Skip to main content

Non sarà un pranzo di gala il salvataggio statale del Monte dei Paschi di Siena, che ora andrebbe ribattezzato Monte dei Paschi dello Stato.

Non sarà un pranzo di gala né per il Tesoro, che dovrà sborsare fino a 5 miliardi di euro all’incirca (ma i numeri ballano ancora), né per i risparmiatori, specie per chi detiene obbligazioni subordinate: la direttiva Brrd, che consente un intervento pubblico precauzionale in una banca per evitare crisi sistemiche, implica anche una tosatura degli obbligazionisti subordinati. La procedura denominata burden sharing che sta per aprirsi prevede infatti la conversione forzosa in azioni a un prezzo, per ora non noto, che di sicuro non sarà uguale a quello del valore investito dai risparmiatori.

L’intervento “precauzionale” nasce da un’altra misura “precauzionale”, quella richiesta dalla Vigilanza unificata della Bce, a seguito degli stress test effettuati nel luglio scorso: se, infatti, si verificasse lo scenario economico avverso definito dall’Eba, per Mps il Cet1 (il rapporto tra il livello di capitalizzazione e l’insieme dei prestiti, comprese le sofferenze) passerebbe da un Cet1 nel 2015 del 12,01% a un Cet1 a -2,23% nel 2018. “Solo in questa ipotesi non ci sarebbe il capitale sufficiente a coprire i prestiti”, ha ricordato giorni fa l’editorialista Guido Salerno Aletta su Formiche.net.

Gli errori strategici e gestionali dei vertici passati del Monte sono evidenti e sono stati sviscerati anche su Formiche.net, ma nelle ultime settimane le responsabilità hanno lambito anche istituzioni, advisor, banchieri d’affari. Ha fatto rumore il silenzio della Bce che per giorni non ha fiatato dopo le indiscrezioni della Reuters secondo cui la Vigilanza della Bce aveva risposto no alla richiesta di Mps di avere altri 20 giorni di tempo, fino al 20 gennaio, per tentare l’aumento di capitale privato. Silenzio che ha contribuito a peggiorare gli umori dei mercati.

Così come non è passata sotto silenzio – almeno su Formiche.net che lo ha sottolineato criticamente – l’atteggiamento di Jp Morgan e Mediobanca che per settimane, anzi per mesi, avevano detto urbi et orbi che sarebbero stati i garanti della ricapitalizzazione (compriamo noi le nuove azioni emesse se il mercato non le acquista, in sostanza) e poi alla chetichella e senza spiegare il come e il perché si sono sfilati lasciando il cerino ai vertici di Mps. Quei vertici – in primis l’amministratore delegato Marco Morelli – che erano in grado di condurre in un porto sicuro l’istituto di credito al contrario dell’ex capo azienda, Fabrizio Viola, silurato dal governo Renzi perché non ritenuto più all’altezza e credibile anche per i mercati dopo le ricapitalizzazioni da 8 miliardi e passa chiesti al mercato che però non hanno consentito di garantire un futuro tranquillo alla terza banca italiana.

E con le dimissioni di Matteo Renzi da presidente del Consiglio sono pure svaniti i salvatori del Qatar che erano pronti – secondo le dettagliate e forsennate cronache finanziarie degli ultimi mesi – a investire un miliardo di euro in Mps in base a non si sa bene quali scambi di cortesia con il precedente governo, come scrive oggi il Corriere della Sera.

Ma non c’è stupirsi troppo per le piroette del fondo del Qatar, basta osservare quelle del nostro Tesoro. Non ci si riferisce solo al no del governo Monti alla nazionalizzazione di Mps, ora messa in cantiere in fretta e furia, ma anche e soprattutto alla recente richiesta del Tesoro di esigere da Mps il rimborso dei Monti Bond, facendo sborsare alla banca, dal 2014 al 2015 (dunque gestione Renzi-Padoan) oltre 4 miliardi di euro di Monti-bond. Quella stessa banca che adesso, secondo lo stesso vertice di Mps, avrebbe liquidità per soli 4 mesi.

Complimenti per la lungimiranza.

def, Pier Carlo Padoan

Mps, ecco fatti, numeri e misteri sul Monte dei Paschi di Stato

Non sarà un pranzo di gala il salvataggio statale del Monte dei Paschi di Siena, che ora andrebbe ribattezzato Monte dei Paschi dello Stato. Non sarà un pranzo di gala né per il Tesoro, che dovrà sborsare fino a 5 miliardi di euro all’incirca (ma i numeri ballano ancora), né per i risparmiatori, specie per chi detiene obbligazioni subordinate: la…

Trump, Dollaro, Usa, Obamacare, G20

Peter Navarro, chi è l'economista anti Cina che Trump porterà alla Casa Bianca

Il presidente eletto americano Donald Trump ha scelto Peter Navarro per guidare un nuovo ufficio della Casa Bianca che supervisionerà i commerci e la politica industriale statunitense: si chiama White House National Trade Council e sarà una sorta di consiglio di sicurezza a tema commerciale. La scelta ha un peso politico nei rapporti con l'estero, in particolare con la Cina:…

Garofalo, Gaudianello, La Doria. Chi beneficia dei fondi per i contratti di sviluppo

Lo aveva promesso più volte e lo ha fatto. Stop con gli incentivi a pioggia a mezzo bando e spazio a finanziamenti mirati su progetti strategici per l'economia nazionale. Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo Economico, dopo una nottata passata al tavolo con i sindacati di Almaviva, ha presentato questa mattina nel dicastero di Via Veneto il nuovo contratto di sviluppo,…

Occhio al mattone: i prezzi globali di nuovo al livello pre crisi

Se non è un allarme, poco ci manca. Di sicuro è un utile promemoria quello che ci propone il Fmi in un articolo dove osserva che i prezzi globali del mattone, calcolato sui dati di 57 paesi, sono tornati al livello del 2007, come si può osservare agevolmente da questo grafico. Da qui la domanda dell’autore: è il momento di…

telefono fisso

Recesso telefonico per giusta causa: quando non paghi la penale?

Puoi ottenere il recesso telefonico per giusta causa se il tuo operatore propone modifiche unilaterali al contratto o se si verificano disservizi. Generalmente, quando si intende annullare un contratto telefonico prima della scadenza occorre stare attenti a penali e costi di disattivazione. Tuttavia in alcuni casi particolari è possibile recedere senza dover pagare alcuna penale: si tratta del cosiddetto recesso…

Da Berlino il sorriso di Fabrizia, il ricordo di Valeria

Fabrizia di Lorenzo non è più con noi. Dopo ore di attesa nella speranza di ritrovarla, sana e salva, la conferma da parte delle autorità. Fabrizia è una delle 12 vittime di questo vile attentato nel cuore di Berlino. Fabrizia come Valeria. Da Parigi a Berlino a distanza di tempo, i destini di due giovani donne si sono tristemente incontrarti.…

Chi è Anis Amri, il ricercato per l'attentato di Berlino già arrestato in Italia

La polizia ha diffuso maggiori informazioni su Anis Amri, il tunisino di 24 anni sospettato per l'attentato di lunedì sera a Berlino – le impronte sono state trovate all'interno del veicolo. Uno dei documenti dell'uomo è stato ritrovato nell'abitacolo del camion usato per la corsa omicida di sessanta metri tra le bancarelle e i clienti di un mercatino di Natale al centro…

Papa Francesco

Papa Francesco, le scarpe, la semplicità e l'umiltà

Papa Francesco, ha comprato le scarpe in farmacia e la cosa finisce sui giornali. Ma è l’ultima lezione di umiltà che questo nostro Santo Padre ci dà in un momento in cui la vanità è all’ordine del giorno in politica. Così come chiunque ha bisogno di provare le scarpe che lo possono fare stare comodo e che spuntano, rigorosamente nere…

Cosa (non) si sa dell'omicidio di Aldo Moro. Il rapporto della commissione Fioroni

Ci sarà ancora parecchio da scavare e usciranno ancora importanti novità dal lavoro della commissione d’inchiesta sul sequestro e l’omicidio di Aldo Moro. La seconda relazione, presentata il 21 dicembre dal presidente della commissione, Giuseppe Fioroni (Pd), sintetizza un anno di lavoro con 100 mila documenti acquisiti e conferma che quella vicenda si è svolta in modo molto diverso da…

Alcide De Gasperi

Isis, Berlino e la lezione inascoltata di De Gasperi sulla Comunità di difesa europea

L’ultimo tragico attentato di Berlino e i ripetuti atti terroristici che si sono consumati negli ultimi anni in Europa dovrebbero indurre a riflessioni politiche ben più ampie di quelle che ci trasmettono i vari governanti e i mezzi di informazione. È umano pensare all’accoglienza di chi fugge dalla miseria, dal bisogno, dalla guerra. La globalizzazione, condizione invisibile, “fantasma” estremamente potente…

×

Iscriviti alla newsletter