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Nel dettaglio, ecco le principali novità contenute nelle 500 pagine del provvedimento: l’aliquota sugli utili delle aziende scenderà dall’attuale 35% al 21%. Gli scaglioni di imposta per le persone fisiche resteranno 7, e andranno dal 10% per la fascia di reddito più bassa, invariata rispetto a quella in vigore, al 37% per quella più alta, che ottiene pertanto uno sconto rispetto all’attuale 39,6%. Più nel dettaglio i vari scaglioni saranno del 10%, 12%, 22%, 24%, 32%, 35% e 37%, contro gli attuali 10%, 15%, 25%, 28%, 33%, 35% e 39.6%. In particolare il 10% sarà riferito a coloro che guadagnano fino a 9.525 dollari l’anno (in caso di coppia fino a 19,050); il 12% a quelli tra 9.525 e 38,700 dollari (per la coppia 19,050-77,400 dollari); il 22% a quelli tra i 38.700 e gli 82.500 dollari (per la coppia 77.400-165.000 dollari); il 24% a quelli tra 82.500 e 157.500 dollari (per la coppia 165.000-315.000 dollari); il 32% a quelli tra 157.500 e 200.000 dollari (per la coppia 315.000-400.000 dollari); il 35% a quelli tra 200.000 e 500.000 dollari (per la coppia 400.000-600.000 dollari); il 37% a quelli sopra i 500.000 dollari e sopra i 600.000 dollari per la coppia. Tutte le agevolazioni fiscali individuali scadranno alla fine del 2025, ma alcune di quelle per le aziende saranno permanenti.

Per quanto riguarda la tassa di successione, attualmente è fissata al 40% per i patrimoni individuali sopra i 5,5 milioni (che salgono a 11 milioni per le coppie). Con la riforma, l’aliquota si applicherà solo ai patrimoni superiori agli 11 milioni di dollari a livello individuale (22 milioni per la coppia). Anche in questo caso il beneficio scomparirà nel 2025. La tassa una tantum per il rientro dei capitali detenuti all’estero dalle società statunitensi (che le stime più recenti calcolano in circa 1.800 miliardi di dollari e che le grandi aziende non hanno mai rimpatriato per motivi fiscali) è stato fissato al 15,5% (un prelievo superiore all’aliquota del 14,5% inizialmente concordata ma che consentirà alle grandi aziende un netto risparmio rispetto a quello che avrebbero pagato se avessero rimpatriato i loro guadagni secondo la legge vigente, che prevede un tasso del 35%). È stato cancellato il “mandato individuale”, ovvero l’obbligo di assicurazione sanitaria per tutti previsto dall’Obamacare (il che consentirà al governo di risparmiare sugli aiuti a Medicaid e alle assicurazioni).

(Fonte: Agi)

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