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Dall’introduzione al libro di Edoardo Segantini

“Nell’ultimo anno, per scrivere questo libro, ho parlato con molte persone e visitato decine di fabbriche. L’obiettivo non era soltanto vedere delle cose, anche mirabili: ma capire che cosa pensano, come ragionano, che cosa vogliono le persone che lavorano nella fabbrica del futuro.

Ho approfondito quattordici storie che mi sono sembrate le più interessanti. Non ho scelto i testimoni in base alla posizione gerarchica né sono andato in cerca di celebrità: ho preferito puntare sulle vite di personaggi non illustri (anche se illustri per me).

Si tratta di uomini e donne variamente collocati nella scala aziendale: operai, tecnici, manager, imprenditori.

Persone di età, esperienze, settori industriali e geografi e diversi. Come diversa è la velocità delle loro aziende sulla strada dell’innovazione: alcune sono più avanti, altre più indietro, alcune corrono da sempre, altre da poco tempo, alcune sono nate nuove, altre si sono reinventate lungo il cammino. In un modo o nell’altro però tutte sono in marcia verso il futuro. Queste persone condividono alcune caratteristiche di fondo. Sono positive, guardano al domani con interesse, curiosità, senza paura. Sono tenaci nel perseguire gli obiettivi. Vogliono migliorarsi: migliorare se stesse e l’ambiente in cui vivono. Amano studiare e lavorare. Sono ambiziose ma anche socievoli: cercano il risultato ma non a spese degli altri. Hanno capito che la forza del singolo è la forza del gruppo. Hanno un forte senso della dignità propria e di quella altrui. Considerano il mantenere gli impegni il fondamento di una solida comunità professionale. Hanno un forte senso dei diritti e un altrettanto spiccato senso dei doveri. Molte provengono da famiglie culturalmente vivaci, solidali e aperte ai cambiamenti, che hanno saputo trasmettere loro fiducia in se stesse, desiderio di conoscenza e simpatia per il mondo. Non sono eroi o personaggi immaginari, figurine edificanti per un album dell’Industria 4.0; sono uomini veri e donne vere, che come tutti riportano vittorie e subiscono sconfitte.

Questo libro, fin dal titolo, è un omaggio a Primo Levi, il grande autore di Se questo è un uomo, La tregua e Il sistema periodico, che nel 1978 pubblicò La chiave a stella, la bellissima storia di un tecnico di talento che gira il mondo a montare ponti, tralicci e gru. Come tanti, ho amato quel romanzo. Anni dopo la pubblicazione, intervistai lo scrittore nella sua casa di Torino per un supplemento speciale de L’Unità, il mio giornale di allora. Nelle fabbriche e negli uffici era esplosa quella che oggi è catalogata come la terza rivoluzione tecnologica, trainata dall’informatica diffusa. E il giornale intraprese un viaggio inchiesta per capire quello che stava succedendo nei luoghi di lavoro.

La mia proposta fu quella di dar voce a un uomo che aveva conosciuto il lavoro in tutta la sua gamma, da un estremo all’altro: dalla schiavitù, sperimentata nel lager nazista, al lavoro come strada per la felicità, raccontato ne La chiave a stella. L’intervista, che ripubblichiamo in appendice (al libro ndr), uscì il 1° maggio 1984 sul supplemento intitolato «Viaggio al centro del lavoro».

Qui ricordo solo una sua risposta:

 L’idea di scrivere La chiave a stella mi venne dopo aver visto una scritta sul muro, vicino a casa mia. Diceva: «Il lavoro non si discute ma si rifiuta». Noi siamo evolutivamente fatti per lavorare. L’ozio forzato è duro tanto quanto il lavoro forzato. Chi possiede il suo lavoro, chi sa trarne godimento, chi vi si riconosce, è un fortunato. Purtroppo, per la maggior parte della gente il lavoro è solo uno strumento, la loro vita è altrove.

A rileggerla oggi, quell’intervista appare attualissima perché Primo Levi anticipa i grandi temi di oggi, a cominciare dalla centralità dell’uomo nel lavoro, dalla sua dignità, dalla sua voglia di realizzarsi.

Tutto questo porta al tema chiave del presente: l’occupazione. E al timore che la rivoluzione tecnologica riduca ulteriormente i posti di lavoro e accentui il divario tra un’élite di lavoratori altamente professionali e un esercito di sottoqualificati. Alcuni segnali sono già ben visibili e chiari: nelle cifre spaventose della disoccupazione giovanile, nell’estensione del precariato, nell’emergere di comportamenti sociali che fanno pensare a un nuovo tipo di plebe.”
La prima presentazione del libro si terrà il 17 novembre alle ore 17.00 presso il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, all’interno di Bookcity Milano 2017. Con l’autore interverranno Federico Butera, Francois De Brabant, Riccardo Donadon e Annalisa Magone.

Edoardo Segantini

La nuova chiave a stella. Storie di persone nella fabbrica del futuro, postfazione di Federico Butera

pp. 188, euro 18,50, collana Guerini 4.0,

fabbrica

Chi sono, che cosa pensano e come lavorano le persone nella fabbrica del futuro

Di Edoardo Segantini

Dall’introduzione al libro di Edoardo Segantini “Nell’ultimo anno, per scrivere questo libro, ho parlato con molte persone e visitato decine di fabbriche. L’obiettivo non era soltanto vedere delle cose, anche mirabili: ma capire che cosa pensano, come ragionano, che cosa vogliono le persone che lavorano nella fabbrica del futuro. Ho approfondito quattordici storie che mi sono sembrate le più interessanti.…

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