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Giuliano Pisapia getta la spugna. L’esperienza di Campo Progressista è terminata ancora prima d’iniziare per via della decisione di una non irrilevante fetta di ex esponenti di Sinistra Ecologia e Libertà, che alla fine hanno preferito andare dai Liberi e Uguali di Pietro Grasso. La questione è soprattutto politica: il progetto dell’ex sindaco di Milano è stato sul punto di decollare quasi per un anno senza che però che riuscisse mai definitivamente a prendere il largo. La rottura dei mesi scorsi con Mdp- Articolo aveva già fortemente ristretto il suo campo da gioco e rimesso in discussione la missione originaria che Pisapia si era dato quando era rientrato in politica a seguito della decisione del 2016 di non ricandidarsi a sindaco del capoluogo lombardo. Ora quest’ultimo scossone, probabilmente definitivo.

“Ci abbiamo provato – ha spiegato Pisapia – per molti mesi, con tanto impegno ed entusiasmo. Il nostro obiettivo, fin dalla nascita di Campo Progressista, è sempre stato quello di costruire un grande e diverso centrosinistra per il futuro del Paese in grado di battere destre e populismi. Oggi dobbiamo prendere atto che non siamo riusciti nel nostro intento”. Crolla, così, uno dei tre pilastri del centrosinistra immaginato in questi mesi da Matteo Renzi il cui progetto prevedeva una coalizione fatta di tre forze principali: il Partito Democratico nel ruolo di perno affiancato, da un lato, dai centristi e da una lista d’ispirazione europeista e, dall’altro, dalla sinistra di Pisapia Che ora, pare di capire, non ci sarà più, con la conseguenza inevitabile di spostare il baricentro della coalizione di centrosinistra inevitabilmente molto più al centro.

Una storia politica irrisolta – quella di Pisapia – cui in questi mesi i giornali hanno dato grandissima evidenza fino al finale di ieri. Che ovviamente fa segnare più di un punto a favore di Liberi e Uguali, i quali – sembra confermato – faranno la loro campagna elettorale soprattutto nei confronti del Pd, a cui, per il momento, sono già riusciti a soffiare un bel pezzo di sinistra. Sono numerosi gli esponenti di Campo Progressista che si apprestano ad aderire alla formazione che Roberto Speranza, Nicola Fratoianni, Pippo Civati e soprattutto, il presidente del Senato Grasso hanno tenuto a battesimo domenica scorsa. Un risultato da festeggiare, come ha fatto Miguel Gotor su Twitter. “Guardo con interesse alla coalizione messa in campo dal Pd che avrà alla sinistra Bruno Tabacci, al centro Matteo Renzi e a destra Pierferdinando Casini…o viceversa. Come nuovo centrosinistra non c’è male”. Ed è questo esattamente il problema di Renzi che, stando al momento, alla sua sinistra avrà solo una lista formata dai Verdi e da un’ex Dc come Tabacci. Un po’ poco per cercare di presidiare quell’elettorato.

Cosa succederà nel centrosinistra dopo il passo indietro di Giuliano Pisapia

Giuliano Pisapia getta la spugna. L’esperienza di Campo Progressista è terminata ancora prima d’iniziare per via della decisione di una non irrilevante fetta di ex esponenti di Sinistra Ecologia e Libertà, che alla fine hanno preferito andare dai Liberi e Uguali di Pietro Grasso. La questione è soprattutto politica: il progetto dell'ex sindaco di Milano è stato sul punto di decollare…

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