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Mentre a Beirut si celebrava il funerale di Hassan Nasrallah con una marea umana in lutto, o spinta da Hezbollah a esserlo, da Tel Aviv l’Idf rilasciava le immagini dell’attacco che ha eliminato il leader del più importante gruppo armato politico sciita. Due narrazioni opposte si sono sovrapposte in un confronto che va oltre il campo di battaglia: Hezbollah ha voluto mostrare compattezza e resistenza, Israele ha risposto con una dimostrazione di forza e superiorità tecnologica.

L’operazione che ha ucciso Nasrallah il 27 settembre 2024 è stata il culmine di un decennio di intelligence e preparazione. Cento bombe sganciate dagli F-15I hanno polverizzato il bunker sotto un edificio residenziale a Beirut, eliminando anche Ali Karaki, capo del fronte sud di Hezbollah e suo successore militare designato. Le forze armate israeliane (note come Idf) hanno voluto chiarire che non si è trattato di un colpo di fortuna, ma di una missione chirurgica studiata nei minimi dettagli.

Se a Beirut i leader dell’asse della resistenza iraniano hanno trasformato il funerale in una celebrazione dell’eredità di Nasrallah, a Tel Aviv si è voluto ribadire che la leadership di Hezbollah non è intoccabile. Gli F-35 israeliani che hanno rotto il muro del suono sorvolando lo stadio durante la cerimonia sono stati un segnale inequivocabile per chiunque pensi di raccogliere il testimone lasciato da Nasrallah.

Eppure, al di là della guerra delle immagini, la realtà sul campo resta fluida. Dopo la morte di Nasrallah, Hezbollah ha lanciato appena 90 razzi su Israele, ben lontano dalla temuta escalation totale. La pressione militare israeliana ha decapitato la catena di comando del gruppo, ma senza scatenare una reazione su larga scala. Questo lascia aperta una domanda cruciale: Hezbollah sta cercando di riorganizzarsi o è stato realmente fiaccato?

Nel frattempo, il nord di Israele resta in bilico. Circa 60mila residenti evacuati dal confine con il Libano attendono segnali di stabilità per poter rientrare nelle proprie case. L’Idf aveva previsto che la morte di Nasrallah potesse accelerare una tregua, ma la situazione rimane imprevedibile. Il confine tra Libano e Israele è sempre stato un delicato punto di equilibrio, e ora, senza Nasrallah, nessuno può dire con certezza quale direzione prenderà il confronto.

Il funerale di Nasrallah e la diffusione delle immagini della sua morte sono due facce dello stesso scontro. Hezbollah ha bisogno di mostrare che, nonostante le perdite, la sua rete resiste. Israele vuole dimostrare che il tempo in cui i leader di Hezbollah potevano agire impunemente è finito.

Hezbollah seppellisce Nasrallah, Israele mostra la sua fine. Fronte ancora caldo

Hezbollah vuole dimostrare che l’asse della resistenza iraniano è ancora vivo, raccogliendo leader da tutto il mondo jihadista sciita ai funerali solenni del leader Nasrallah. Israele rende pubbliche le immagini dell’attacco in cui ha ucciso il chierico libanese. Il fronte è ancora caldo, rendendo la situazione altamente instabile

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