Skip to main content

Adesso lo possiamo dire con sufficiente certezza. Il campo largo, o ex campo largo, è finalmente ritornato. Certo, non è quello auspicato da Dario Franceschini, cioè attraverso i canoni e le regole della politica e dei progetti politici. No, molto più semplicemente si tratta di un ritorno che si basa su tutto ciò che storicamente vengono catalogati come i disvalori della politica. Ovvero, sintetizzando per titoli: insulti, attacchi personali, nessun rispetto per le istituzioni, linguaggio violento e triviale, ostentata superiorità morale e voglia di annientamento del nemico che non è neanche lontanamente un avversario politico ma solo e soltanto un molok da abbattere. Con tutti i mezzi possibili. E lo spettacolo indecente e inguardabile a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi durante il dibattito – si fa per dire – alla Camera e al Senato lo ha platealmente confermato.

Ora, senza entrare nel dettaglio di questi ingredienti, peraltro di dominio pubblico, forse vale la pena ricordare almeno due tasselli di questo profondo degrado dell’istituto parlamentare da un lato e dell’imbarbarimento del confronto politico dall’altro. Sul versante del dibattito parlamentare non possiamo non richiamare l’attenzione sul comportamento concreto che hanno messo in campo i vari capi della sinistra che confermano, in modo persin plastico, la profonda crisi della politica, la caduta di credibilità della culla della democrazia, appunto il Parlamento e, soprattutto, il crescente distacco di larghi settori della pubblica opinione di fronte a questo decadimento etico e culturale della politica italiana.

Stili e comportamenti che evidenziano come i progetti politici sono puri espedienti tattici perché poi il concreto confronto politico esula radicalmente da tutto ciò che si predica e si teorizza sulla stampa compiacente, nei talk televisivi collaterali e nei comizi di propaganda. In secondo luogo il livello del confronto politico. Al di là degli interventi di due ex premier che dovrebbero avere un alto senso delle istituzioni e invece si sono caratterizzati nel dibattito in Aula come se fossimo in un bar sport di periferia, quello che impressiona maggiormente è che sono ritornati i vecchi tic che hanno accompagnato i momenti peggiori della storia della sinistra populista, estremista e massimalista nel nostro Paese. Ovvero, la via giudiziaria al potere, la demolizione dell’avversario, la rivendicata e storica superiorità morale e, in ultimo, il non riconoscimento politico dell’avversario che viene sempre e solo individuato come un nemico da annientare definitivamente ed irreversibilmente. Dai tempi della Dc ad oggi non è praticamente cambiato nulla.

Ora, se questo armamentario tardo ideologico e vetusto fosse sostenuto solo dagli estremisti di Bonelli e Fratoianni e dai populisti dei 5 Stelle non ci sarebbe nulla di strano. Anzi, sarebbero e sono del tutto coerenti con il loro passato. Stupisce, e molto, che questa pericolosa e inquietante deriva venga sistematicamente fatta propria dagli eredi del Pci/Pds/Ds e anche da quei settori centristi che vantano e predicano una concezione alta, nobile e responsabile della politica e soprattutto delle istituzioni. Ecco perché, di fronte a questo scenario reale e non affatto virtuale, l’unico elemento che emerge è che attualmente nel nostro Paese non è ancora possibile inaugurare quella democrazia dell’alternanza che era, e resta, il vero cardine che certifica la maturità e la credibilità di un democrazia.

Perché, a volte, più delle chiacchiere al vento, contano i comportamenti concreti. E quelli declinati dalla sinistra populista, massimalista e radicale in queste ultime settimane confermano che si può anche ricompattare una coalizione – il cosiddetto campo largo – a detrimento, però, della qualità della democrazia, della credibilità delle istruzioni democratiche e della stessa efficacia dell’azione di governo.

Torna il campo largo e l'imbarbarimento della politica. L'opinione di Merlo

Al di là degli interventi di due ex premier che dovrebbero avere un alto senso delle istituzioni e invece si sono caratterizzati nel dibattito in Aula come se fossimo in un bar sport di periferia, quello che impressiona maggiormente è che sono ritornati i vecchi tic che hanno accompagnato i momenti peggiori della storia della sinistra populista, estremista e massimalista nel nostro Paese. Ovvero, la via giudiziaria al potere. L’intervento di Giorgio Merlo

Trump-Ishiba, gli Usa con il Giappone ma sul deficit…

”Gli Stati Uniti sono totalmente impegnati nella sicurezza del Giappone. Metteremo a disposizione la piena forza delle nostre capacità deterrenti per la difesa del nostro amico e alleato al cento per cento”, dice Trump al premier Ishiba, mentre spinge per riequilibrare il disavanzo commerciale

Così i Patrioti metteranno l'Europa al centro. La promessa di Borchia (Lega)

Conversazione con il capodelegazione della Lega al Parlamento europeo, presente a Madrid al conclave dei Patrioti europei: “Serve discontinuità, partendo anche dal presupposto di osservare e capire quanto sta accadendo negli Stati Uniti. L’Italia? Hub energetico e punto di riferimento per il controllo dei flussi migratori. Il Green deal? Non solo noi, anche i dati economici rivelano la limitatezza di un progetto solo ideologico”

No alle eco-follie, sì al pragmatismo. Il nuovo Green deal secondo Fratelli d’Italia

Si è tenuto negli scorsi giorni il convegno “Ambiente ed Energia”, organizzato da Fratelli d’Italia al Senato. Veri e propri “Stati Generali” sulle tematiche e le politiche ambientali ed energetiche, che hanno visto la partecipazione di esponenti di primo piano del partito di Giorgia Meloni confrontarsi “contro le eco-follie per un futuro realmente sostenibile” (sottotitolo dell’incontro)

Imec, perché l'inviato speciale è una necessità di interesse nazionale 

L’Italia è pronta alla nomina di un Inviato Speciale per Imec. Il progetto ha valore trasformativo, e il governo Meloni intende difendere il ruolo di Trieste, capace di connettere l’IndoMed con iniziative come la Three Seas, anche perché Francia e Grecia giocano già da tempo le proprie carte

Hegseth e poi Vance, inizia il dialogo tra Usa e Ue su Nato e Ucraina

Il segretario alla Difesa americano precederà il vicepresidente nella prima visita in Ue. A Bruxelles siederanno assieme circa 50 Paesi che sostengono la difesa dell’Ucraina e che ascolteranno le parole del segretario (atteso da un bilaterale con Crosetto) nell’ottica di potenziali cambiamenti da parte della politica americana. Sul tavolo anche il tema delle spese dei singoli Paesi della Nato

Africa e sicurezza italiana. Le raccomandazioni del Copasir per il Piano Mattei

Il Copasir ha presentato alle Camere la sua relazione sulla situazione geopolitica del continente e sulle implicazioni per la sicurezza nazionale italiana. Il documento evidenzia l’importanza di un approccio “paritario e non predatorio” sottolineando la necessità di affrontare le cause profonde dell’instabilità africana. Il Comitato richiama inoltre l’attenzione sulla crescente influenza di Russia e Cina, sul ruolo strategico della cooperazione militare italiana e sulle opportunità economiche per il Paese

Carmen Consoli affascina Londra grazie al Consolato Generale d’Italia

La cantautrice siciliana ha presentato il suo nuovo lavoro a Londra, presso il Britten Theatre, all’interno del prestigioso Royal College of Music. Così il Consolato Generale d’Italia a Londra promuove la cultura italiana all’estero

Buon vicinato e connettività. La cooperazione Italia-Francia nel viaggio di Tajani

In occasione della seconda riunione del Comitato di cooperazione frontaliera italo-francese istituito dal Trattato del Quirinale e organizzato dai ministeri degli Affari Esteri italiano e francese si è fatto un punto sulle emergenze e sulle soluzioni. Sul tavolo la proposta di istituire l’osservatorio per i trasporti transfrontalieri terrestri e marittimi tra Francia e Italia

I fogli di Gasparri, il casco di Meloni (Arianna), il cappello di Ceccardi. Queste le avete viste?

L’oratoria di Gasparri attira l’obiettivo di Umberto Pizzi, mentre per non sbagliare, il tricolore campeggia anche sul casco di Arianna Meloni che va via dalla direzione nazionale di FdI. E poi Ceccardi con il cappello Maga. Ecco le foto politiche degli ultimi sette giorni

×

Iscriviti alla newsletter