riferito dal Mail on Sunday, l’intelligence britannica tema che la condivisione di informazioni sulla Russia con il governo americano possa portare a compromettere l’identità delle fonti. Per questo, i vertici dei servizi segreti britannici avrebbero già “razionato in maniera significativa” le informazioni trasmesse ai loro omologhi americani dopo la vittoria di Trump alle presidenziali di novembre. Ma non è stato: alcune risorse attive in Russia e Ucraina sarebbero state esfiltrate, in modo discreto e via terra, come misura protettiva, data la postura di Trump verso il Cremlino. Lo stesso giornale ha rivelato, citando fonti della Difesa, che Londra starebbe pensando di sviluppare un’alleanza di condivisione di intelligence Four Eyes, un sottogruppo dei Five Eyes senza gli Stati Uniti. Se quest’ultima rivelazione sembra più un messaggio politico che una proposta concreta, le precauzioni che l’intelligence britannica avrebbe adottate nelle ultime settimane potrebbero suggerire l’accento posto da Londra sull’importanza della human intelligence.

Intelligence sharing in Europa. Cosa si dice a Berlino e Londra

La sospensione della condivisione di informazioni da parte di Washington con Kyiv ha riacceso il dibattito sull’autonomia strategica dell’Europa. Dalla Germania arriva la proposta di una rete europea, mentre nel Regno Unito circola l’idea di un’alleanza Four Eyes senza gli Stati Uniti

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