Skip to main content

Carichi di echi lontani e recenti, i rintocchi della drammatica crisi istituzionale in Spagna allarmano tutt’Europa. Da Bruxelles, però, possono soltanto invocare buon senso e sperare. La vertenza si gioca oltre i Pirenei. L’omaggio alla Catalogna indipendentista non è certo possibile. Il suo avventurismo appare evidente. Lo sciopero generale ne è un’altra manifestazione. Ma l’insipienza del governo di Madrid è peggio che sospetta. Da entrambe le parti si specula sulle forzature e le inadempienze dell’altra nel tentativo di nascondere le proprie. A vacillare è l’intero sistema politico spagnolo, usurato, inadeguato, a rischio di collasso.

Mariano Rajoy è andato a sbattere contro la realtà dei fatti per la sua miopia politica. Non solo non ha saputo vedere le insufficienze della Costituzione del 1978 rispetto all’evoluzione del paese dall’immediato post-franchismo alla democrazia matura; ma approfittando del successo elettorale ottenuto dal suo partito – il PP – nel 2011 ne ha accentuato i caratteri conservatori, contrari al federalismo. Al contrario di quella italiana (e di altri grandi paesi europei) la Carta Magna spagnola è infatti modificabile anche con maggioranze parlamentari semplici e procedure rapide.

Neppure la Corte è più quella precedente al 2015. Le biografie della schiacciante maggioranza dei giudici lasciano intravvedere origini sociali e culturali poco aperte al nuovo che negli anni più recenti ha invece trovato posto in Parlamento. Non c’è quindi da aspettarsi che una lettura puramente giuridico-formale della crisi lasci spazio al dialogo e alla trattativa. È quanto temeva la popolarissima sindaca di Barcellona, Ada Colau, che seguita da numerosi sindaci della regione ha tentato di distinguersi dal governo di Carles Puigdemont per favorire alternative allo scontro. Ma la scelta repressiva di Rajoy l’ha messa fuori gioco.

Privo d’una propria maggioranza, Rajoy pretende adesso di far passare in Senato un articolo della Costituzione che in pratica esautorerebbe il governo di Barcellona. Non sembra in grado di riuscirvi. Sebbene Ciudadanos lo incoraggi, non si sa se con l’idea di sostenerlo o per raccoglierne definitivamente l’eredità. Mentre i socialisti del PSOE gli chiedono di negoziare, Podemos di dimettersi e facilitare un nuovo governo di centro-sinistra. L’intero quadro politico ha ripreso a girare, anche se per il momento a vuoto. Con un’opinione pubblica che oscilla ancora tra spavento e incredulità.

Tutti i protagonisti sperano d’intimorire l’altro un minuto prima di dover ammettere le proprie debolezze. Partito Popolare di Rajoy e PSOE si vedono intanto scavare il terreno sotto i piedi da Ciudadanos e Podemos rispettivamente. Puigdemont è uscito rafforzato con la trasformazione della vecchia Convergenca in Partito Democratico di Catalogna; ma non sa bene neppure lui cosa faranno gli ex alleati cattolici moderati di Unió. L’ultima incredibile incognita è costituita infine dal re, il giovane ed evanescente Felipe IV che con il paese sul baratro della secessione mantiene il silenzio.

spagna

Vi racconto i subbugli in Spagna fra Rajoy, Rivera, Sanchez e Colau

Carichi di echi lontani e recenti, i rintocchi della drammatica crisi istituzionale in Spagna allarmano tutt’Europa. Da Bruxelles, però, possono soltanto invocare buon senso e sperare. La vertenza si gioca oltre i Pirenei. L’omaggio alla Catalogna indipendentista non è certo possibile. Il suo avventurismo appare evidente. Lo sciopero generale ne è un’altra manifestazione. Ma l’insipienza del governo di Madrid è…

Chi c'era alla terza edizione di Salotto Sarzana. Le foto

Si è conclusa domenica primo ottobre la terza edizione di Salotto Sarzana, la kermesse culturale ideata da Andrea Camaiora e organizzata dal team di comunicazione strategica SPIN. La rassegna di cultura, attualità, giornalismo e musica d’autore quest’anno è stata dedicata alla memoria dell’imprenditore Bernardo Caprotti e dei giornalisti Federico Ricci e Alfredo Tarullo, entrambi prematuramente scomparsi. Andata in scena al…

Valter e Paola Manetti (2013)

Franceschini, Tempi di Mainetti, i film italiani e il "rattuso liberista"

Primi commenti - di segno diamentralmente opposto - al decreto che impone di dare maggiore spazio al cinema italiano sui principali canali Tv del nostro Paese. La riforma - che porta la firma del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini - è stata varata ufficialmente qualche giorno fa dal Consiglio dei Ministri. E già fioccano gli editoriali al fulmicotone da…

Colombo, Incidente, Vivaldi marciare, consip, siria, brescia, Londra Alto Adige, Federico Guiglia dj fabo

Ecco la vera lezione da trarre dalla strage a Las Vegas

A Las Vegas la banalità del male ha le sembianze di un pensionato di sessantaquattro anni. Un americano e uomo solo, che ha sparato all’impazzata prima di spararsi. Stephen Paddock, così si chiamava l’autore, nella storia statunitense, della più grave strage “da arma da fuoco”, come bisogna puntualizzare nella patria dei fucili facili. Dall’alto del Mandalay Bay Hotel, trentaduesimo piano,…

Cosa è successo al festival del lancio del loto a Bangkok. Il video

[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=JgjgrEDMf2w[/embedyt] Migliaia di persone hanno gettato fiori di loto su un battello che trasportava una statua di un venerato monaco buddista a sud di Bangkok, mettendo fine alla "quaresima buddista". Il Festival trae ispirazione dall'epoca in cui gli abitanti sceglievano i fiori di loto più belli, che allora abbondavano nella regione, per offrirli ai fedeli che si recavano al…

Ecco dove si pratica yoga a Dubai. Il video

[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=E4ehif97TeM[/embedyt] Il Dubai Mall, il più grande centro commerciale del medio-oriente, ha ospitato una sessione di yoga molto speciale. Una trentina di appassionati di yoga hanno fatto pratica durante un workshop organizzato lungo un tunnel di vetro, circondati dalle creature marine che abitano nell'acquario del centro commerciale. (Testo Askanews)

Massimo D'Alema

Vi spiego perché Bersani e D'Alema temono il successo di Gentiloni

La decisione di Mdp di non votare la relazione al Def è solo un gioco di bassa politica per mettere in difficoltà non Renzi, ma Gentiloni. "Non mi sento più politicamente dentro la maggioranza", ha detto Roberto Speranza. Siamo ormai alla vigilia della fine della legislatura. Questa decisione ha una sua spiegazione, non per un dissenso sul bilancio, ma perché…

Ecco come il Manifesto celebrerà il "rivoluzionario" Papa Francesco

"Le parole del Papa veicolate da il manifesto: uno scandalo? Saranno in molti a gridarlo". Si apre con queste parole l'articolo del manifesto di oggi firmato da Luciana Castellina con cui si lancia l'iniziativa del quotidiano comunista di distribuire, assieme al giornale di domani, il libro "Terra, casa, lavoro" in cui sono raccolti i discorsi del pontefice ai movimenti: "Se…

Vincenzo Boccia

Il Sole 24 Ore, ecco come la Confindustria di Boccia sollecita le associazioni sull'aumento di capitale

Cari Colleghi, come sapete, nelle prossime settimane sarà attuata l’operazione di aumento di capitale de Il Sole 24 Ore, al momento ancora soggetta ad approvazione da parte della Consob. Come deliberato dal Consiglio Generale lo scorso maggio, Confindustria parteciperà a tale operazione, esercitando i propri diritti di opzione in misura tale da sottoscrivere azioni di nuova emissione per un importo…

Colombo, Incidente, Vivaldi marciare, consip, siria, brescia, Londra Alto Adige, Federico Guiglia dj fabo

La Spagna e l'inesistente diritto alla secessione

Che cos’è più democratico: consentire ai governanti della Catalogna di indire un referendum illegale -così l’ha dichiarato la Corte Costituzionale- per chiedere a una minoranza di indipendentisti di staccarsi dalla Spagna? Oppure inviare la polizia da Madrid per impedire anche fisicamente di votare a chi vorrebbe esercitare in modo pacifico un pur inesistente diritto alla secessione? Comunque si guardi allo…

×

Iscriviti alla newsletter