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La loro è una “missione etica”. L’ha definita così il comandante della Guardia costiera, ammiraglio Vincenzo Melone, durante la cerimonia per il 152° anniversario di costituzione del Corpo. Una missione che ora conoscono bene tutti gli italiani, vista l’emergenza immigrazione, e non solo quei diportisti della domenica che chiedono aiuto o chi ha a che fare con le Capitanerie per mille motivi. È il dramma che si vive ogni giorno nel Mediterraneo che enfatizza lo sforzo degli 11mila uomini e donne che avrebbero come area di competenza 500mila chilometri quadrati di Mediterraneo, ma che in realtà sono costretti a coordinare salvataggi in un’area di 1 milione di chilometri quadrati per l’assenza altrui, come disse Melone in un’audizione parlamentare. Non a caso il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, ha sottolineato che l’Italia copre metà Mediterraneo che pure è un mare su cui si affacciano 23 Paesi.

Il ministro e il capo di Stato maggiore della Marina, ammiraglio Valter Girardelli, hanno consegnato 31 onorificenze al Merito della Marina agli equipaggi della Guardia costiera e a quelli dei rimorchiatori Barretta del porto di Brindisi che salvarono l’equipaggio e impedirono l’affondamento della motonave Norman Atlantic, sulla quale era scoppiato un incendio, alla fine di dicembre 2014 nel Canale d’Otranto. Premiati anche tre militari imbarcati su nave Dattilo per un salvataggio di migranti particolarmente complesso. Nell’attività estiva 2017, dal 17 giugno la Guardia costiera ha già soccorso quasi mille persone e controllato oltre 72mila mezzi navali con l’operazione “Mare sicuro” lungo le coste italiane.

IMMIGRAZIONE TRA ACCOGLIENZA E TRATTATIVE

Anche se nelle ore della festa della Guardia costiera non c’erano barconi all’orizzonte nonostante le buone condizioni del mare, l’emergenza immigrazione riempie le giornate di governo e amministrazioni locali. Nell’incontro tra il ministro dell’Interno, Marco Minniti, e il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, è stato deciso di istituire una cabina di regia tra Viminale e associazione dei Comuni per affrontare e relazionare settimanalmente i mille problemi che i sindaci devono affrontare nell’accoglienza degli immigrati. Questa struttura tecnica dovrà anche gestire i patti di collaborazione con i sindaci libici avviati nelle scorse settimane. Un punto centrale emerso dall’incontro è che la distribuzione debba avvenire su tutto il territorio nazionale e, ha sottolineato Decaro, in particolare non dove già sono presenti centri di accoglienza. Il 19 luglio, il giorno precedente all’incontro con Decaro, Minniti rispondendo al question time alla Camera aveva precisato che sono solo 3.153 i Comuni che fanno accoglienza ed è su questo dato che, secondo Decaro, si deve riflettere: “Se chiediamo all’Europa di ricollocare i migranti in tutti gli Stati, è giusto che lo cominciamo a fare nel nostro Paese”.

Vincenzo Melone, guardia costiera

Immigrazione, come si muove davvero la Guardia costiera

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