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E’ il talent scout degli imprenditori. Nonostante abbia solo 42 anni, Francesco Ferri (nella foto) ha già alle spalle ruoli di rilievo nel mondo dell’industria e delle start up. Parmense, classe 1975, Ferri è l’uomo scelto da Silvio Berlusconi per guidare il Centro studi liberale, un think tank composto da imprenditori, giovani professionisti e docenti universitari che l’ex presidente del Consiglio vorrebbe affiancare a Forza Italia. Al centro del programma di Berlusconi c’è la politica economica. Per studiare nuove strategie, il leader di Fi s’è affidato a un pool di 11 saggi, tutti provenienti dalla società civile, i cui nomi sono ancora top secret. Di certo si sa che Ferri, incaricato di formare il gruppo di lavoro, frequenta sempre più spesso il quartier generale di Arcore. In particolare, Berlusconi avrebbe affidato al centro studi il dossier sulla flat tax, il sistema fiscale con un’unica aliquota particolarmente caro all’ex premier. Ferri e la sua squadra si sono messi al lavoro. Secondo il Corriere della Sera, il modello è piaciuto talmente tanto a Berlusconi che vorrebbe replicarlo su scala regionale e provinciale “per essere più vicini ai problemi della gente”.

GLI INCARICHI ALLA BOCCONI

Capelli ordinati, abito sempre elegante, l’imprenditore parmense, dopo aver svolto attività di educatore in Azione Cattolica, s’è laureato in economia politica alla Bocconi di Milano. Dal 1997 al 1999 è stato socio e presidente di Jeme Bocconi, la prima junior enterprise italiana che si occupa di consulenze professionali alle aziende. In seguito, Ferri ha ricoperto la carica di responsabile del topic entrepreneurship dell’associazione Alumni Bocconi, un network che si pone l’obiettivo di rafforzare i legami tra universitari. Dopo l’esperienza in Dale Carnegie, società attiva nella gestione del cambiamento aziendale, dal 2002 al 2003 il nuovo pupillo di Berlusconi è stato responsabile Customer business development per la distribuzione organizzata nel nord Italia di Procter&Gamble, un complesso industriale di beni di consumo che ha sede a Cincinnati, in Ohio. Nel 2003, Ferri s’è messo in proprio. E ha fondato Innext.

DA MILANO A SHANGHAI

Innext è una società di consulenza strategica e change management. “Le aziende sono persone e noi crediamo che siano le persone a fare la differenza», si legge sulla homepage del sito ufficiale. “Per questo investiamo tempo e risorse nel nostro team, che oggi conta più di 40 professionisti tra la sede centrale a Milano e la filiale cinese di Shanghai”. L’attività di Innext si divide in tre parti. La prima è dedicata alla consulenza strategica e alla realizzazione di piani di crescita con una visione a medio e lungo termine, definendo un modello di business e un assetto organizzativo. La seconda, grazie alla partnership con Google Cloud, è dedicata all’innovazione e al supporto delle imprese nell’analisi e nell’elaborazione di processi aziendali più snelli e potenziati in chiave digitale. La terza fa riferimento all’internazionalizzazione delle imprese attraverso le fasi d’ingresso e sviluppo commerciale in Cina tramite la collaborazione con la filiale di Shanghai. “Mio padre aveva un’azienda edile, mentre io ho fondato Innext”, ha spiegato Ferri a Repubblica nel 2016 a proposito dell’incapacità dei giovani italiani di andarsene di casa. “Siamo partiti in pochi, ora ci lavoriamo in 50. Ho avuto la possibilità di fare, questa sì che è stata una fortuna. Criticare oggi i giovani che non se ne vanno è surreale, se pensiamo che i laureati italiani hanno gli stipendi più bassi in Europa e nel G7”. Tra i vari partner di Innext c’è anche Confindustria. Un’associazione che Ferri conosce bene.

GLI INDUSTRIALI E LE AUTO VELOCI

Il primo contatto dell’imprenditore emiliano con gli industriali risale al 2004, quando Ferri è entrato nel gruppo Giovani imprenditori di Confindustria di Monza e Brianza. Nel 2011 ha fatto il suo ingresso nella squadra di presidenza come consigliere incaricato con delega alla leadership e al management. Nel 2012 è diventato presidente dei giovani industriali. Un paio d’anni dopo, nella carriera di Ferri sono entrate le auto veloci. Nel 2014 è stato nominato direttore dell’Autodromo di Monza su indicazione di Sias, l’azienda che gestisce il circuito, e di Aci Milano, la società controllante rappresentata dal presidente ed ex pilota di Formula Uno, Ivan Capelli. In un primo momento, Aci Milano spingeva per la nomina dell’attuale sindaco di Monza, Dario Allevi, eletto in quota Forza Italia. Il presidente di Sias, Andrea Dell’Orto, per risollevare l’autodromo dai problemi finanziari voleva invece un manager e non un politico. La stessa cosa che, tre anni dopo, deve aver pensato Berlusconi per scegliere il talent scout degli imprenditori.

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