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Davanti al tono durissimo delle minacce della Casa Bianca, e della possibilità concreta che il Nord abbia miniaturizzato una testata nucleare per inserirla in un missile balistico, passa quasi in secondo piano una dichiarazione americana che invece segna un altro punto sul bilanciamento della crisi tra Cina e Stati Uniti.

Il portavoce del Pentagono ha fatto sapere lunedì che l’amministrazione americana sta pensando di modificare il trattato bilaterale che riguarda le forniture missilistiche americane ai sudcoreani. Al momento ci sono limitazioni sulla gittata dei missili e sulla carica delle testate (rispettivamente, non più di 800 km e 500 kg), ma le concessioni americane potrebbero essere riviste per aumentare il potenziale di fuoco di Seul.

“Attualmente c’è un limite sulle dimensioni delle testate di guerra e sui missili che la Corea del Sud può avere e sì, è un argomento sotto attiva considerazione “, ha detto il capitano Jeff Davis ai giornalisti. ” Vorrei dirvi che saremo favorevolmente inclini a fare qualunque cosa che favorisca le capacità di difesa della Corea del Sud e abbiamo certamente visto che la nostra alleanza cambia e si adatta con il passare del tempo”.

Martedì il presidente americano ha alzato i toni a un livello mai visto prima contro la Corea del Nord, però altra parti della sua amministrazione continuano a tenere lontano lo spettro di una guerra e a parlare di un dialogo duro e pressante, ma pur sempre un dialogo. È un percorso da avviare però, ed è imprescindibile la presenza della Cina all’interno di questo schema. Pechino vorrebbe evitare qualsiasi tipo di azione invasiva, figurarsi le questioni militari.

La Cina teme il futuro incerto che un’eventuale distruzione del regime nordcoreano potrebbe portarsi dietro: è qui una delle maggiori distanze da Washington quando ci si approccia al dossier. Inoltre Pechino paventa che su quell’incertezza peseranno gli armamenti, per questo detesta la sponsorizzazione armata americana a Seul, che potrebbe essere il via a un riarmo generale a cominciare dal Giappone (dove da tempo la politica puramente difensiva della filosofia militare è messa in discussione). È una questione strategica di confronto regionale, e in quell’area i cinesi vogliono essere i più forti.

L’aumento della potenza missilistica sudcoreana è un altro di quegli elementi – come la disposizione del sistema difensivo Thaad in Corea del Sud – che crea tensioni e allontana cinesi e americani dalla condivisione del dossier nordcoreano. I cinesi vogliono un doppio congelamento: la Cina offre il suo peso per freddare il Nord, ma vuole che gli americani allentino la presa col Sud (e con gli altri alleati dell’area).

È in arrivo una nuova policy americana per i missili alla Corea del Sud (che non piace ai cinesi)

Davanti al tono durissimo delle minacce della Casa Bianca, e della possibilità concreta che il Nord abbia miniaturizzato una testata nucleare per inserirla in un missile balistico, passa quasi in secondo piano una dichiarazione americana che invece segna un altro punto sul bilanciamento della crisi tra Cina e Stati Uniti. Il portavoce del Pentagono ha fatto sapere lunedì che l'amministrazione americana…

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